Alecci ha convocato Regione, Comune e Protezione civile per fare il punto della situazione. Il sindaco minaccia le dimissioni e Grioli (Pd) lo incalza: «Da quale incarico? Ricorda le rassicurazioni di Berlusconi a Natale? Forse solo il prefetto può svolgere il ruolo di soggetto attuatore»
Sulla gestione dell’emergenza post-alluvione è in atto, ormai, un vero e proprio scontro politico-istituzionale. La totale assenza di dialogo tra il sindaco-soggetto attuatore Giuseppe Buzzanca ed il presidente della Regione-commissario delegato Raffaele Lombardo non fa altro che creare corti circuiti, col risultato che viene compromessa non solo la sicurezza del territorio ma anche e soprattutto la gestione dell’emergenza in senso stretto, come dimostrato da quanto è avvenuto due giorni fa, il 13 ottobre, quando il maltempo è tornato a far paura e la macchina degli interventi si è mostrata impreparata e impacciata. Su invito dello stesso Buzzanca, il prefetto Francesco Alecci ha convocato un vertice per lunedì mattina in prefettura, nel quale, si spera, il sindaco, Lombardo, la Protezione civile e tutti i soggetti coinvolti possano finalmente sedersi attorno a un tavolo per fare il punto della situazione. Buzzanca è stato chiaro: senza risposte concrete, «sono pronto a rimettere il mandato».
Frase sulla quale, oggi, torna il Pd: «Apprendiamo che il Buzzanca pensa di lasciare il mandato, ma non possiamo non chiederci, quale?», afferma il segretario comunale Giuseppe Grioli. Che affonda: «Stiamo diventando insofferenti dinnanzi al susseguirsi di dichiarazioni di questo tipo che periodicamente campeggiano sui giornali e nelle tv locali. I messinesi cominciano a non tollerare più il teatrino messo in atto dal sindaco e le querelle tra quest’ultimo ed i rappresentanti della Regione. L’ultima mossa del sindaco, è quella di annunciare le dimissioni, forse, dall’incarico di soggetto attuatore per l’emergenza alluvione, perché vuole più poteri, sottolineando che la Protezione civile regionale non è intervenuta durante la mini alluvione del 13 ottobre e quindi il Comune di Messina ed il sindaco soggetto attuatore non può intervenire dinnanzi alle emergenze».
«Il sindaco di Messina non può intervenire durante l’emergenza in territori del Comune di Messina oggetto di ordinanza della Presidenza del Consiglio in cui egli stesso è soggetto attuatore? Francamente tutto questo ci appare come un altro atto della commedia, un’altra mossa mediatica», afferma Grioli, che chiede: «Chi è il responsabile della Protezione Civile nel Comune di Messina? L’arch. Spanò, l’ing. Rizzo, il dott. Ruggeri? Ancora oggi questo non è chiaro. Il Genio civile sta realizzando i lavori di messa in sicurezza di alcune parti del territorio, i progetti sono interamente finanziati dalla regione. Il sindaco ha forse parlato con l’ingegnere capo ? Ha verificato quanti soldi mancano all’appello? Ricorda la telefonata in diretta della notte di Natale del presidente Berlusconi, durante la messa a Giampilieri, nel corso della quale il premier ha rassicurato i cittadini che non saranno lasciati soli? Ricorda le dichiarazioni del sottosegretario Bertolaso quando arrivò a Messina con il suo elicottero? Siamo tutti abusivi? Dove sono le risorse del Governo Nazionale? Ricorda quando il Pd e l’Udc alla Camera ed al Senato hanno presentato emendamenti per 100 milioni di euro? Ricorda che quegli emendamenti furono bocciati dai parlamentari messinesi del suo partito? Ricorda le rassicurazioni del senatore Nania quando argomentò il voto contrario all’emendamento? Nania: presto arriveranno i fondi per Messina attraverso il Ministero per l’Ambiente».
«Al sindaco Buzzanca – conclude Grioli – ci permettiamo di suggerire, quando consegnerà i suoi poteri nelle mani del presidente del Consiglio, di ricordare a costui che Messina aspetta ancora le risorse promessegli ed inoltre aspetta le scuse di Bertrolaso. Quanto alla difficoltà di comunicare con il governatore Lombardo, approfitti dell’occasione e lo faccia chiamare dal presidente Berlusconi, il quale se è ancora presidente (purtroppo) lo deve anche al voto di fiducia dell’Mpa in parlamento. Attenzione a tirare troppo la corda con la pazienza dei cittadini. Noi messinesi siamo -babbi-, ma esiste il punto di rottura e credo siamo ormai oltre il limite. Ciascuno faccia il proprio dovere, possibilmente senza alimentare scontri tra istituzioni che non aiutano i cittadini a stare più tranquilli. Diversamente chiederemo al prefetto di farsi carico di sciogliere questi nodi. Forse è lui l’unica persona che al momento può esercitare serenamente i poteri di soggetto attuatore a Messina».
(foto Sturiale)
