Il “vizietto” delle consulenze esterne contagia anche il consorzio Asi: La Macchia nomina Alonci e Cami

Il “vizietto” delle consulenze esterne contagia anche il consorzio Asi: La Macchia nomina Alonci e Cami

Il “vizietto” delle consulenze esterne contagia anche il consorzio Asi: La Macchia nomina Alonci e Cami

martedì 28 Settembre 2010 - 08:17

Tutti sono fedelissimi dell’ex sindaco Genovese: commissario del Consorzio è l’ex amministratore delegato dell’Ato3, i due consulenti sono l’ex assessore alla Mobilità e l’esperto tuttofare di quella giunta di centrosinistra

Il Consorzio Asi ha un folto e ben remunerato collegio di difesa. Eppure chi lo guida ha pensato bene di nominare un consulente per l’assistenza legale. Dicono che il Consorzio Asi non navighi in buone acque dal punto di vista finanziario. Eppure chi lo guida ha pensato bene di nominare un altro consulente, per l’assistenza tecnica. Due consulenti, due assistenti, due incarichi che sommano diecimila euro. Non una cifra da far perdere il sonno, ma è il principio che conta. Ed il principio vuole che la politica venga prima di tutto. La politica ha voluto che commissario dell’Asi fosse un fedelissimo di Francantonio Genovese, in nome del patto “silenzioso” (mica tanto) tra uno dei leader siciliani del Pd e il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo (il vertice Asi è nomina regionale, infatti).

Così alla guida del Consorzio si è ritrovato Salvatore La Macchia, presenza fissa nella segreteria di Genovese, suo fedelissimo giurato, già amministratore delegato dell’Ato3 ai tempi in cui Genovese stesso era sindaco di Messina. Tanto fedele che già La Macchia un incarico lo aveva avuto: capo della segreteria particolare di Mario Centorrino, divenuto assessore regionale della Formazione, sempre in nome di quel patto di cui sopra. Le bizzarrie semantiche della politica di oggi lo definiscono “tecnico”. Sorvoliamo.

Se la politica ha voluto che La Macchia fosse lì, alla guida del Consorzio di Larderia, sempre la politica ha fatto sì che si occupassero altre due poltrone. La Macchia ha così nominato propri consulenti l’avv. Pietro Cami e l’ing. Arturo Alonci. Il primo, che si occuperà di assistenza legale, molti lo ricorderanno come esperto tuttofare di Palazzo Zanca ai tempi della giunta Genovese, ombra e assiduo collaboratore dell’allora city manager Emilio Fragale (che oggi, a proposito di quel “patto”, è alla guida dell’Asam di Taormina). Alonci, invece, era assessore alla Mobilità della giunta Genovese, autore di un Piano della mobilità per certi versi interessanti, finito però nelle sabbie mobili del palazzo per chissà quali oscure ragioni. Oggi entrambi si ritrovano consulenti all’Asi, per un compenso di 5 mila euro. Poca roba. La politica deve fare il suo corso.

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