Secondo una relazione del perito del Tar l’impianto di Pace ha emesso nell’aria anche diossina e furani. L’Ato3 ai sindacati: bando congelato fino al 30 aprile. E il Pd vuole risposte chiare dal sindaco
Tiene banco l’affaire rifiuti e su più fronti. Il primo, più grave: la relazione del perito del Tar secondo cui l’inceneritore di Pace avrebbe immesso per anni nell’aria sostanze tossiche quali diossina e urani. Il secondo: la vertenza Messinambiente, “raffreddatasi” dopo l’incontro di oggi tra i sindacati, l’amministrazione comunale e il Pd. Il terzo: il futuro della gestione rifiuti in città, con il Pd che pone precise domande al sindaco Giuseppe Buzzanca. Andiamo con ordine. Primo punto, l’inceneritore. La “sentenza” del perito del tribunale è chiara: «Si evidenzia un valore di gran lunga superiore al limite di legge per il dato relativo all’emissione di diossine e PCDF». Abbastanza per ritenere che «l’impianto, nelle condizioni accertate al 14 gennaio 2011, non sia conforme alla normativa di riferimento». E infatti l’inceneritore di Pace è chiuso, non senza aver lasciato nell’aria veleni e conseguenti ansie nella popolazione. «Speriamo che questo basti – afferma oggi Beniamino Ginatempo di “Rifiuti Zero” – a convincere i gestori della filiera dei rifiuti a Messina e chi li ha scelti a rinsavire. Rinsavire sì, perché l’incenerimento dei rifiuti è una follia: bastano elementari nozioni di chimica per capire che, visto che nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, i rifiuti non vengono disintegrati quando si bruciano, ma si trasformano in un 25% di ceneri (rifiuti speciali il cui smaltimento in discariche speciali è costosissimo) ed il resto in veleni, gas serra e polveri così sottili che nemmeno i più costosi filtri possono intercettare. Ma bruciare i rifiuti non è solo un rischio per la salute pubblica, è una sciocchezza persino da punto di vista economico. Smaltire i rifiuti può costare fino a 180 euro la tonnellata, mentre recuperando il 75% delle 350.000 tonnellate che Messina e provincia producono ogni anno, si possono creare oltre 300 posti di lavoro ed incassare per la comunità circa 10 milioni di euro. La vicenda dell’inceneritore di Pace dimostra che questi argomenti necessitano di approfondimento e di idee innovative. Rete Rifiuti Zero Messina invita dunque il sindaco Buzzanca, il commissario liquidatore dell’Ato3 Ruggeri, l’amministratore di Messinambiente Di Maria ad un urgente confronto pubblico».
Un confronto il commissario dell’Ato Antonio Ruggeri e l’assessore all’Ambiente Elvira Amata lo hanno avuto stamani con i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Si dice «moderatamente soddisfatta» dell’incontro la Fp Cgil, che aveva dichiarato nei giorni scorsi lo stato d’agitazione. L’Amministrazione (e con essa l’Ato3) ha assunto precisi impegni: il congelamento del bando di gara in attesa di direttive da parte del governo regionale e comunque non prima del 30 aprile, data entro il quale dovrebbero entrare a regime le SRR (Società di Raccolta Rifiuti) previste dalla normativa regionale; apertura di tavoli tecnici ogni 15 giorni composti da assessore Amata, commissario liquidatore dell’Ato, amministratore di Messinambiente e Organizzazioni sindcali, per trovare soluzioni per mettere in socurezza la società di cui è maggiore azionista il comune. Al tavolo saranno affrontati tutti i nodi relativi ad investimenti, impiantistica e ciclo integrato dei rifiuti. La Fp Cgil, «soddisfatta per il risultato raggiunto di essere riuscita a mettere intorno al tavolo i tre soggetti per un proficuo dialogo sospende momentaneamente il sit-in di protesta programmato per martedì 22 e mantiene lo stato di agitazione dei lavoratori in attesa degli esiti dei tavolo programmati».
