A palazzo Zanca la prima Conferenza di servizio sulle Politiche sociali. La Cisl: « Serve un cambiamento»

A palazzo Zanca la prima Conferenza di servizio sulle Politiche sociali. La Cisl: « Serve un cambiamento»

A palazzo Zanca la prima Conferenza di servizio sulle Politiche sociali. La Cisl: « Serve un cambiamento»

giovedì 09 Settembre 2010 - 06:45

L'appuntamento rappresenterà un momento di confronto sulle tematiche sociali e sulle metodologie

L’assessore alle politiche sociali, Pinella Aliberti, ha convocato per oggi la Prima Conferenza di Servizio sulle Politiche Sociali, che si terrà nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca.Al confronto parteciperanno anche i capigruppo consiliari del Comune, in vista della seduta straordinaria che il Consiglio comunale dedicherà alle problematiche dei servizi sociali, martedì prossimo. L’esponente della giunta Buzzanca ha sottolineato “l’attenzione dell’Amministrazione comunale per i servizi sociali, comunemente intesi come i servizi alla persona, che rappresentano un caposaldo della società civile. Un fondamentale comparto per il quale il Dipartimento delle politiche sociali è impegnato con una progettualità che interessa i minori, preadolescenti ed adolescenti, gli anziani, la disabilità, le donne in difficoltà, le lavoratrici-madri ed i Centri di accoglienza”.

E sulla prima Conferenza di Servizio sulle Politiche sociali del Comune di Messina è intervenuta la Cisl, che considera quest’appuntamento un’occasione per riorganizzare e strutturare il sistema. Le Politiche Sociali, secondo il sindacato, devono riguardare essenzialmente tre punti principali: qualità del fornitore, in quanto azienda capace di produrre servizi alla persona e alla comunità; qualità del servizio intendendo con questo termine una tipologia di offerta specifica (residenziale, diurno, domiciliare, per minori, per disabili, per anziani ecc. ecc…); qualità dell’intervento per il singolo utente (rispetto al programma, ma anche rispetto ai risultati).“Le politiche sociali del comune di Messina – spiega il segretario generale Tonino Genovese – devono essere riorganizzate, procedendo con un necessario aggiornamento dei dati sociali. L’idea è quella di lanciare una Carta per la Cittadinanza Sociale, uno strumento per maturare e sviluppare l’identità e l’appartenenza alla comunità di cittadini, organizzazioni e istituzioni. Un progetto che deve aiutare a mantenere aperto un continuo confronto tra i diversi attori della comunità locale e rappresenti una sorta di “Costituzione” sociale locale”.

Il pensiero della Cisl è rivolto agli anziani e a quella fascia definita della “fragilità”. “Occorre – spiega Genovese – effettuare un monitoraggio per poi attuare nuove metodologie di interventi, capace di coprire a rete tutti i quartieri delle sei Circoscrizioni cittadine e, ove possibile, realizzare nuovi progetti utilizzando meglio le risorse umane e finanziarie. Verificare l’effettivo bisogno serve ad avviare l’intervento di sorveglianza e supporto necessario in modo da fissare adoperare le opportune soluzioni durante tutto l’arco dell’anno”.

Monitoraggi e progetti che per la Cisl devono riguardare anche i minori, i Centri di Aggregazione Giovanile e Asili Nido, i disabili e Salute Mentale, le famiglie che vivono in situazioni di disagio, le adozioni, le dipendenze, gli immigrati, i centri di accoglienza residenziale e semiresidenziale, le case di riposo, i servizi di assistenza domiciliare anziani e disabili, le mense dei poveri, contributi economici, telesoccorso e trasporto sociale.

“Occorre capire – continua il segretario generale della Cisl – come reperire le somme. Quelle del solo bilancio comunale non bastano, devono essere incrementate guardando alla legge 328, a contributi della Regione Sicilia, dei Fondi Europei. Ma soprattutto operando quei tagli agli sprechi e quella razionalizzazione dei costi di certo possibile che può portare nuove risorse”. Per la Cisl è necessario snellire anche la macchina burocratica. “Adesso sono tre gli assessorati gestori della materia, Politiche Sociali, Istruzione e Famiglia. Perché – propone Genovese – non riservare tutto ad un unico assessorato? Ciò significherebbe maggiore snellezza nei rapporti, una macchina di governo più veloce e meno tortuosa. Tutto a favore dei cittadini e degli utenti”

Proprio la struttura di gestione è finita sotto la lente d’ingrandimento della Cisl: “Chiediamo – sottolinea – strumenti chiari, che la gestione passi attraverso controlli, regole e garanzie per gli utenti e per i lavoratori, altrimenti vi è il rischio che si lasci tutto nel cono d’ombra del sospetto, degli interessi e dello sfruttamento. Questo è possibile attraverso la contestuale costituzione di un Tavolo Sociale Permanente ristretto che provveda alla verifica e al controllo dei rapporti tra soggetti affidatari, utenti e lavoratori. Un controllo che deve essere costante”.

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