Il Lombardo quater “apre” i fronti politici e slega i partiti: le reazioni

Il Lombardo quater “apre” i fronti politici e slega i partiti: le reazioni

Il Lombardo quater “apre” i fronti politici e slega i partiti: le reazioni

martedì 21 Settembre 2010 - 21:52

Germanà (PdL): «Il ribaltone e' solo l'escamotage di Lombardo per continuare il suo impero». Briguglio (Fli): «Giudichiamo positivamente l'avvio della nuova esperienza». Spaccature nell’Udc e nel Pd

Toni accesi prima, durante e dopo l’intervento in aula del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, pronto a varare il quarto Governo dall’inizio del suo mandato. Molto pepati i commenti provenienti da esponenti del PDL, esclusi dalla nuova squadra di Governo.

I coordinatori del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione e Domenico Nania: «L’idea di una Sicilia guidata da procuratori, burocrati e prefetti, piu’ un presidente su cui tutti hanno le idee chiare e’ la sconfitta piu’ eclatante che i siciliani potevano subire. Il compito del Pdl sara’ quello di restituire ai siciliani il valore della politica, il rispetto del voto degli elettori e l’orgoglio di esseri siciliani. Se per il Pd doveva essere decisivo l’intervento in aula di Lombardo purtroppo, non bastera’ rileggere lo stenografico per trovare qualche traccia di quell’azione riformatrice o della volonta’ di farla. Poche idee e molto confuse. Bisogna riconoscere, con onesta’, ad alcuni assessori politici, Leanza e Strano in primis, di essere stati punti di riferimento in un’azione complessivamente negativa. Ci chiediamo: in un momento cosi’ particolare di incapacita’ del governo di spendere le risorse comunitarie, era davvero cosi’ necessario cambiare la squadra?»

Il deputato nazionale messinese Nino Germanà: «Il centrodestra in Sicilia non solo non ha mai fallito, ma alla prossima tornata elettorale la Sicilia dimostrera’ ancora una volta la sua fedelta’ e il suo sostegno al progetto del PdL. Il ribaltone e’ solo l’escamotage di Lombardo per continuare il suo impero. La nascita del Lombardo quater e’ contestuale alla morte delle idee del Pd che solo cosi’, senza affrontare le urne, e’ riuscito ad accaparrarsi un posto al governo. Lombardo si erge a traghettatore di alleanze, ma il Caronte della politica siciliana come riuscira’ a superare insormontabili ostacoli, in primis quello del ponte sullo Stretto?». Il vice presidente vicario del Gruppo parlamentare del Popolo della liberta’ all’Assemblea regionale siciliana Salvo Pogliese: «Si e’ consumato l’ennesimo atto di una commedia tragicomica che parafrasando il famoso film di Hugh Grant, potrebbe intitolarsi “Quattro matrimoni ed un funerale”. La nuova giunta, trainata dal Pd e sostenuta dai brandelli transfughi della compagine politica che ha vinto le elezioni del 2008, consacra, speriamo l’ultimo dei quattro matrimoni di Lombardo, quello con il Pd e rappresenta il degrado e la mistificazione ‘ ribaltonista’ della Politica, non certo la volonta’ del Popolo siciliano che invece celebra il suo funerale».

Il parlamentare nazionale del Pdl, Dore Misuraca: «Sono molto preoccupato perche’ il Lombardo quater si configura come governo ‘contro’ piuttosto che a favore degli interessi reali della Sicilia. Questo esecutivo stimolera’ una serie di forti risentimenti politici. L’accordo di Lombardo con il Pd rende esplicita, infatti, la vocazione al trasformismo politico. In queste ore ha preso forma una giunta a forte trazione Pd, quindi, un ribaltone politico che condurra’ in modo surrettizio al governo della Regione alcune forze politiche fortemente penalizzate dal voto popolare del 2008».

Achille Totaro, senatore del Pdl, attacca i finiani: «Eclatante risultato alla prima uscita per il gruppo cosiddetto finiano. In Sicilia dopo aver fatto da reggicoda all’apertura a sinistra di Lombardo a beneficio del Pd, ultrasconfitto alle elezioni, gli assessori politici finiani sono stati messi alla porta. Addirittura Granata si lamenta dei veti su Nino Strano, mentre altri deputati regionali annunciano che non sosterranno Lombardo. Che figuraccia. Offrono l’appoggio, vengono estromessi, e forse voteranno comunque insieme alla sinistra a sostegno di un’operazione trasformistica. Litigano alle prime uscite dimostrando che hanno messo in piedi una realta’ che non andra’ lontano. Meglio rimanere coerenti e leali con il centrodestra che avventurarsi su strade pericolose nelle quali si agevolano i trasformisti e si subiscono evidenti mortificazioni».

Su una linea completamente opposta i rappresentanti di Futuro e Libertà, Pippo Scalia, Carmelo Briguglio, Fabio Granata e Nino Lo Presti, legati al nuovo governo: «Giudichiamo positivamente l’avvio della nuova esperienza di governo regionale che siamo certi sarà caratterizzata da politiche di modernizzazione, sviluppo e legalità e il cui valore innovativo abbiamo contribuito a costruire. Nelle prossime ore discuteremo col presidente Lombardo della opportunità di adeguare la squadra di governo a rappresentare le istanze programmatiche della nostra area politica e culturale. Ringraziamo l’amico Nino Strano per lo straordinario lavoro svolto come assessore al Turismo, siamo impegnati a dare continuità sia al suo progetto per il turismo siciliano, sia alla sua presenza in ruoli di alto livello politico e istituzionale».

