Ponte di Racinazzo a Scaletta. Celi risponde al Genio Civile: demolire significherebbe tornare al 1° ottobre

Ponte di Racinazzo a Scaletta. Celi risponde al Genio Civile: demolire significherebbe tornare al 1° ottobre

Ponte di Racinazzo a Scaletta. Celi risponde al Genio Civile: demolire significherebbe tornare al 1° ottobre

lunedì 08 Febbraio 2010 - 15:24

Per il dirigente della Provincia sarebbe più opportuno procedere alla messa in sicurezza e alla sistemazione idraulica del “Racinazzo”, nell’ottica della realizzazione di un’opera di attraversamento definitiva. Si cerca di evitare -l’incidente diplomatico-. Intanto in III commissione…

Potremmo definirlo il “ponte della discordia”. Non è quello sullo Stretto però, bensì una struttura sorta in corrispondenza dell’attraversamento del torrente “Racinazzo”, sulla Strada provinciale 32, ricadente nel territorio di Scaletta Zanclea e costruito dalla Provincia Regionale di Messina. Da una parte il Genio Civile che, come riportato nel nostro articolo di sabato scorso (correlato in basso), con la nota n. 2908 del 02.02.2010, diffida l’Ente a procedere alla demolizione delle predette opere entro e non oltre il termine di 7 giorni dalla ricezione della diffida stessa: «Trascorso infruttuosamente tale termine – continua la nota firmata dall’ing. Gaetano Sciacca -, l’amministrazione Provinciale sarà ritenuta l’unica responsabile di qualsiasi danno dovesse».

Dall’altro appunto la Provincia con il dirigente al ramo Giuseppe Celi, che oggi, attraverso una comunicazione, replica la Genio Civile spiegando le ragioni che portarono l’Ente ad intervenire a seguito dell’evento alluvionale del 1° ottobre 2009, quando si pose il problema di garantire la viabilità di accesso alla frazione di Scaletta Superiore (285 abitanti censiti), tenuto conto che la S.P. 32 era stata completamente intaccata dalle colate torrentizie.

«In assenza di tale viabilità l’isolamento di Scaletta Superiore avrebbe imposto il trasferimento degli abitanti – scrive il dirigente -. Nell’ambito delle attività di emergenza, in sede di C.C.S. (Centro Coordinamento Soccorsi) ed a seguito di sopralluoghi tecnici eseguiti alla presenza di funzionari e rappresentanti di questa Provincia, del Comune di Scalatta Z. ed anche del Genio Civile, del Genio Militare e della Protezione Civile Regionale, si decise, nell’impossibilità di impostare un ponte tipo Bailey da parte del Genio Militare, un intervento idraulico provvisorio sul T. Racinazzo, in modo da garantire nell’immediato e fino alla realizzazione di opere definitive di messa in sicurezza, l’accesso viario alla frazione di Scaletta Superiore, scongiurando il trasferimento della popolazione residente»

Celi spiega ancora che il Dipartimento da lui diretto è stato impegnato operativamente ad attivare le procedure tecniche e amministrative per affrontare nello stato di emergenza esistente il ripristino della viabilità con le condizioni minime di sicurezza, inserendo le opere idrauliche strettamente necessarie, evidentemente sostenute e fondate su strutture in conglomerato cementizio, nella considerazione che il tratto di alveo era occupato da uno spesso strato di materiale detritico e che era necessario garantire una luce adeguata per il deflusso idrico, ma pur sempre nella consapevolezza che l’opera doveva ritenersi temporanea, in attesa degli interventi da programmare da parte dell’Ufficio del Commissario Delegato. «Pertanto – continua il dirigente -, si e proceduto ad incastrare la struttura nella stessa posizione primitiva, sfruttando le spalle del ponticello distrutto, inserendo un tubo ARMCO a luce unica di diametro 4 metri, per dimensioni ritenuto sufficiente a consentire deflussi idrici con probabilità di occorrenza commisurati alla limitata vita utile della struttura, mentre per tipologia scelto come le soluzione più compatibile con i ristretti tempi di intervento. Alla luce delle precedenti osservazioni non può sfuggire all’Ufficio del Genio Civile – continua -, che ottemperando alla diffida in riscontro si riporterebbe al 1° ottobre 2009 la condizione di isolamento della frazione di Scaletta Superiore con la necessità di trasferire la popolazione, mentre sarebbe più opportuno procedere alla messa in sicurezza e sistemazione idraulica del bacino del T. Racinazzo da parte dell’Ufficio del Genio Civile, in modo da consentire a questa Provincia la realizzazione di un’opera di attraversamento definitiva, operando tutti gli Enti coinvolti con un rapporto di leale collaborazione».

Senza dubbio una considerazione giusta questa finale di Celi: inutile abbattere adesso la struttura tornando alla stessa situazione tragica di qualche mese fa. Ma al contempo, quanto accaduto, ha davvero il sapore del paradosso. Una struttura utile ma a quanto pare “non autorizzata”, probabilmente più per una mancanza di dialogo tra le parti. Un’opera per la quale è stato dato l’ok dall’Ente ma che adesso si vorrebbe buttar giù. Tra una parte e l’altra ci sono alcuni componenti della III commissione consiliare, con il suo presidente Pippo Lombardo in testa, che chiedono di individuare eventuali responsabilità ed avere risposte in tempi rapidi su quanto accaduto.

Per questa mattina era stata convocata, provocatoriamente presso l’ufficio di Celi, una seduta della stessa commissione non tenutasi però perché assente il numero legale (non hanno partecipato i rappresentanti del PdL). Come testimoniano le immagini (Foto Dino Sturiale), diversi componenti si sono ritrovati dietro la porta del dirigente senza però ottenere risposte su questa vicenda, né chiarimenti sull’altro punto all’ordine del giorno, lo schema di priorità previsto per le opere inserite nel Piano Strade (dettagli in articolo in basso). Una precisa scelta quella di recarsi proprio nell’ufficio di Celi, in risposta alla nota del Presidente Ricevuto che impedisce ai Dirigenti di partecipare alle commissioni, se non autorizzati preventivamente (vedi articolo in basso). Un’altra questione, tuttora aperta, che potrebbe chiudersi domani in conferenza dei capigruppo, dove è attesa la presenza del Presidente e del segretario generale.

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