Palazzo Zanca, è il giorno del bilancio. Pd: «Così com’è non è veritiero, va rimodulato»

Palazzo Zanca, è il giorno del bilancio. Pd: «Così com’è non è veritiero, va rimodulato»

Palazzo Zanca, è il giorno del bilancio. Pd: «Così com’è non è veritiero, va rimodulato»

giovedì 12 Agosto 2010 - 10:07

In conferenza stampa l’opposizione annuncia la linea che seguirà in aula: «Il previsionale si poggia su basi inesistenti». Ma i tempi stringono

Mentre i consiglieri comunali si preparano alla maratona d’aula sul bilancio di previsione, il Pd lancia la sua proposta, a metà tra la provocazione e la denuncia: «Questo bilancio si poggia su basi inesistenti, quindi chiediamo all’amministrazione di rimodularlo dopo un tavolo di concertazione». Una richiesta forte, quasi azzardata se si pensa che giunge il 12 agosto, a 28 giorni dal termine ultimo fissato dal commissario ad acta Girolamo Ganci. «Ma non è colpa nostra – specifica il capogruppo Tani Isaja – se l’amministrazione ci ha consegnato gli atti completi solo tre giorni fa». Non è una colpa, ma la responsabilità cadrà solo sui consiglieri, nel caso in cui non dovessero essere rispettati i tempi: la “pena”, infatti, è lo scioglimento del civico consesso.

Ecco perché la proposta lanciata stamani dal Pd in conferenza stampa, presenti il segretario comunale Giuseppe Grioli, il responsabile delle Politiche finanziarie della “giunta ombra” Luigi Bennati e quasi tutti i consiglieri comunali, è prima di tutto politica. «Noi stiamo dicendo alla città qual è la situazione, quando fra qualche mese saranno tutti sotto al Comune a reclamare sapranno perché», è il leit motiv. «Un bilancio del genere non è possibile emendarlo – afferma Grioli – ecco perché chiediamo che venga rimodulato. Non è un’iniziativa ostruzionistica, ma un atto di responsabilità. Perché è chiaro che l’intenzione dell’amministrazione è posticipare la morte dell’ente a quando la giunta Buzzanca avrà lasciato il testimone a quella seguente».

Tanti i rilievi tecnici mossi dal Pd, esposti dall’ex assessore al Bilancio Beninati: un avanzo di amministrazione «inesistente e non veritiero», mancata copertura dei debiti fuori bilancio, le incognite legate alle partecipate ed in particolare al consuntivo Atm, che non viene approvato dal 2003, la mancata chiarezza sul rispetto delle obbligazioni assunte nei contratti di finanza, «entrate previste che si ritengono sovrastimate», con l’accento posto sul piano di dismissioni (previsti da qui a dicembre incassi per 19 milioni di euro), costi per il personale che incidono per un terzo sul totale delle spese correnti, incrementi nei costi dei servizi sociali «che non coincidono con la reale capacità di cassa dell’ente», una contrazione della previsione di spesa per investimenti del 50 per cento rispetto all’anno precedente, e altro ancora. «Chiediamo di aprire un tavolo di concertazione – si sintetizza in un documento – con i capigruppo del consiglio comunale, le segreterie cittadine dei partiti, i sindacati, le associazioni di categoria ed i presidenti delle partecipate, al fine di affrontare, studiare a predisporre tutti gli accorgimenti utili a superare l’attuale crisi finanziaria che attanaglia l’Ente. Chiediamo che venga ristabilita la verità e che si apra un dialogo serio per affrontare con senso di responsabilità i reali problemi che, allo stato, si nascondono dietro le “alchimie illusionistiche” dei “tecnici-politici” della finanza comunale».

«Preoccupa l’assenza totale di scelte – sottolinea Isaja – e di strategie per invertire la tendenza, su settori cruciali quali Atm, rifiuti, Amam, patrimonio, avvocatura, urbanistica, recupero crediti». E quando si fa rilevare che c’è una relazione dei corti dei conti, con parere favorevole, a “certificare” questi numeri, la risposta la dà Felice Calabrò: «Che i presupposti di questo bilancio siano inesistenti lo dicono i revisori stessi con le raccomandazioni che hanno ritenuto di fare nella loro relazione. E i colleghi della maggioranza, tutto questo, lo sanno benissimo». Nel primo pomeriggio la commissione Bilancio ha approvato l’atto deliberativo, dopodiché si sono aperte le porte dell’aula consiliare. Dove la linea del traguardo della “maratona” appare ancora lontana.

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