Spaccato, come annunciato nelle previsioni, l’Udc. Il capogruppo dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana, Rudy Maira: «Credo che Casini e Cesa siano andati con il cappello in mano da Lombardo e per ottenere qualcosa che e’ molto meno di un piatto di lenticchie. Per due anni in sintonia abbiamo con grande dignita’ e risultato di immagine difeso le scelte dell’Udc nei confronti dei Governi di Raffaele Lombardo lasciando ogni posto di potere e portando avanti soltanto idee e programmi, contribuendo a varare le uniche vere riforme, migliorandole, adottate dal parlamento regionale. Negli ultimi giorni, invece, siamo stati accusati di essere andati da Berlusconi con il cappello in mano e per un piatto di lenticchie. Apprendiamo stasera dal presidente Lombardo che l’Udc, quella di Casini e Cesa, bypassando il gruppo all’Ars e il coordinatore regionale Saverio Romano, ha indicato quale assessore regionale il professore Andrea Piraino. Senza nulla togliere al prestigio personale di Piraino, credo proprio che al di la’ dello sgarbo istituzionale interno all’Udc, Casini e Cesa siano andati con il cappello in mano da Lombardo e per ottenere qualcosa che e’ molto meno di un piatto di lenticchie»

La risposta affidata ai deputati siciliani dell’Udc di area D’Alia-Casini, Giovanni Ardizzone, Marco Forzese e Mario Parlavecchio: «Prendiamo atto delle innovative dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione siciliana. Valuteremo con attenzione la sua azione di governo apprezzandone ogni sforzo di cambiamento per rendere migliore la Sicilia. La sua giunta e’ certamente di alto profilo. La riconferma di alcuni tecnici che hanno ben operato ci rassicura sulla volonta’ di cambiamento che anima la compagine di governo e la presenza di personalita’ del calibro del professore Andrea Piraino e del prefetto Giosue’ Marino ci rallegrano trattandosi di professionalita’ che arricchiranno sicuramente l’azione del governo Lombardo».

Linee differenti anche in casa Pd. Il capogruppo all’Ars Antonello Cracolici esprime soddisfazione sul futuro assetto dell’Esecutivo: «Aspettiamo il dibattito parlamentare e che la direzione regionale del Pd valuti in maniera compiuta le dichiarazioni programmatiche del presidente, e forse da fidanzati dall’esterno con Lombardo ci faremo fidanzati in casa. E’ un modo di dire palermitano, la differenza e’ che da fidanzati in casa anche le famiglie si conoscono e anche in questo caso sarebbe cosi’: il Pd e l’Mpa cominceranno forse a conoscersi. Oggi non si puo’ parlare di ribaltone, l’idea del ribaltone viene fuori da una scorretta valutazione sull’operato del centrodestra che ha fallito, e’ saltato in Sicilia come in Italia. In Sicilia in particolare, si e’ aperta una voragine sull’operato di una coalizione che per diciassette anni si e’ posta come baluardo di una parte della societa’ siciliana. Chi non vuole ammettere questo parla di ribaltone e vorrebbe purificare il tradimento di Lombardo con le elezioni politiche. Noi assicuriamo oggi ad un presidente della regione eletto dai cittadini di poter governare dunque parlare di ribaltone senza riconoscere il fallimento del centrodestra e’ tendenzioso e inesatto».

Differente il punto di vista del parlamentare nazionale del Pd, Giovanni Burtone: «Mantengo una posizione fermamente contraria a questo governo senza se e senza ma perche’ e’ in contrasto con il mandato elettore. Quanto sta accadendo all’Ars offende il popolo delle primaire del Pd che avevano dato un orientamento contro la politica trasformista di Lombardo. In una Regione normale il governatore si sarebbe dovuto dimettere da tempo. Questa operazione di trasformismo non portera’ alcunche’ di buono alla anche perche’ con i governi Lombardo la situazione economica e sociale nell’isola e’ fortemente peggiorata. Il Partito democratico si e’ assunta una grave responsabilita’ e noi attiveremo ogni azione per mettere in discussione una decisione che i militanti e i simpatizzanti del Pd non condividono».

Critico anche il commissario regionale siciliano dell’Idv, il senatore Fabio Giambrone: «L’Italia dei valori aveva piu’ volte chiesto al Pd di recuperare la coerenza e insieme costruire un’alternativa al governo Lombardo, su programmi per lo sviluppo della Sicilia e nel rispetto dei siciliani, a fronte di una lacerazione della stessa maggioranza che lo aveva eletto. Cosi’, purtroppo, non e’ stato».

Infine Aurelio Misiti, portavoce nazionale del Mpa: «Gli obiettivi del nuovo esecutivo relativi alla drastica riduzione della burocrazia regionale, all’abolizione delle province e alla semplificazione del sistema formativo professionale della Sicilia, costituiscono la prosecuzione del processo riformatore di Lombardo, il quale e’ riuscito ad aggregare le forze politiche che si richiamano al cosiddetto terzo polo con l’appoggio importante e innovativo del partito democratico siciliano; il che prelude a uno scenario riproducibile anche a livello nazionale». (E.Rigano)

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