Duri nei confronti dell’istituzione guidata da Rosario Madaudo, considerata inutile e troppo cara per le casse della Regione
Torna alla ribalta l’eterno conflitto tra Ente Porto ed Autorità portuale.
I due enti, entrambi ubicati in via Vittorio Emanuele, in piena area portuale, si contendono da anni il ‘dominio’ sulla zona Falcata.
Una lunga guerra di competenze territoriali che ha impedito “la realizzazione di un complessivo disegno strategico dell’area, nella quale far coesistere attività industriali (cantieri), servizi, turismo e cultura”. Almeno così la pensano ben 18 consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, che sull’argomento – da sempre al centro di infuocati dibattiti – hanno deciso di interrogare il sindaco, nella sua triplice veste di primo cittadino, deputato regionale e membro del Comitato Portuale.
Nel documento, il proponente Antonio Fazio ed i colleghi di centro – destra Angelo Burrascano, Giuseppe Capurro, Giuseppe Magazzù, Giuseppe Chiarella, Carmelo Conti, Roberto Sparso Giuseppe Trischitta, Bruno Cilento, Domenico Guerrera, Vincenzo Messina, Gaetano Caliò,Giorgio Muscolino, Mario Rizzo, Sebastiano Tamà, Paolo Saglimbeni, e quelli di centro-sinistra Felice Calabrò e Tani Isaia sottolineano che “la Zona Falcata rappresenta potenzialmente il più prezioso dei gioielli della città di Messina e che purtroppo, da anni, versa in scellerate condizioni di degrado ed abbandono”.
Una situazione – secondo i 18 rappresentanti locali – imputabile proprio alla mancata definizione di competenze tra i due enti, nonostante assai diversa, per natura e finalità, sia la storia di Autorità portuale ed Ente Autonomo porto, nei confronti del quale i firmatari dell’interrogazione non mancano di sollevare dubbi e perplessità.
“Istituito con decreto del Presidente della Regione Siciliana, in data 10 novembre 1953 n. 270/A, in applicazione dell’art. 8 della legge 15 marzo 1951 n. 191 relativa alla “Istituzione di un punto franco nel Porto di Messina – si legge testualmente – il suddetto Ente non ha mai operato, anche perché non è mai stato emanato il decreto del Ministero delle Finanze indicante i criteri di sussistenza e le condizioni per l’applicazione del regime di punto franco”.
I consiglieri ricordano inoltre che con due delibere adottate dalla Giunta della Regione Siciliana nel luglio 2008 e nell’aprile 2009 era stata disposta l’attivazione delle procedure di liquidazione, “sia poiché ci si è resi conto dell’impossibilità di realizzare un Punto Franco nella zona falcata di Messina, incompatibile con il Codice Doganale Comunitario (Regolamento 2913/92/CE) sia perché eccessivo il costo dell’Ente.
L’Ente porto – evidenziano ancora Fazio e colleghi – continua a gravare annualmente sul bilancio della Regione Siciliana e nel 2009 si è reso necessario un trasferimento di 225 mila euro per coprire le spese del 2008.
Decisamente più ‘virtuoso’, sempre secondo i 18 consiglieri comunali, il percorso dell’Autorità portuale, “istituita con la legge 84 del 1994 al fine di indirizzare, programmare, coordinare, promuovere e controllare le operazioni portuali e le altre attività commerciali ed industriali esercitate nei porti, gestendo le aree demaniali che vanno dal Torrente Portalegni al Torrente Annunziata, nonché le aree afferenti l’approdo di Tremestieri.
“L’Autorità Portuale – dicono- ha posto in essere progetti ed investimenti, che hanno ridato slancio al comparto marittimo messinese; è dotata di mezzi e fondi propri, attraverso i quali, tra l’altro, si provvederà a realizzare l’ampliamento dell’approdo di Tremestieri; e si è munito di recente di un ampiamente condiviso Piano Regolatore Portuale, fondamentale strumento di programmazione territoriale”.
L’Autorità portuale, quindi, a differenza dell’Ente porto, si sarebbe guadagnata una promozione sul campo e “nell’ottica di una vitale ed ormai improcrastinabile riqualificazione della Zona Falcata di Messina” sarebbe opportuno che le venisse affidata la gestione dell’intera area riservata, in quanto ente “virtuoso, efficiente ed efficace”.
A conclusione del loro documento i 18 consiglieri comunali invitano Buzzanca ad “impegnarsi, nella qualità di primo cittadino, di onorevole regionale e di membro di diritto del Comitato Portuale, coinvolgendo anche l’intera deputazione nazionale e regionale messinese, a porre in essere ogni iniziativa atta a risolvere il conflitto di competenze sussistente sulla Zona Falcata tra Ente Autonomo Portuale di Messina (Regione) e l’Autorità Portuale di Messina (Stato), propendendo, ovviamente, nei confronti dell’efficienza, efficacia e virtuosità di quest’ultimo”.
