I lavori di Giostra-Annunziata all’Anas? «Il super-uomo Buzzanca non faccia errori giuridici»

I lavori di Giostra-Annunziata all’Anas? «Il super-uomo Buzzanca non faccia errori giuridici»

I lavori di Giostra-Annunziata all’Anas? «Il super-uomo Buzzanca non faccia errori giuridici»

lunedì 08 Febbraio 2010 - 08:53

Quattro consiglieri comunali (Pdl Sicilia-Pd) avanzano perplessità sull’iter amministrativo che ha portato il sindaco, in virtù dei poteri speciali, ad affidare la direzione dei lavori degli svincoli alla società presieduta da Ciucci

Un fronte comune per “avvisare” il sindaco Giuseppe Buzzanca. Ribattezzato, per l’occasione, il “super-uomo”. Pdl Sicilia e Pd mettono da parte eventuali divisioni ideologico-politiche (ma ormai chi ci pensa più?) e accendono i riflettori su quello che, ad oggi, il primo cittadino presenta come il suo fiore all’occhiello: l’accelerazione nell’iter per il completamento degli svincoli Giostra-Annunziata. Nello Pergolizzi, Felice Calabrò, Claudio Canfora e Antonio Barone si concentrano, in particolare, sull’affidamento della direzione dei lavori all’Anas, avvenuta tramite disposizione commissariale OPCM (Ordinanza Presidenza Consiglio dei Ministri) in virtù dei poteri speciali ieri del prefetto, oggi del sindaco. Con la prima disposizione, datata 29 settembre 2009, veniva affidata all’Anas «la conduzione di tutte le attività connesse ai lavori per la costruzione dello svincolo autostradale di Giostra, collettore autostradale nord, da svincolo Giostra ad Annunziata, svincolo autostradale Annunziata 1° e 2° lotto, svincolo autostradale Giostra, i lavori relativi al collegamento nord tra Giostra e Annunziata e lo svincolo Annunziata e i lavori relativi al 3° lotto, questi ultimi in fase d’ultimazione».

Una successiva disposizione commissariale, però, ha superato la precedente, affidando all’Anas il prosieguo di tutte le attività connesse alla realizzazione delle opere sopra indicate. «Con tale ultima disposizione – evidenziano i consiglieri – il commissario delegato ha rimandato ad una futura convenzione la determinazione delle condizioni di carattere economico-finanziario e tecnico (noi oseremmo dire anche giuridico) connesse al subentro di Anas, convenzione che allo stato attuale pare non sia stata ancora stipulata». Ma Pergolizzi, Calabrò e soci vanno oltre, precisando comunque che «chi scrive ha come primo obiettivo la realizzazione in tempi rapidi e certi delle opere in questione, purché, ovviamente, il tutto avvenga nel rispetto delle regole».

Già, le regole. E’ qui che i consiglieri avanzano qualche perplessità. «Come a tutti noto la stazione appaltante delle dette opere “ab origine” era il Comune di Messina, è anche vero però che, in virtù dei poteri speciali, il commissario delegato ha il potere di provvedere alla realizzazione delle opere citate, quindi allo stato attuale è lecito chiedersi: a quale ente o soggetto giuridico va attribuita la qualità di stazione appaltante? La risposta a tale domanda è di fondamentale importanza rispetto alla legittimità e validità degli atti e degli accordi presenti e futuri. Infatti, se il Comune di Messina continua ad essere la stazione appaltante, soltanto tale ente, per tramite delle competenti istituzioni, può assumere impegni in forza di apposite convenzioni, anche perché soltanto ente il Comune sarebbe titolato a disporre delle somme necessarie. Per contro, se la titolarità e gestione delle dette opere dovesse ritenersi trasferita in capo alla struttura del Commissario Delegato, come del resto sembrerebbe tenuto conto delle iniziative poste in essere ultimamente, allora spetterà alla medesima entità assumere impegni ed oneri, come peraltro sta facendo, con la conseguenza obbligata che alla stessa struttura spetterà la competenza a gestire le risorse finanziarie connesse alle opere de quo, risorse che dovranno conseguentemente essere trasferite dal bilancio comunale, dove attualmente si trovano inserite, alla contabilità speciale».

«In tale ultima ipotesi, però – specificano i consiglieri – nessun atto del commissario delegato potrà impegnare né finanziariamente né giuridicamente il Comune di Messina». Insomma, se il sindaco agisce come commissario e non come sindaco, appunto, non potrà attingere a risorse del Comune. L’auspicio di Pergolizzi, Calabrò, Barone e Canfora è che Buzzanca, «spogliate le vesti del super-uomo, connesse all’ormai cronica patologia tutta italiana del commissariamento con poteri speciali ad ogni occasione, affronti la detta problematica prestandovi la massima attenzione, affinché eviti di commettere errori di carattere giuridico-amministrativo che causerebbero ulteriori ritardi nella realizzazione delle tanto agognate infrastrutture».

(Nelle foto di Dino Sturiale: Buzzanca davanti al collettore Giostra-Annunziata; i consiglieri Calabrò e Pergolizzi)

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