Dopo le Spa il viaggio prosegue attraversando le realtà locali (Ente Porto, Ente Fiera, Ente Teatro, Iacp), regionali (Urps, Lsal), nazionali (Upi, Inarch) e perfino internazionali, come la -chicca- del progetto World Trade Centers inc. Alcune valide, altre pesanti, quante da tagliare?
Dopo lo zoom sulle Società per Azioni (vedi articolo completo correlato in basso), riprendiamo il nostro viaggio all’interno delle realtà legate alla Provincia Regionale concentrandoci sugli Enti. Diversi, importanti. In alcuni casi custodi di equilibri o disequibri politici. Su molti di essi regnano punti interrogativi, sulle finalità, ma soprattutto sui rapporti con l’Ente. Le informazioni, come per la prima tappa del nostro percorso, sono state integralmente rilevate dalla schede informative trasmesse qualche settimana fa dall’ufficio competente alla Corte dei Conti, e in toto riportate. In certe circostanze dati poco chiari, insufficienti ed incompleti. In tal senso, anche in rapporto ai commenti all’articolo sulle Spa, precisiamo che la redazione non ha esercitato alcuna omissione o tantomeno modifica dei dati, che sono stati fedelmente trascritti per come consegnati da palazzo dei Leoni, proprio per far notare eventuali lacune e carenze nella ricostruzione della situazione delle partecipazioni. Una condizione resa complicata, come più volte ribadito negli ultimi mesi dall’assessore al ramo Bisignano, dall’assoluta anarchia regnante negli anni in rapporto al processo di archiviazione delle informazioni, finite in dipartimenti e uffici vari senza passare dal principale punto di raccordo, l’ufficio Partecipate appunto. Ciò insieme ad altri elementi ha reso difficoltoso e lungo il lavoro di screening avviato e in qualche modo concluso, con la conseguenza dei ritardi e dell’evidente incompletezza delle fonti (della quale non è certamente responsabile Tempostretto o i suoi giornalisti). Un processo che dovrà concludersi con la valutazione e l’eventuale taglio delle partecipazioni, che dovrà avvenire nei prossimi mesi anche attraverso l’attività consiliare.
Tornando agli enti collegati alla Provincia, iniziamo la nostra carrellata con l’Ente Porto, istituito con decreto del presidente della Regione n.270/A del 1953 per la gestione del punto franco e ormai dai mesi al centro di una scottante polemica sulla conflittualità di interessi, nelle finalità e nelle aree di riferimento, con l’Autorità Portuale. L’ultimo braccio di ferro sulle aree in cui insistono il bacino di carenaggio ed il cantiere navale ex Cassaro, per le quali l’EP ha sollecitato la restituzione dopo una sentenza del Cga a proprio favore. Attualmente, come molti sapranno, l’Ente è commissariato e al proprio vertice c’è Rosario Madaudo, nominato con delibera regionale n.133/10 per la durata di 3 mesi rinnovabile per 1 anno. Il Decreto presidenziale della Regione n.184/serv. 1° UO del 29.09.2003 ha sciolto il Cda, mentre dall’altra parte con determina presidenziale della Provincia n.16/2006 si indicavano come componenti Antonino Geraci, Giuseppe Magazzù e Giuseppe Previti. Secondo quanto inserito nella scheda, il patrimonio dell’Ente è costituito da un fondo di dotazione di 50milioni di lire risultante delle quote versate una tantum dagli enti. Dai 20 milioni di lire depositati dalla Provincia viene determinato il 40% del capitale sociale detenuto. La volontà politica di palazzo dei Leoni sembra essere chiara, la fuoriuscita da questa realtà ormai nell’orbita regionale nonostante all’art.3 dello statuto risultino solo Provincia, Comune e Camera di Commercio di Messina come enti ad esso collegati.
