Risorgimento messinese accende i riflettori sull'Atm: «Si faccia chiarezza»

Risorgimento messinese accende i riflettori sull’Atm: «Si faccia chiarezza»

Redazione

Risorgimento messinese accende i riflettori sull’Atm: «Si faccia chiarezza»

sabato 20 Settembre 2008 - 16:29

I consiglieri comunali Carreri e Serra dopo le dichiarazioni del direttore generale Conte: «Nell'azienda trasporti una solida rete fondata sul compromesso e sul silenzio». Il movimento scrive anche al Procuratore: ipotesi di reato?

Una vera bomba. Lo -sfogo- del direttore generale dell’Atm Claudio Conte, secondo cui «le problematiche dell’Atm sono da ricercarsi sulla gestione politica dell’Azienda fatta di concerto con le organizzazioni sindacali che hanno di fatto cogestito anche senza la presenza del Direttore Generale», aprono un nuovo fronte nella vicenda Atm, un’azienda allo sfascio per la quale non si vedono prospettive. E provocano la reazione di Risorgimento messinese e dei suoi due consiglieri comunali, Nino Carreri e Salvatore Serra, che già da diversi giorni avevano inoltrato richieste di accesso agli atti alle società partecipate, in quanto «ad oggi il consiglio comunale non ha contezza dei propri debiti (il riferimento va ai non-quantificabili debiti fuori bilancio) e soprattutto dei debiti accumulati dalle società partecipate che sembrano essere diventate una sorta di “porto franco- all’interno del quale tutto è possibile e all’esterno del quale nulla si deve sapere».

A proposito dell’Atm, scrivono i due, «eravamo e siamo preoccupati per quei circa centocinquanta ragazzi assunti ai parcheggi col miraggio di una stabilizzazione che non arriva, costretti ad un contratto quinquennale e part-time con relativo stipendio che si aggira sui 700 € mensili. Eravamo e siamo fortemente preoccupati per la situazione dei servizi resi alla città e fatti precipitare colpevolmente da un’azienda di trasporti che pur contando circa 720 dipendenti lavora con soli 35 autobus al giorno sottoponendosi alle giustissime critiche degli utenti inferociti per l’assoluta carenza di collegamenti con i villaggi dell’estrema periferia e del centro città. L’attuale congestione del traffico, amplificata dall’inizio dell’anno scolastico, imporrebbe alla prima azienda di trasporti cittadina una programmazione ed una gestione dei servizi che non può essere approntata senza verificarne l’efficienza e considerando l’esigenza dei quartieri della città».

«I cittadini che si avventurano dalla periferia al centro città – prosegue la nota di Risorgimento – debbono in qualche modo avere la certezza di poter tornare a casa e non lasciare al destino questa evenienza. Tutte queste riflessioni ed i fatti che hanno accompagnato il primo scorcio di governo della città, ci hanno imposto un dettagliato esame sullo stato di salute delle diverse partecipate (Atm, Feluca, Messinambiente, Ato3 e Amam), interrotto bruscamente dalle notizie riguardanti l’Atm. Le note stampa diffuse sull’incontro di ieri al comune tra l’azienda trasporti e l’Amministrazione comunale incalzate dai soli sindacati autonomi, vista l’assenza della “triplice confederale-, hanno fatto precipitare gli eventi. In un momento così difficile per l’azienda, ma anche per la città e per tutti i lavoratori, sentir dire il dirigente Claudio Conte che -le problematiche dell’Atm sono da ricercarsi sulla gestione politica dell’Azienda fatta di concerto con le organizzazioni sindacali che hanno di fatto cogestito anche senza la presenza del Direttore Generale- getta una inquietante ombra su tutta la questione che merita a questo punto un approfondimento da parte degli organi in indirizzo».

«L’immediata discolpa dei sindacati autonomi presenti al tavoloche “non possono essere annoverati fra i partecipanti a tale cogestione- – aggiungono Carreri e Serra – lascia sul tappeto i probabili responsabili della cogestione e gli inevitabili sospetti sulle nomine politiche operate negli anni. E’ urgente una verifica dei bilanci, dei debiti, degli acquisti, degli organici, delle mansioni, degli inquadramenti, degli spostamenti di personale operati, delle retribuzioni di tutto ciò insomma che potenzialmente espone la gestione aziendale all’influenza sindacale e viceversa per contribuire a spezzare quella che appare come una solida rete fondata sul compromesso e sul silenzio che il direttore generale, con le sue esternazioni, ha voluto interrompere. Ecco il motivo per il quale Risorgimento Messinese fa appello al Sindaco dott. Giuseppe Buzzanca al fine di approfondire all’interno delle sue competenze le reali responsabilità della politica, inibendo da subito qualsiasi azione volta a nominare politici in aziende che hanno necessità di esperienze professionali, capacità e competenze ma soprattutto che richiedono rigore amministrativo. La presente viene inoltrata anche al sig. Procuratore ed al Prefetto – conclude la nota – al fine di valutare se dai fatti esposti possa risultare eventuale ipotesi di reato, e comunque chiediamo di essere informati sull’eventuale archiviazione della presente».

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