E’ molto cauta la reazione del segretario generale della Fit Cisl di Messina, Vincenzo Testa: «Bisognerà lavorare – sostiene – per risanare i conti e trovare da subito un partner privato, presupposto primario previsto dalla legge per partecipare al bando di gara. Ma questo potrebbe anche non bastare, visto che il bando è europeo e potrebbe esserci un’offerta migliore». La Fit Cisl di Messina, nel corso dell’incontro, ha chiesto e ha ottenuto da Comune, Ato e Messinambiente l’impegno formale per l’inserimento nel bando della clausola di salvaguardia a garanzia degli attuali livelli occupazionali. «La salvaguardia di tutti posti di lavoro – ha aggiunto Testa – rappresenta l’interesse primario per la Fit Cisl. L’impegno formale sull’inserimento della clausola di salvaguardia rappresenta, quindi, l’unico risultato positivo ottenuto dall’incontro di oggi».
A “bacchettare” il sindaco Giuseppe Buzzanca (oggi assente al confronto coi sindacati) è stato il Pd, che in conferenza stampa ha proposto precisi quesiti rivolti al sindaco proprio sulla questione rifiuti. Ad esporli il segretario comunale, Giuseppe Grioli, oltre ai consiglieri comunali Felice Calabrò, Simona Contestabile e Daniele Zuccarello. «Per quale ragione – chiede il Pd – il sindaco ha bloccato l’iter di realizzazione degli impianti di biostabilizzazione e pretrattamento per lo smaltimento dei rifiuti in città dopo aver insistito per due anni sul lungo iter le autorizzazioni e le concessioni? Perché ha deciso tramite l’amministratore dell’Ato3 in liquidazione di pubblicare un bando illegittimo per l’individuazione di una società per la gestione dei rifiuti di messina (peraltro andata deserta) quando in molte città d’Italia i sindaci risanano le municipalizzate per poi realizzare gli impianti per lo smaltimento e la differenziata? Perché – continuano Grioli e gli altri – non ha voluto affrontare il problema dei debiti di MessinAmbiente e contestualmente procedere ad un bando per l’individuazione di un socio privato per adeguare la società ai requisiti di legge? Perché preferisce lasciare che MessinAmbiente vada in liquidazione, che la città ripiombi nell’emergenza rifiuti, continuando a dipendere da Mazzarrà S. Andrea, comportando per le casse del Comune e quindi dei messinesi oneri che potrebbero essere evitati(più di 10 mln di euro l’anno)? Perché in questi anni l’Ato non ha operato alcuna scelta per ottenere risultai indispensabili sulla raccolta differenziata? Perché il dott. Ruggeri continua a ricoprire l’incarico di Amministratore dell’Ato, capo ufficio del Soggetto attuatore per l’emergenza alluvione, capo di gabinetto, e dirigente del Polo catastale?».
Polemiche anche sulla ricapitalizzazione di Messinambiente: «Se non accompagnata da una politica seria di rilancio della società su tutta la filiera, è soltanto una posticipazione del problema che esploderà successivamente, stanti i circa 30 milioni di debiti che Messinambiente ha». Secco su questo argomento Calabrò: «Se si trasferirà l’autocentro di via Salandra, il giorno dopo verrà aggredito dai creditori». E poi: «Se si vuole garantire tutti i dipendenti, perché fare una gara esterna e non trovare un partner di Messinambiente con una gara ad evidenza pubblica?», come proposto, del resto, dal consiglio comunale a larga maggioranza (compreso l’Udc). «Il sindaco e l’amministratore dell’Ato – continuano gli esponenti dell’opposizione – sostengono che la legge imporrebbe loro la gara. La legge chiaramente ammette la possibilità di gestire il servizio attraverso una società mista, purchè il socio privato sia individuato attraverso gara ad evidenza pubblica». Di tutto questo, secondo il Pd, «il sindaco deve riferire in consiglio comunale sulla reale volontà dell’amministrazione». (foto Sturiale)
