L’interrogazione del consigliere comunale di Risorgimento messinese, dopo la notizia dell’ammissione a finanziamento del progetto presentato da un gruppo di giovani messinesi
C’è chi ne vuol sapere di più sulla gestione dei Forti Umbertini ed in particolare sul progetto “InCastro”, ideato da un gruppo di giovani messinesi proprio per la valorizzazione, promozione e fruizione del patrimonio fortificato dello Stretto, e che è stato ammesso a finanziamento nei giorni scorsi. Si tratta di Nino Carreri, consigliere comunale di Risorgimento Messinese, che una volta appareso che per la sua realizzazione, della durata di un anno, vi sarà la partnership con l’Unità di progetto del Comune di Messina, struttura organizzativa per la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale della città di Messina, intende approfondire la questione. Il progetto è tra i 229 progetti ammessi ai fondi dell’Accordo di Programma Quadro compresi nell’azione 7 – Giovani e Lavoro, firmato dalla Regione Siciliana con il ministero dello Sviluppo economico, i dipartimenti per le Politiche di sviluppo e coesione e della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei ministri. I bandi, rivolti ai giovani tra i 18 e i 30 anni, sono destinati al sostegno di start-up aziendali, dei percorsi di orientamento, formazione ed accompagnamento al lavoro (stage, master, project work e sviluppo di idee innovative) nei centri di ricerca, nei poli d’eccellenza, nei dipartimenti universitari, nelle aziende private e negli enti pubblici. Gli ambiti di interesse riguardano i settori artistico-culturale e dei beni, dell’innovazione tecnologica, dell’ambiente e dei servizi alla persona ed alla comunità.
Carreri fa notare che «tra i punti principali del citato progetto vengono riportati alcuni degli obiettivi già perseguiti dalle numerose associazioni, cooperative ed enti che da anni sviluppano il loro lavoro in tal senso. Ma non risulta che vi sia stato alcun tipo di coinvolgimento dei soggetti operanti nel settore da diversi anni ed in stretta collaborazione con le diverse amministrazioni comunali succedutesi». Tra i forti recuperati al comune di Messina attraverso convenzione diretta con l’Agenzia del Demanio oggi ci sono anche Forte Ogliastri, Forte Schiaffino e Forte S. Jachiddu. Carreri, attraverso un’interrogazione, chiede al sindaco «come sono gestiti attualmente i Forti affidati in concessione dall’Agenzia del Demanio al Comune di Messina, quali attività culturali o turistiche vi si svolgono allo stato attuale, se in merito al progetto -InCastro- sia stato esperito un tentativo di coinvolgimento di tutte le associazioni, cooperative ed enti che da anni spendono le loro energie a favore della promozione delle fortificazioni, quali azioni sono state intraprese dal Comune di Messina al fine di consolidare il coordinamento tra i soggetti concessionari ai fini dello sviluppo turistico ed ambientale». E ancora: «Da chi è curata la gestione? Se da soggetti esterni all’Amministrazione, in forza di quali contratti o convenzioni? Quali spese ha sostenuto ed ha programmato di sostenere ad oggi il comune e qual è l’interesse pubblico a fronte del notevole impegno di risorse umane e finanziarie? Qual è il beneficio per il comune riconosciuto dalla stessa Agenzia del demanio?».
