Il commissario provinciale del Mpa aveva chiesto il perché della differenza di trattamento tra Udc e autonomisti in merito al “taglio” degli assessori in giunta, nonostante i due partiti si trovino nella stessa posizione a Roma e Palermo. Intanto Autonomia e Libertà e Autonomie Popolari attaccano la gestione locale del partito di Lombardo
Ieri le dichiarazioni, pepate, del commissario provinciale del Mpa, Carmelo Lo Monte (vedi correlato in basso). Il deputato nazionale autonomista chiedeva al presidente della Provincia il perché della decisione di revocare le nomine agli assessori Gaetano Duca e Daniela Bruno e non riservare lo stesso trattamento ai rappresentanti dell’esecutivo in quota Udc. Centristi che a Roma (opposizione) e Palermo (maggioranza) si trovano nella stessa posizione dei lombardiani. La risposta, non è difficile intuirlo, sta nei numeri. Come al Comune di Messina Giuseppe Buzzanca infatti, anche Ricevuto avrebbe difficoltà a governare senza l’appoggio dello scudo crociato, che a palazzo dei Leoni può contare su otto consiglieri provinciali.
Oggi però c’è da registrare la replica dello stesso presidente della Provincia, che fa riferimento alla sempre chiara e coerente collocazione politica assunta dall’Udc: «Le motivazioni esternate dall’onorevole Carmelo Lo Monte dimenticano un aspetto fondamentale dell’attuale dibattito – spiega Ricevuto -, vale a dire la profonda differenza tra l’odierno confronto politico e le elezioni del 2008. E’ facile ricordare la collocazione dell’Mpa alle elezioni Nazionali, Regionali ed Amministrative del 2008. In quelle circostanze l’Mpa si presentò ufficialmente come una componente autorevole del centro-destra e nella coalizione di cui faceva parte ottenne il prestigioso ruolo della Presidenza della Regione Sicilia. Tutt’altra storia la scelta dell’Udc. Il partito di Casini, invece, alle elezioni Politiche si schierò in maniera autonoma rispetto al polo di centro-destra, mentre alle Regionali ed alle Amministrative preferì, coerentemente, presentarsi come alleato della coalizione di centro-destra. Questa collocazione l’Udc, con coerenza, ha continuato a mantenere. Questi sono fatti non smentibili e su questi fatti il contraddittorio è aperto».
A proposito di rimpasto, si attendono le decisioni ufficiali che Ricevuto renderà tali nei prossimi giorni. Ad Amadeo subentrerà Schembri, mentre tardano ad arrivare le dimissioni di Petrella per dare il via libera a Torre, nonostante le rassicurazioni dei vertici dell’Udc. I due posti lascianti vacanti dal Mpa, che inizialmente non dovevano essere occupati con la conseguente diminuzione dei componenti in giunta, sono ambiti da più aree politiche: Sicilia Vera di Cateno De Luca (il nome è Mario Puglisi), il PiD rappresentato in ambito locale da Santi Catalano e due correnti del PdL: l’area Corona che spinge ancora per l’avvocato Carlo La Spina e quella legata a Garofalo (Crimi) che vorrebbe “promuovere” Roberto Sparso (con l’ingresso di Roberto Nicolosi in consiglio comunale a Messina).
Intanto, tornando al Mpa, la fuoriuscita degli assessori dalla giunta e la successiva replica del commissario Lo Monte, oltre a suscitare la risposta di Ricevuto, ha generato la reazione di alcune componenti interne locali del Movimento per l’Autonomia. Tra queste l’Associazione “Art. 1 – Autonomia e Libertà”, che dopo una riunione straordinaria ha voluto assumere una chiara posizione sulla critica mossa dallo stesso Lo Monte nei confronti dei vertici regionali del partito: «Non possiamo esimerci dal prendere le distanze rispetto ad una gestione del movimento che, in sede locale, non ha mai avuto un atteggiamento in linea con le indicazioni dei vertici regionali ed è proprio questa confusione di base rispetto alla gestione dei rapporti tra vertici provinciali e regionali che ci induce a fare una riflessione seria sulla utilità della nostra presenza all’interno del movimento – dichiarano il presidente Alessandro La Cava e il vice Dino Oteri -. Certamente non riusciamo a comprendere oggi le ragioni di un dissenso nei confronti dei vertici regionali e riteniamo tardiva la valutazione fatta dall’ufficio politico con la quale si evidenzia un “silenzio assoluto nei confronti del territorio”, silenzio al quale, noi dell’associazione, siamo abituati da ormai tre anni. Oggi però, ci ritroviamo in una condizione di grande confusione, rappresentati da una classe politica incapace di organizzarsi sul territorio, ma soprattutto incapace di proporre con fermezza i temi veri dell’autonomia. A questa ulteriore mortificazione, noi dell’associazione “Art.1 – Autonomia e Libertà” non ci stiamo e all’unanimità, in attesa di un chiarimento, abbiamo deciso di autosospenderci dal Movimento per l’Autonomia».
Critico sulla gestione locale del partito anche il Centro studi “Autonomie Popolari”, che polemicamente commenta: «Sentiamo il bisogno di ringraziare ufficialmente il Presidente della Provincia Regionale Nanni Ricevuto ed il Sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, per essere riusciti egregiamente in risultati per il mondo autonomista che lo stesso Governatore Raffaele Lombardo non è riuscito a centrare da quando si è costituito il Mpa nella nostra città: ovvero il tanto atteso sussulto di orgoglio tra i vertici autonomisti messinesi». Ciò sarebbe, secondo Pippo Scattareggia e gli altri componenti, sarebbe difatti avvenuto sono a seguito dell’estromissione dai ruoli dei due assessori autonomisti dalla Provincia.
