All’interno dell’articolo il testo pubblicato sul settimanale Tempì
Totò Cuffaro, ex Presidente delle regione Sicilia ed ex Senatore della Repubblica, dallo scorso 22 gennaio si trova nel carcere di Rebibbia , dove sta scontando una condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia. Ed è proprio dalla prigione che l’ex governatore siciliano ha deciso di raccontare la sua esperienza tra le sbarre, ma soprattutto il suo stato d’animo. Quello di un uomo che, nonostante tutto, non intende arrendersi e si affida alla Madonna affinché lo aiuti e lo protegga. Non c’è redenzione nelle parole di Cuffaro, il quale scrive testualmente «continuerò a essere quello che sono sempre stato», convinto più che mai di essersi «sacrificato tanto per la Sicilia».
Di seguito il testo della lettera scritta da Cuffaro e pubblicata sul settimanale Tempì:
«Dopo i primi giorni di angoscia e di disperazione oggi riorganizzando le speranze. Voglio riappropriarmi del mio tempo, quello che ho sempre con gioia e convinzione donato agli altri.
Lo voglio ridare alla mia coscienza, alle mie riflessioni, senza l’affanno della corsa, senza fretta, senza adempimenti, per consentire alla mia anima di raggiungermi. Questa dura esperienza mi servirà per rafforzare il mio rispetto verso tutte le istituzioni e fortificare la fede che è stata per me di grande sostegno. La fede mi sta realmente dando tanta forza, Dio non mi abbandonerà-.
Cercherò anche qui dentro il carcere di essere utile per quelli che hanno più bisogno, io darò loro tutto quello che posso, per farli sentire uomini. Ho imparato che per il servizio della verità bisogna essere pronti ad affrontare e sopportare le avversità, e nel silenzio della mia cella mi sforzerò di trovare un pà di serenità. Continuerò a essere quello che sono sempre stato; qui dentro la prigione ho capito che ho ancora la libertà più preziosa, quella di scegliere che uomo voglio essere. Ho lavorato e mi sono sacrificato tanto per la mia Sicilia, terra difficile e martoriata, ma proprio per questo meritevole e più bisognosa di essere amata e servita. La Madonna a cui ho affidato da presidente della Regione la Sicilia mi proteggerà e mi aiuterà».
