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Risanamento, oggi il vertice in Prefettura

Redazione

Risanamento, oggi il vertice in Prefettura

mercoledì 05 Dicembre 2007 - 10:41

Presenti l'assessore regionale Consoli, Comune e Iacp. Ieri il prefetto alla Camera sulle baracche a Messina: «Degrado pesantissimo»

Quello di oggi in prefettura è un appuntamento importante, da segnare in rosso nell’agenda del risanamento a Messina. Ancora una volta è il prefetto Francesco Alecci a fare da collante tra le varie istituzioni per accelerare quei procedimenti che dovrebbero far giungere in città dalla Regione ben 47 milioni di euro. Dopo l’incontro di venerdì scorso a Palermo tra lo stesso Alecci, il procuratore Luigi Croce e l’assessore regionale ai Lavori pubblici Agata Consoli, in cui si è fatto il punto della situazione sull’emergenza risanamento a Messina, domani sarà la volta di un nuovo vertice, che questa volta vedrà la presenza, oltre che del prefetto e della Consoli, anche del Comune e dello Iacp, rappresentati rispettivamente dal commissario straordinario Gaspare Sinatra e dalla coordinatrice generale dell’Istituto, Maria Grazia Giacobbe.

Quest’ultima chiarisce come lo Iacp partecipi all’incontro di domani col chiaro intendimento di dare «piena disponibilità» alle esigenze che verranno portate avanti. «Il prefetto conosce benissimo – afferma la Giacobbe – qual è la situazione a Messina, d’altronde le decisioni non le prendiamo noi, che ci occupiamo solo della gestione, essendo ente appaltante». Due progetti sono attualmente in fase di approvazione da parte della commissione tecnica, e riguardano Volano e Bisconte, mentre altri due saranno ultimati a marzo. Ma l’emergenza primaria sulla quale si è focalizzata l’attenzione anche venerdì scorso è quella di Fondo Fucile. «Fondo Fucile non è inserito nel cronoprogramma in atto – spiega la Giacobbe – ma in quello approvato dall’amministrazione nei mesi scorsi. E’ certo che se si deciderà di stabilire nuove priorità, noi saremo pronti ad accogliere le richieste che ci verranno fatte».

Intanto proprio ieri il prefetto Alecci ha presentato una dettagliata e cruda relazione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, presieduta dall’on. Luciano Violante. Il quadro presentato dal prefetto è quantomai reale e al tempo stesso drammatico, definendo quella di Messina una situazione di «degrado pesantissimo». Alecci ha parlato di «mercato delle baracche alimentato dai gruppi criminali», di «condizioni di vita non più sopportabili», sottolineando come «le amministrazioni comunali nel tempo succedutesi non sono riuscite a sradicare il problema». Ma a far più impressione sono i numeri: «I primi precari insediamenti risalgono al dopo-terremoto del 1908» a cui poi se ne sono aggiunti altri nel 1945 per via delle «distruzioni provocate dagli eventi bellici», mentre attualmente a Messina si contano «nel complesso più di 3000 baracche». Anche Gianpiero D’Alia, capogruppo Udc nella Commissione, è intervenuto sull’argomento, affermando come il problema vero sia «la mancata attuazione della legge 4/2002, che prevede lo sgombero delle baracche di coloro che non hanno diritto all’assegnazione di case».

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