Critiche al progetto di manutenzione e riqualificazione per 50 aree cittadine presentato ieri da Buzzanca e dall'assessore al ramo, Amata. Ialacqua:«Un piano per “il miglioramento della qualità della vita dei messinesi? Ma quando mai»
Il Piano del verde che il sindaco Giuseppe Buzzanca e l’assessore Elvira Amata hanno presentato ieri in una conferenza stampa (vedi correlato in basso), viene oggi pesantemente criticato dai rappresentanti locali di Sinistra e Libertà, che lo definiscono un «piano per dare una rinfrescata alla faccia della città, che durerà qualche mese, in vista degli sbarchi dei croceristi, spacciato per un piano di riqualificazione del verde pubblico».
«Un obiettivo se si vuole anche lodevole – scrive Daniele Ialacqua -, ma lo si dica apertamente ai messinesi che i soldi regionali verranno spesi e sprecati per questo in quanto questo piano non c’entra nulla con il verde urbano e con la vivibilità della città, perché i cittadini di questa città abitano da Giampilieri ad Orto Liuzzo, villaggi collinari compresi. Basta, infatti, leggere l’elenco delle aree che saranno interessate dagli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per rendersi conto che, a parte le quattro rotatorie, sono tutte aree che rientrano nel rettangolo compreso da Piazza Stazione a piazza Casa Pia, ovvero nel raggio di potenziale passeggiata dei croceristi. Se quest’ultimi si azzardassero ad andare oltre ne vedrebbero delle belle. Ed è del resto quello che vedono quotidianamente i messinesi ed i loro figli che non hanno a disposizione una villa o uno spazio gioco degno di questo nome in cui giocare o dove rilassarsi e gli eventuali rinverditi e fioriti spazi delle rotatorie e degli sparti-traffico non si prestano allo scopo».
Diversi gli interrogativi posti:«Ma perché non interessarsi di villa Dante o della villetta San Licandro abbandonata quest’ultima al degrado in una zona iper-abitata e dove invece di spazi verdi si autorizzano distributori di benzina? Perché non incominciare a pensare a manutenzionare ed incrementare i pochi spazi verdi della città, dai villaggi Sud della città ai villaggi a Nord, riviera e laghi di Ganzirri compresi? Perché non pensare in via ordinaria di tagliare le erbacce che assediano marciapiedi e strade in tutta la città? Perché soprattutto non pensare di attuare il Piano del Verde ed il Regolamento per il verde urbano?»
«Tra qualche mese tutto ritornerà nel degrado – conclude il coordinatore cittadino di SeL -, le aiuole diventeranno nuovamente un problema di igiene urbana e sentiremo le lamentele dei nostri amministratori per la mancanza del senso civico dei messinesi, ma questo è il classico caso in cui il pesce puzza dalla testa». (ER)
