L'ex Prefetto di Messina si aggiunge a Mario Centorrino, entrambi sono considerati di area Pd. Tensione in aula durante il discorso del Governatore, contestato dal PdL. Domani ripresa dei lavori, il Presidente della Regione: -I miei amici all'Assemblea regionale sono 50 e voteranno sulla base di cio' che ci sara' di buono per la Sicilia-
Il dibattito all’Ars sulle comunicazioni del presidente della Regione, riguardo la nuova composizione del quarto governo Lombardo, composto da tecnici e sostenuto da Mpa, Pd, Api, Fli e i casiniani dell’Udc, è stato rinviato a oggi alle 10.30 dal presidente dell’Assemblea Francesco Cascio. Si prevede un acceso dibattito dopo le tensioni di oggi che hanno costretto Cascio a sospendere per alcuni minuti la seduta. Un’ora prima Raffaele Lombardo presentera’ la sua squadra di tecnici alla stampa. Il governo appena varato da Lombardo e’ -solo ufficialmente- composto da soli tecnici. Sparma e Diliberti sarebbero espressione di Fli, Piraino dall’Udc di Casini, Messineo dall’Api di Rutelli. Direttamente al presidente Lombardo sono riferibili gli assessori Massimo Russo, Caterina Chinnici, Gaetano Armao (per loro si tratta di una riconferma) ed Elio D’Antrassi. In quota Pd sono considerati gli assessori uscenti Marco Venturi, Mario Centorrino, Pier Carmelo Russo e, secondo ambienti politici, anche Giosue’ Marino, neo assessore, che sarebbe stato indicato dal partito di Bersani. Il commissario antiracket e antiusura nominato due anni fa dal governo, e’ stato prefetto di Messina, Agrigento e Palermo. Nato a Furci, è il secondo rappresentante della Provincia Messinese presente in giunta, insieme a Centorrino. Come previsto fuori tutte le anime del PdL, compresa l’area siciliana di Micciché riavvicinatasi a Berlusconi.
Tra le urla e gli insulti provenienti dai banchi del PdL (”Ribaltonista!”) e la risposta stizzita del presidente (”bravi…ma bravi non mi fermate col chiasso e la violenza”), Raffaele Lombardo ha parlato all’aula annunciando qualche punto del suo nuovo programma di riforma, che partira’ da quella della Regione e dall’abolizione delle Province: «Io vado avanti cosi’, non muto di un grado per convenienze, paure o vantaggi. So che ho scontentato e vado scontentando tanta gente; mi sono posto tanti interrogativi: mollo o assecondo le legittime e sacrosante esigenze di conquistare consensi o faccio il mio dovere di fronte ai siciliani? Sul programma sentiro’ tutti voi se dovro’ cambiare due o tre punti lo faro’, ne cambiero’ anche cento se sara’ necessario ma ovviamente non cambio la mia linea. Sara’ un viaggio senza ritorno, se qualcuno ha delle riserve sulla compagnia sia chiaro, ci areneremo».
«E’ un governo di tecnici che non sono impegnati in politica – ha affermato poi il governatore ai giornalisti – ma hanno esperienza in settori specifici. Credo che sara’ una buona giunta. I miei amici all’Assemblea regionale sono 50 e voteranno sulla base di cio’ che ci sara’ di buono per la Sicilia.Purtroppo segnali ed episodi di astio ne ho ricevuto tantissimi, ma non ricambiati. Se io dovessi rischiare la vita per salvare la pelle di un mio avversario istitintivamente credo che non avrei dubbi, mi porrei tra lui e qualunque ostacolo.Questo bipolarismo invocato come quintessenza del bene, presidio ineludibile per la stabilita’, rende instabile questo governo nazionale, ne ha fatto cadere uno due anni fa e poi ai fini pratici registriamo che il nostro Paese e’ in declino, non fa passi avanti».
Infine su Fini, Berlusconi e Micciché: «A proposito del ribaltone ho detto che se Fini esprime un dissenso a Roma, quello e’ ribaltone, se qua un terzo della maggioranza ostacola la riforma sanitaria e quella dei rifiuti, e’ coerenza? E’ coerenza l’aggressione al presidente della Regione e al suo programma che coerentemente porta avanti? Io dico che noi andiamo avanti su questa strada con governi tecnici non impegnati in politica. Il mio intervento e’ un messaggio ai siciliani, se ho da parlare con Berlusconi parlo direttamente con lui. Mi sono riferito a una formazione politica, ma ho parlato a tutta l’Assemblea. Spero di avere buoni rapporti anche con Micciché, che si alimentino di reciproche valutazioni e critiche costruttive. Non condivido la scelta politica fatta da Gianfranco, ma non alimentero’ inimicizie per questo». (Emanuele Rigano)
