Intanto l’Udc lavora sull’uscita dall’esecutivo provinciale di Petrella, mentre prova a “conquistare” la vice-presidenza. Nelle prossime ore verrà nominato Schembri, in programma anche incontro Ricevuto-De Luca (Sicilia Vera chiede un posto in giunta). Oggi, dopo venerdì, Santi Catalano (PiD) nuovamente a palazzo dei Leoni
A palazzo dei Leoni tiene ancora banco il rimpasto di giunta. Dopo il taglio dei due assessori dell’Mpa, stabilito a tavolino dal presidente Nanni Ricevuto insieme ai coordinatori locali del PdL Giuseppe Buzzanca e Roberto Corona, l’ufficio politico provinciale autonomista si è riunito alla presenza del commissario Carmelo Lo Monte per analizzare la situazione politica. Lo spunto, come si rileva in una nota diffusa, è stato offerto proprio dall’estromissione degli assessori provinciali Bruno e Duca, ai quali viene riservato un plauso per la «dedizione con cui hanno ricoperto i ruoli assessoriali». Per i “lombardiani” però, s’impone adesso una riflessione che «deve essere tanto più onesta quanto la situazione di crisi che vive il nostro territorio è reale e preoccupante». L’analisi dell’ufficio politico ha evidenziato che il partito a Messina, ancora una volta, paga “direttamente” gli scontri a livello regionale tra aree politiche che, nel distinguere i propri percorsi, hanno conservato il timone del governo dei rispettivi livelli lasciando alle periferie tutto il peso dell’assenza della politica.
«Se rispetto quindi alle prepotenze politiche subite dal Mpa messinese dalla coalizione va espresso un energico e motivato dissenso – precisano i rappresentanti dell’Mpa -, lo stesso va manifestato anche rispetto al partito che nelle sue articolazioni regionali si è caratterizzato col silenzio assoluto nei confronti del territorio. L’ufficio politico Mpa di Messina non mette quindi in discussione la forte azione di rinnovamento del governo Lombardo che tuttavia, va distinta dalla gestione del partito stesso. In particolare le recenti indicazioni di una riorganizzazione del Mpa, che tenesse conto delle capacità politiche offerte dalle varie realtà provinciali, aveva lasciato sperare in una definitiva radicalizzazione di un’idea autonomista rimasta a tutt’oggi movimentista». L’Mpa di Messina dunque rivendica le proprie prerogative e stigmatizza la “compressione- (ormai diventata insostenibile) della propria classe dirigente. «Oggi la dignità della politica impone che anche a Messina, come a Roma e a Palermo, FLI, API, UDC ed MPA lavorino in sintonia – concludono gli autonomisti -. Tutto ciò alla luce delle più recenti e passate rinunce che il Movimento di Messina ha dovuto accettare, dalla candidatura di Carmelo Lo Monte alla Provincia a quella di Fabio D’Amore al Comune, a vantaggio di personaggi rispetto ai quali sin da allora l’Mpa aveva espresso profonde perplessità. L’onere di fare “passi indietro” nell’ottica del servizio al governo della Regione, cui ci si è prestati “senza se e senza ma”, ci legittima oggi a disertare i costituendi tavoli provinciali e regionali in vista dei prossimi appuntamenti elettorali».
Tornando alla Provincia, si attende nelle prossime ore la nomina ufficiale di Salvatore Schembri, barcellonese, corrente Formica, che subentrerà a Pio Amadeo, “tagliato” da Ricevuto su indicazione di una parte dell’area ex An del PdL. Sempre a breve il presidente dell’Ente incontrerà il deputato regionale Cateno De Luca, che la scorsa settimana (vedi correlato in basso) ha chiesto apertamente un posto in giunta forte dei 4 esponenti di “Sicilia Vera” in consiglio. In questo caso il nodo è rappresentato da Lino Monea, assessore di riferimento di Gianfranco Micciché, sottosegretario alla presidenza del Consiglio che oggi fa squadra con De Luca in “Forza del Sud”. Secondo Ricevuto, Monea, essendo espressione di FdS, basterebbe per garantire l’appoggio alla maggioranza degli uomini di De Luca. Dall’altra invece, il sindaco di Fiumedinisi, chiede comunque l’ingresso di un rappresentate di propria fiducia nell’esecutivo, demandando a Ricevuto la risoluzione del rebus: l’inserimento come 14esimo assessore o la sostituzione con Monea o altro esponente ancora in giunta.
Capitolo Udc. Nonostante i centristi si trovino a Palermo (maggioranza) e a Roma (opposizione) nella stessa situazione dell’Mpa, il loro peso in termini numerici e politici è troppo importante in questo momento per il centrodestra, alla Provincia come al Comune di Messina. Per quanto riguarda palazzo dei Leoni, sono attese le dimissioni di Pietro Petrella da assessore all’Ambiente. L’esponente della zona tirrenica chiede però garanzie sul ruolo dirigenziale che il partito gli ha promesso. Prima di allora difficile che possa concludere il passaggio. Nei giorni scorsi pare si sia tenuto un vertice con Pippo Naro e le altre forze locali, al seguito del quale sarà ufficializzata la posizione in merito alla vicenda. Al posto di Petrella nella giunta Ricevuto entrerà un altro barcellonese (oltre Schembri), Carmelo Torre. Inoltre, alla Provincia, l’Udc continua a chiedere la vice-presidenza, inizialmente destinata a Daniela Bruno ma mai ufficialmente “assegnata”. Ora che l’Mpa è fuori, lo scudo crociato prova a piantare la sua bandiera. Il pretendente in pole per la poltrona sarebbe Antonino Terranova, attuale assessore al Bilancio.
Infine da segnalare i contatti tra il Pid (Popolari per l’Italia del Domani, ex Udc Mannino-Romano) e Ricevuto. Dopo venerdì anche stamattina il deputato regionale milazzese Santi Catalano era a palazzo dei Leoni insieme ad altri rappresentanti locali. Nessun incontro però oggi con il presidente, che rientrerà in sede nel pomeriggio dopo il viaggio a Vienna.
