Il consulente Luciano Ferro: “crisi originata dalla perdurante contrazione dell’attività aziendale e dalla sempre più marcata variabilità dei picchi e dei decrementi di produzione conseguenti alla imprevedibilità delle commesse”
Ieri la protesta dei 29 lavoratori della Sicilia Limoni, che hanno incrociato le braccia dalle 14 alle 17 in risposta alla comunicazione trasmessa alla Rsu, al sindacato e all’ufficio provinciale lo scorso 25 maggio dalla ditta produttrice e imbottigliatrice di succhi di limone da esportazione sita in via Panoramica dello Stretto: il licenziamento di 14 di loro.
Oggi le precisazioni del consulente Luciano Ferro, che a nome dell’Amministratore unico afferma: La procedura di mobilità avviata, originata dalla perdurante contrazione dell’attività aziendale (e dei conseguenti volumi di vendita), nonché dalla sempre più marcata variabilità dei picchi e dei decrementi di produzione conseguenti alla imprevedibilità delle commesse. Rendendo quindi impossibile, tutto ciò, la prosecuzione dell’attività con un organico di occupati a tempo indeterminato rivelatosi, nei fatti ed ormai da molti mesi, come ampiamente sovradimensionato. Tale conclamata situazione ha formato, pertanto, oggetto degli incontri già tenutisi in sede aziendale con le rappresentanze dei lavoratori, rispettivamente in data 16/06/10 e 08/07/10, ove non è stato però possibile raggiungere alcuna intesa. Stante l’impossibilità ad aderire, per tali ragioni, alle proposte di parte sindacale di utilizzo di ammortizzatori sociali vari poiché, trattandosi pur sempre di soluzioni temporanee, il loro impiego (peraltro di dubbia applicabilità pratica ad una tale, persistente e sempre mutevole, volatilità degli ordinativi) non risolverebbe significativamente il problema strutturale paventato.
«Tuttavia l’azienda perfettamente conscia dell’importanza di tale situazione che peraltro vede la stessa, senza voler apparire in alcun modo provocatori, parte lesa al pari dei lavoratori, ha avanzato al tavolo delle trattative soluzioni atte a ridurre l’impatto di siffatta, inevitabile, riorganizzazione – conclude Ferro -. Che prevede, conseguentemente, la gestione dell’attività produttiva, a seconda delle diverse esigenze del momento, necessariamente indirizzata verso un maggior ricorso a forme di lavoro flessibile. Ipotizzando però, al contempo, la stesura di un formale accordo insieme al Sindacato, atto a permettere ai lavoratori oggi in esubero (e prossimi fruitori, comunque, del trattamento di mobilità) una possibilità di occupazione, con modalità da definire, in tale mutato contesto imprenditoriale. Auspicando quindi una convergenza su una positiva soluzione della controversia, l’azienda si è comunque sempre manifestata pronta alla prosecuzione di un dialogo sereno, costruttivo e scevro da posizioni preconcette con le rappresentanze dei lavoratori. Dialogo che a questo punto continuerà quanto prima in sede di Ufficio Provinciale del Lavoro, stante la richiesta di convocazione già debitamente inoltrata a detto ufficio. (Nell’articolo correlato in basso la posizione del segretario provinciale della Uilcem, Carlo Caruso).