Secondo Ente, altrettante grane. Ultimamente i rapporti con il commissario Fabio D’Amore sembrano essere leggermente migliorati, anche se tra la Provincia e l’Ente Autonomo Fiera Campionaria Internazionale di Messina il clima pare essere sempre sull’orlo della conflittualità. Alla base forse l’impotenza di potere incidere sulle scelte prese per lo sviluppo delle attività e sul futuro dell’Ente (l’art.7 dello statuto prevede che la Provincia nomini un suo rappresentante in seno al consiglio e che lo stesso resti in carica per tre anni), possibilità resa vana dai ripetuti commissariamenti che sembrano non andare più in direzione dell’annunciata liquidazione. Da anni si parla di un possibile spostamento degli uffici presso una nuova sede per -liberare- la cittadella fieristica e renderla costantemente accessibile ai messinesi, facendola divenire anche uno spazio di accoglienza per turisti e croceristi, anche sulla base del disegno del Prp. Nella scheda si riportano, oltre al commissario, i nomi dei componenti delle collegio dei revisori: Enrico Spicuzza, Vincenzo Martorana, Giuseppe Romeo. Non specificato il compenso spettante. Per quanto riguarda invece i pagamenti effettuati dalla Provincia, la quota complessiva al 2009 ammonta a 257.308,81euro (51.650/2009; 51.649,69/dal 2008 al 2005). L’art.3 dello Statuto vede la Provincia tra i soci fondatori che versano un contributo annuale determinato dal consiglio generale. Attualmente palazzo dei Leoni detiene una quota pari al 50% del capitale. Infine i bilanci: 2005 -107.765,44euro; 2006 -417.630; 2007 -327.781; 2008 -1.496,585.
E a proposito di enti commissariati, un altro di quelli legati alla Provincia è l’Istituto Autonomo Case Popolari. Le informazioni inserite nella scheda sono poche e sommarie. C’è l’elenco dei componenti del Cda designati da palazzo dei Leoni (Antonino Damiano, Carmelo Torre, Carmelo Campagna), il rappresentante degli assegnatari (Giovanni Romeo), i rappresentanti delle organizzazioni sindacali (Giovanni Rovito, Antonino Genovese, Pasquale Guarnera) e il rappresentante dei lavoratori autonomi (Pietro Alibrandi). Riportato poi l’articolo 4 dello statuto dell’Ente, riguardante proprio l’organizzazione strutturale dello stesso Iacp. Il patrimonio dell’istituto invece, secondo l’art.3, è costituito: dalla somma da L. 20.000,00 versata a fondo perduto (per L. 10.000,00 ciascuna dell’amministrazione della Provincia e del Comune di Messina per la costituzione dell’Istituto); dal patrimonio formato dalle aree, dai baraccamenti, dalle case e dai crediti che sarà dal Comune di Messina trasferito all’Istituto a termini dell’art. 2 della legge 21 agosto 1940/XVIII, n. 1289; da eredità, lasciti, donazioni ed elargizioni che pervengano all’Istituto; dal patrimonio degli altri Enti ed Istituti di case popolari e delle gestioni comunali o provinciali per le case popolari e delle gestioni speciali che vengono riconosciute come sezioni autonome dell’Istituto provinciale e di cui venga disposta la fusione od incorporazione dell’Istituto Autonomo Provinciale, ai sensi degli artt. 3 e 4 della legge 6 agosto 1933, n. 1129; e dal fondo di riserva ordinario e dagli utili devoluti ad aumento del capitale.
Scaduto il 31 maggio scorso il mandato semestrale del Commissario Straordinario dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Messina, il dirigente regionale Leonardo Santoro.
Legato alla Provincia anche l’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina, istituito con L.R. n.4 del 10 gennaio 1995, che prevede all’art.4 che il finanziamento del Teatro sarà provveduto anche con contributo della Provincia, mentre al 9 che palazzo dei Leoni abbia due rappresentanti nel Cda (tra i quali un vicepresidente) che dura in carica quattro anni. Attualmente accanto al presidente Ordile siede Daniela Faranda, mentre l’altro designato da Ricevuto, Davide Paratore, è stato escluso dal decreto regionale di nomina in virtù dell’incompatibilità con l’incarico perché in atto presta servizio quale vice comandante della stazione dei carabinieri di Santa Lucia del Mela (altri componenti Carmelo Ietto, Gustavo Ricevuto, Ciccio Rizzo). Negli appunti trasmessi alla CdC risulta che l’Ente Teatro ha sostituito l’Associazione Ente Teatro che risulta essere in liquidazione. Segnato un contributo forfetario di circa 40.000euro a titolo di rimborso di una quota relativa agli abbonamenti sottoscritti dagli studenti degli istituti scolastici del territorio. Ultimo bilancio registrato quello del 2007 (-56.528,94euro).
