Il presidente dell'Iacp invoca lo spirito di servizio, ma non risparmia una frecciatina
Botta e risposta tra il consigliere comunale Giuseppe Capurro (nella foto), componente della decima Commissione e Giuseppe Santalco, presidente dell’Iacp. Il primo ieri ha criticato l’Iacp lamentando che: «Non si riescono ad avere notizie certe e continua il rimpallo tra Istituto, Comune e Ufficio regionale». Secondo il consigliere: «è inutile prendersela con Palermo se poi a Messina non si è in grado di utilizzare le risorse della legge 10 del 1990».
Oggi è stata la volta di Santalco, che in una nota dai toni moderati ha ribadito: «Come più volte ho sostenuto la legge sul risanamento apparentemente è una legge speciale, perché in realtà sconta tutti i ritardi e le lentezze burocratiche connesse a tutti i passaggi necessari per avviare un bando di gara dopo l’approvazione del progetto esecutivo». Il presidente quindi auspica una più stretta collaborazione tra l’Ente e la Commissione «per monitorare tutti i passaggi dei vari uffici comunali (espropri – ragioneria – ufficio speciale casa) che hanno il compito di porre in essere tutta una serie di atti amministrativi (accesso ai luoghi – decreto di occupazione – determina di impegno somme ed inoltro richieste alla Regione Siciliana)».
La proposta che Santalco lancia a Capurro e a tutta la decima Commissione è semplice: «Incontriamoci settimanalmente presso la Presidenza dello Iacp, facciamo insieme istituzionalmente il punto della situazione delle singole opere, verifichiamo in quale ufficio comunale o regionale si trovano le pratiche ed insieme diamo un contributo per fare smuovere da alcuni tavoli i documenti necessari per avviare gli appalti». Una idea che odora di buonismo, subito controbilanciata dalla frecciatina in chiusura del comunicato: «A proposito, proprio nello spirito collaborativo, mi aiuta a capire perché la Giunta comunale ancora non ha esitato la variante di Bisconte che sta bloccando il progetto dei 50 alloggi e quello della realizzazione del parco urbano?»
