Sullo Iacp è in corso una “battaglia” tutta politica. Germanà: «Lombardo tradisce gli impegni assunti»

Sullo Iacp è in corso una “battaglia” tutta politica. Germanà: «Lombardo tradisce gli impegni assunti»

Sullo Iacp è in corso una “battaglia” tutta politica. Germanà: «Lombardo tradisce gli impegni assunti»

mercoledì 25 Agosto 2010 - 13:20

Tra Messina e Palermo accuse e -dispetti-. Il deputato del Pdl: «Il governatore dimostra ancora una volta il suo totale asservimento agli interessi personalistici»

E’ la politica, quella delle poltrone e dei posti di comando, lo sfondo sul quale si gioca la partita a Risiko che, oggi, si concentra sul “territorio” dell’Iacp. E’ tutto fin troppo semplice. Raffaele Lombardo ha commissariato, restando nel campo, nove Iacp su dieci, mantenendo le “proprie” pedine e lasciando al palo i Cda, politici beninteso, nominati dagli enti locali. E’ il caso di Messina, dove Provincia, Comune e un deputato in particolare, Nino Germanà, si battono perché invece del commissario venga insediato il Cda con i nomi indicati a suo tempo. E forse non è un caso che la presidenza dell’Iacp, secondo quegli accordi presi a livello locale, spettasse proprio a Germanà. E invece Lombardo va dritto per la sua strada, nomina un commissario (Laface) in quota Briguglio del Pdl, cioè di fatto all’opposizione rispetto ai vertici politici locali, e nell’attesa che il relativo iter burocratico si concluda, nomina un commissario “ad acta” (Ricciardello), anch’egli in quota Briguglio. E, beffa delle beffe, di Brolo, feudo di Germanà. In politica anche i dettagli contano.

Così si comprende il fervore con cui Germanà attacca Lombardo: «Il presidente che ha proceduto alla nomina dell’ennesimo commissario ad acta dell’Iacp di Messina anziché provvedere alla ricostituzione del Consiglio di Amministrazione, non ha disatteso le aspettative ed ha mostrato ancora una volta il suo totale asservimento agli interessi personalistici, violando non solo la morale deontologica, ma anche e soprattutto la legge». Così Germanà commenta ciò che definisce «un atto illegittimo per manifesta violazione delle vigenti disposizioni di legge e dell’ordinanza n.415/10 del Tar Sicilia, sezione staccata di Catania, nella quale si afferma chiaramente e testualmente che la nomina del CdA dell’Iacp di Messina “… deve comunque nel più breve termine intervenire a tutela degli interessi di tutte le parti”. Va data somma importanza all’esigenza di tutela del principio di legalità e del buon andamento cui deve improntarsi l’azione amministrativa . L’ Ente “messinese”, ovvero l’Istituto Autonomo Case Popolari, è privo del suo ordinario organo di gestione da più di due anni, ma il presidente Lombardo ha ritenuto opportuno continuare la sua politica di nomine ad personam e tradimenti degli impegni assunti, rischiando altresì di incorrere nel reato di rifiuto ed omissione di atti d’ufficio ex art.328 del codice penale. Vorrei chiarire a Lombardo – conclude Germanà – che è ormai palese il suo subdolo tentativo di rimanere a galla grazie alle nomine di commissari, e che la sua strategia di creare poltronifici dimostra che la giustizia, l’equità, l’onestà e la fedeltà, sono valori del tutto sconosciuti sia al Presidente che agli opportunisti che gravitano intorno a lui».

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