Ieri sera confronto tra Buzzanca e le forze del centrodestra: gli autonomisti disertano e sono a un passo dall’addio alla maggioranza. Sul bilancio nessuna imboscata, ma prima andranno chiariti tutti i passaggi tecnici
Non è stata una riunione come le altre quella che si è tenuta ieri sera tra il sindaco Giuseppe Buzzanca e i consiglieri comunali del centrodestra. Il confronto, giunto a ventiquattro ore dalla nomina del nuovo vicesindaco, Franco Mondello dell’Udc, sponda D’Alia, serviva a fare la “conta” all’interno della maggioranza in vista delle delicate votazioni sui due bilanci, consuntivo e previsionale. Ma a far rumore, come spesso capita, sono state le assenze: l’Mpa, infatti, ha disertato in massa, con in testa il presidente del consiglio comunale Pippo Previti, seguito a ruota da Sebastiano Tamà, Nino Restuccia e Nino Carreri di Risorgimento messinese, “branchia” del partito lombardiano in città. «Non ci riconosciamo più in questa maggioranza, vogliamo una verifica sul programma», il sunto del documento recapitato al sindaco. Che a questo punto valuta. Anche perché simile è la posizione espressa da Ivano Cantello in rappresentanza del duo “Sicilia Vera” che fa capo a Cateno De Luca. Se due più due fa quattro, a meno di ricomposizioni, presto l’Mpa sarà fuori dalla maggioranza, con la conseguenza che Pinella Aliberti potrebbe lasciare la giunta, con possibile rimodulazione anche dell’ufficio di presidenza del consiglio comunale.
L’assenza dell’Mpa pone anche un problema di numeri in aula. Tolti gli autonomisti e i “dissidenti” del Pdl (il gruppo “Briguglio”), la maggioranza, o presunta tale, si riscopre in ventitré elementi contati, ma se il riferimento deve essere la votazione sul bilancio, non è per nulla improbabile che qualche altra pedina (Giuseppe Melazzo dell’Udc su tutti) si tiri indietro. Il rovescio della medaglia, stando alle immancabili voci di corridoio, dice che però qualche “sponda” utile potrebbe arrivare dall’opposizione. Resta il fatto che mai come oggi la maggioranza è stata così risicata. Anche perché, va detto, la “fiducia” di Pdl e Udc non è incondizionata. Il sostegno “politico” è stato assicurato, dunque non ci saranno imboscate preconcette, ma entrambi i partiti vogliono vederci chiaro sui conti “traballanti” di Palazzo Zanca, e prima delle votazioni dei bilanci chiedono che tutti i passaggi tecnici vengano chiariti col massimo della trasparenza. In caso contrario, altro che numeri. La barca affonderebbe e senza nemmeno la musica d’orchestra che accompagnò l’inabissamento del Titanic.
