Patata bollente per Ricevuto: scricchiola la situazione contabile della Provincia

Patata bollente per Ricevuto: scricchiola la situazione contabile della Provincia

Redazione

Patata bollente per Ricevuto: scricchiola la situazione contabile della Provincia

mercoledì 14 Gennaio 2009 - 13:32

Dal 2006, e in particolare con la Finanziaria del Governo Prodi, gravi crepe nella gestione del personale. E in più la -polpetta avvelenata- della nomina del dirigente dell'Ato idrico. Disattesa la Corte dei Conti

Nel tardo pomeriggio di ieri si è tenuta una riunione operativa sulla situazione contabile della Provincia. Intorno a Ricevuto si sono seduti i dirigenti competenti, in testa il dirigente generale Antonio Torrisi, e l’assessore al bilancio Antonino Terranova. Da quanto si è percepito, l’Ente dal 2006 ad oggi avrebbe completamente disatteso le attese della Corte dei Conti, tanto che presso la stessa Corte sarebbe in corso un procedimento per individuare eventuali responsabilità.

Problemi che sarebbero in maggioranza riferiti alla gestione del personale. Concorsi interni, quelli del 2006, probabilmente non bandibili vista la situazione interna, al pari di diversi -scivolamenti- susseguitesi fino al 2008 e anche a fine mandato dell’ex presidente Salvatore Leonardi. Il tutto senza un regolamento della spesa a monte: tagliare gli interim, limitare o sopprimere i servizi equiparando il numero dei servizi stessi ai dirigenti. Oggi la situazione recita: 30 servizi, 15 dirigenti, alcuni con cinque deleghe. La Provincia avrebbe disatteso la legge Finanziaria del Governo Prodi del 2006 e sforato di oltre il 53% il patto di stabilità.

Una patata bollente che la precedente Amministrazione ha lasciato nelle mani di Ricevuto. Crollerebbe in parte la figura di Leonardi -risanatore-, che sicuramente ha fatto molto e bene sul piano dei debiti fuori bilancio, ma qualcosa forse ha tralasciato, lasciando il fianco scoperto all’Ente. A questo punto tutti gli atti dal 2006 verranno inviati alla Corte dei Conti, che valuterà le eventuali inadempienze. Dall’Ente dovrebbe essere comunque lontana l’ombra del dissesto, le penalizzazioni maggiori dovrebbero ricadere sui dipendenti. Niente spese: di conseguenza si va dall’impossibilità di nominare il nuovo direttore generale, a quella di individuare qualsiasi tipo di esperto.

Infine la -polpettina avvelenata-, l’Ato idrico. Il vecchio dirigente incaricato, Lelio Frisone, ha avanzato ricorso nei confronti di Ricevuto, rispetto alla nomina dell’ing. Enzo Carditello. Secondo Frisone, il contratto che lo legava all’Ente indicato per la gestione delle Acque, prevedeva l’eventuale comunicazione della revoca sei mesi prima del termine. In mancanza della stessa, si riteneva tacitamente rinnovato l’incarico per cinque anni. Non avendo Frisone ricevuto alcuna comunicazione, ritiene illeggittima la nomina di Carditello, nei confronti del quale ha avanzato un ulteriore ricorso in quanto il dirigente avrebbe ricoperto (pur se all’Ato a titolo gratuito), due incarichi, scontrandosi con il regolamento.

Un’altra bella gatta da pelare per la squadra di Ricevuto, che al fianco della -fantasia al potere-, sta provando a fare i fatti anche sul piano della riduzione della spesa. Un esempio della mentalità? L’ex senatore starebbe utilizzando le risorse della propria indennità di presidente per i costi di rappresentanza dell’Amministrazione.

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