Il consigliere del Pd: «Le accuse del direttore generale impongono la immediata rimozione di tutto il gruppo dirigente aziendale»
I colpevoli si troveranno col tempo, per il momento mandiamo a casa i maggiori -imputati-. Paolo Saglimbeni torna a parlare di Atm e lo fa con una proposta molto netta e che sicuramente farà discutere: rimuovere tutta l’attuale dirigenza, a partire dal direttore generale Claudio Conte, sostituendola con personale comunale, e dare pieni poteri al commissario Domenico Manna.
«Per salvare l’Atm – afferma Saglimbeni – senza inutili allarmismi, bisogna dare un mandato straordinario al commissario ing. Manna perché assuma pieni poteri di gestione e prepari un piano industriale di breve-medio periodo che individui il fabbisogno finanziario dell’azienda. Solo così il consiglio comunale, rassicurato da evidenti segnali di svolta nella gestione e dalla qualità di un reale, e non fasullo, documento di pianificazione, potrà cogliere l’occasione della manovra di bilancio per garantire il trasferimento delle risorse necessarie».
«Le accuse del direttore generale – prosegue – dopo un lungo, colpevole silenzio, impongono la immediata rimozione di tutto il gruppo dirigente aziendale, a cominciare dallo stesso Conte, e la sostituzione con personale comunale coordinato dal responsabile Enti collegati dr. Cama, sotto la unica regia dell’ing. Manna. Ci sarà tempo per individuare i colpevoli della assurda, persistente allegra gestione. Ben sapendo che se i politici e i sindacalisti, come affermato dal direttore generale, hanno alimentato clientele e sprechi, la responsabilità è sempre di coloro che sottoscrivono gli atti dai quali hanno sicuramente ricavato privilegi e lauti guadagni. La responsabilità è della commissione che, anni fa, ha assunto meccanici incapaci; di chi fa i turni in funzione delle prebende, sotto forma di straordinari da distribuire e non delle esigenze dei cittadini; di chi alimenta i costi dell’officina e dei pezzi di ricambio; di chi non controlla sui sovracosti di carburante in rapporto alle reali, e non fasulle corse effettuate; di chi deve dirigere e controllare e non lo fa».
«E’ questo – conclude Saglimbeni – l’unico modo per togliere le mele marce e voltar pagina senza far pagare al personale colpe che sono in primo luogo dei dirigenti».