Inserite alla voce “enti”, ci sono anche Urps e Upi, unioni di province strutturalmente formate come associazioni. Il pagamento effettuato all’Upi (Unione Province Italiane, sede via Cardelli, Roma) per l’anno 2009 è di 40.805,06euro. L’organismo è parte della conferenza Stato-Città e Autonomie Locali oltre a rappresentare le Province presso il Parlamento. Anche l’Urps (Unione Province Siciliane, sede via Lazio, Palermo) ha lo scopo di intervenire, se necessario, presso gli organi governativi seguendo tutta la normativa nazionale e regionale. 537.530,3euro è la quota dal 2005-2009 (q.a. 106.906euro). Nel comitato esecutivo tra i componenti figurano Biagio Gugliotta (vicepresidente), Nanni Ricevuto e Massimo De Domenico.
In ambito regionale la Provincia partecipa anche alla Lega Siciliana delle Autonomie Locali (sede in Palermo). Nessuna informazione sull’attività svolta, i pagamenti effettuati dal 2005 al 2007 ammontano a 50.48,04euro (bilancio 2009 avanzo d’amministrazione 223.361.32euro). E sul nazionale la partecipazione è anche all’Uncem (Unione Nazionale Comunità ex Montane): al gabinetto di presidenza è imputato il capitolo 7057 per quota associativa di 10.350euro. Queste le quote versate: 6.093,69euro (2004); 6.346,29 (2005); 6.610,65 (2006) per un totale di 19.050,63euro. Nel faldone inserita anche la partecipazione all’Inarch (Istituto nazionale architettura), la cui adesione è stata sottoscritta con atto di giunta 376/2002 impegnando 515,46euro.
Con delibera n.45 del 17.4.2003 è stata invece sancita l’adesione al progetto integrato territoriale Nebrodi, il cui soggetto rappresentante è l’Ente Parco dei Nebrodi stanziando una somma di 2.582,28euro. Dal 2002 al 2009 dai documenti risulterebbero pagamenti pari a 72.993,68euro per la sola adesione al progetto, collegato al Gal Nebrodi. Sulla linea dell’ambiente viene riportato il legame con il Parco Fluviale dell’Alcantara, nel quale il presidente della Provincia è membro di diritto del Consiglio Direttivo in quanto lo stesso ricade nel territorio della Provincia di Messina. L’unico pagamento riportato però, è di 2.500euro per una manifestazione tenutasi nel 2004.
Tra gli enti citati anche Intercenter, Centro Internazionale di ricerche e studio sociologici penali e penitenziari (Cda: Claudio Zanghì, presidente – Andrea Romano, vice presidente). La Provincia ha aderito il 26.02.1977. Le quote registrate dal 2002 al 2009 ammontano a 205.645,69euro. Fanno parte, oltre la Provincia, anche la Camera di Commercio, il Comune e la Regione Siciliana.
Concise le informazioni sul Centro Neurolesi. All’interno della scheda si precisa che lo stesso Centro, come da nota n.920/2010, ha comunicato di non avere più rapporti con la Provincia. Nel 2001 era stata sottoscritta una convenzione scaduta il 9.2.2006. Alle voci pagamenti si registrano 3.300.000lire dal 1996 al 2001; 1.136.351,29euro dal 2002 al 2006.
Infine la “chicca” della World Trade Centers inc., sede in New York 10165 Usa, 60 East 42 street, suite 191. La giunta, con delibera del 16.7.2001, stabilisce di aderire a tale associazione qui considerata come ente acquisendo una quota al 50% con il Comune di Messina per la creazione del WTC Messina City and Province. La struttura opera come filiale mondiale Wtc e si configura come centro di affari promosso da Enti pubblici, privati-organizzazioni. La quota di adesione era di 200milioni di lire più 28 milioni per l’acquisizione della licenza per diritto d’opzione per la creazione del WTC Messina. La quota annuale per la partecipazione è invece di 5mila euro. Risultano versate le quote dal 2001 al 2005 e quella del 2008. Ancora da versare invece le quote degli anni 2006, 2007, 2009, 2010.
