Napolitano: «Più fondi per il dissesto idrogeologico»

Napolitano: «Più fondi per il dissesto idrogeologico»

Napolitano: «Più fondi per il dissesto idrogeologico»

lunedì 26 Ottobre 2009 - 15:47

Il Capo dello Stato torna sull’alluvione di Messina: «Per evitare sciagure come questa ci vogliono risorse, i soldi sono pochi e bisogna dare precedenza assoluta alla sicurezza». Approvazione di Verdi e Pd. Brunetta: «Il Ponte risolverà la questione meridionale»

Dopo l’ormai famoso “meno opere faraoniche, più soldi per la sicurezza”, dichiarazione a caldo a poche ore dall’alluvione del 1. ottobre scorso, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna a parlare del nubifragio di Messina, ribadendo quel concetto ma senza citare direttamente il Ponte sullo Stretto. Il Capo dello Stato chiede, in sostanza, che il governo garantisca più fondi per superare il dissesto idrogeologico che mette a rischio diverse aree del nostro Paese. Napolitano ha ricordato che «mentre alcune delle case crollate sono state costruite abusivamente, altre avevano regolari permessi. Le istituzioni non dovrebbero favorire costruzioni dove non si può costruire. Occorrono più severità e più regole nel rispetto dei parametri necessari per avere l’autorizzazione alla costruzione».

Il grande equivoco, quello dell’abusivismo, che a Giampilieri è praticamente inesistente, persiste ancora nel dibattito nazionale. Ma tant’è. Napolitano ha aggiunto che «per intervenire in maniera sostanziale al fine di evitare nuove sciagure come quella di Messina occorrono risorse. Ma i soldi sono pochi e bisogna vedere come distribuirli. E’ necessario capire che c’è una cosa che viene prima di ogni altra: l’ambiente dove viviamo. Il governo deve dunque dare precedenza assoluta, mettendo in secondo piano interventi meno essenziali e urgenti, alla garanzia degli investimenti così da superare le condizioni di dissesto idrogeologico del nostro Paese”»

Ampi consensi dall’opposizione. Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente del Senato, sottolinea che un’inversione di tendenza, nella politica ambientale del governo, è necessaria: «Nella Finanziaria 2010 all’esame del Parlamento i fondi contro il dissesto idrogeologico sono più che dimezzati, malgrado la situazione a Messina dopo la tragedia dell’alluvione non sia ancora risolta, e non viene rinnovato il finanziamento del 55% per la ristrutturazione energetica degli edifici, una misura decisiva perché l’Italia possa centrare obiettivi di riduzione dell’anidride carbonica e partecipare alla lotta globale contro i cambiamenti climatici». Secondo il presidente dei Verdi Angelo Bonelli «il governo dovrebbe accogliere l’appello del presidente Napolitano». E aggiunge: «Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo dovrebbe farsi restituire le risorse che con troppa facilità si è fatta sfilare. Anzi, le consigliamo di chiedere al Governo di destinare le risorse del Ponte sullo Stretto di Messina alle vere priorità del Paese e, in particolare del Mezzogiorno: in primo luogo la lotta al dissesto idrogeologico e poi l’acqua potabile in quelle città dove ancora manca».

Tirata in ballo da Bonelli, la stessa Prestigiacomo, alla presenza di Napolitano, è tornata sul nubifragio del 1. ottobre, cadendo ancora una volta nel famoso equivoco di cui sopra: «Il disastro di Messina è stato in parte motivato dall’abusivismo ma a volte le costruzioni sono state edificate legalmente ma con miopia. Questo non deve più accadere. Sono catastrofi che lanciano un Sos».

E intanto si continua a parlare di Ponte sullo Stretto, addirittura coma panacea di tutti i mali. A farlo è il ministro dell’Innovazione Renato Brunetta: «Il Ponte sarà la soluzione della questione meridionale, i soldi per realizzarlo ci sono già tutti e la prima pietra sarà posata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi entro la fine dell’anno. E’ un’opera epocale, voluta dal Paese intero. E’ nel nostro programma di governo e la realizzeremo nel tempo più breve possibile».

S.C.

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