Lombardo incassa il sì di Fini per il nuovo governo. Ma deve fare i conti con la spaccatura dell’Udc

Lombardo incassa il sì di Fini per il nuovo governo. Ma deve fare i conti con la spaccatura dell’Udc

Lombardo incassa il sì di Fini per il nuovo governo. Ma deve fare i conti con la spaccatura dell’Udc

mercoledì 15 Settembre 2010 - 14:32

Il governatore: «Il presidente della Camera e l’Udc sono interessati ad entrare». Pronto anche il Pd, soddisfatto per la rottura con Miccichè: «La maggioranza all’Ars dipende dalla fine di ogni rapporto con Berlusconi»

Ormai ci siamo. Il Lombardo Quater è pressoché pronto, sarà un governo tecnico, «senza politici in servizio permanente effettivo», e verrà presentato martedì prossimo all’Ars. Questa mattina il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha incassato il sì di Gianfranco Fini e di parte dell’Udc: «Sono interessati a continuare, nel primo caso, e a riprendere, nel secondo caso – ha affermato – un’esperienza all’interno del governo regionale. Sono disponibili ad entrare. Sarà un governo – ha spiegato Lombardo – dove non ci saranno politici in servizio permanente effettivo. Martedì sarà presentato in aula anche in omaggio al ruolo dell’assemblea, il governo e soprattutto il programma». Intorno al sì dei “finiani” aleggia ancora il dubbio relativo alle dichiarazioni del coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Pippo Scalia: «Al momento – aveva dichiarato in mattinata – non persistono le condizioni per procedere a una nuova composizione del governo regionale, rimangono forti perplessità sul programma e sulla natura della nuova giunta». Evidentemente l’incontro tra Lombardo e Fini ha sanato tutto. Non è escluso che un peso importante l’abbia avuto il no di Lombardo a far parte del gruppo “salva Berlusconi” cui si sta lavorando in Parlamento.

Il governatore dovrà fare i conti pure con la rottura dell’Udc. Quando afferma di avere l’appoggio dell’Udc, probabilmente si riferisce all’ala “lealista” che in Sicilia fa ormai capo ai messinesi Gianpiero D’Alia e Giovanni Ardizzone. E’ evidente come oggi non ci siano le condizioni per un ingresso in giunta di quella che, al momento, continua ad essere l’area maggioritaria del partito centrista, quella che fa riferimento al trio RomanoManninoCuffaro. Questi ultimi, ormai in rottura con Pierferdinando Casini, se a Roma non accettano la linea tenuta nei confronti di Berlusconi, a Palermo dicono no a “commistioni” col centrosinistra.

Ma il centrosinistra, nel nuovo governo, ci sarà eccome. Appoggio esterno, s’intende, anche se Mario Centorrino, ufficialmente un tecnico ma palesemente vicino al Pd, pare sia uno dei confermati del Lombardo Quater. Conditio sine qua non del Pd: la rottura con Berlusconi. Che, visto il divorzio tra Lombardo e Gianfranco Miccichè, sancito ormai pressoché irreparabilmente nella giornata di ieri, pare ormai scontata. «La possibilità di trovare una maggioranza all’Ars con un Lombardo quater – ha dichiarato il segretario regionale Giuseppe Lupo – dipende prima di tutto dal programma e dalla volontà del presidente della Regione di rompere con il berlusconismo populista. Se ci saranno proposte serie in questo senso il Pd valuterà collegialmente l’ipotesi di appoggiare con Lombardo un serio programma di riforme. Le dichiarazioni di ieri di Lombardo mi pare confermino l’intenzione di una rottura con Miccichè e i berlusconiani ed è questa una prerogativa di fondo per il rilancio della politica in Sicilia».

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