Il segretario cittadino dell'Italia dei Valori interviene in merito ai recenti diverbi tra alcuni politici ed i giornalisti. "Probabilmente la colpa è dello stress da perdita di potere....", scrive Mammola.
L’arroganza dei “politici” tenta di frenare ed imbavagliare la libera informazione.
Un certo tipo di politica, anzi un certo tipo di politici hanno deciso di attaccare i professionisti dell’informazione. In pochi mesi il Sindaco On. Buzzanca denuncia Adele Fortino di Tcf perché aveva osato chiamarlo con un diminutivo, il sen. Gianpiero D’Alia attacca Lucio D’Amico perché osa ricordare il ruolo dell’Udc e di D’Alia stesso a Messina, l’assessore regionale Massimo Russo urla e minaccia di denunciare Carmen Di Per di Messina Oggi colpevole di aver fatto una domanda sull’acqua inquinata del Policlinico di Messina e potrei continuare con tanti altri esempi. Che si stia diffondendo una malattia contagiosissima da stress di perdita del potere? Che si stiano logorando, costatando che la politica, anzi il loro modo di fare politica, ha distrutto la Città, la Sicilia e l’intero Paese? Il ruolo del giornalista è quello di portare a conoscenza dei Cittadini i fatti cioè d’informare l’opinione pubblica, ed hanno il diritto e soprattutto il dovere di porre quesiti a chi è preposto ad amministrare la “res publica”. I giornalisti dovrebbero essere i “cani da guardia” della democrazia e delle istituzioni. Se i “politici” non vogliono che le loro malefatte divengano notizia e siano rese pubbliche, basta non compiere malefatte. Non sto difendendo l’intera categoria dei giornalisti, come non è difendibile nessuna intera categoria. Vorrei però, vivere in un Paese nel quale l’informazione sia libera e senza bavagli. Inoltre, queste azioni atte ad intimidire un professionista che prova tra mille ostacoli a fare il proprio lavoro, non possono che essere giudicate vili e meschine.
Salvatore Mammola

“Il ruolo del giornalista è quello di portare a conoscenza dei Cittadini i fatti, ed hanno il diritto e soprattutto il dovere di porre quesiti a chi è preposto ad amministrare la “res publica”…Ha detto bene: AMMINISTRARE LA COSA PUBBLICA, per nome e per conto dei cittadini che li hanno eletti, non è certo quello di COMANDARE, di sentirsi I PADRONI DELLA CITTA’, di essere AL DI SOPRA DELLA LEGGE E DELLE ISTITUZIONI.
p.s. per Mammola: ma il sig. sindaco di Messina resta/resterà “onorevole” malgrado sia “decaduto”???
che bello! questi arroganti si stanno costruendo la bara da soli!Finirà! Basta RESISTERE ancora un pò! siamo sull’orlo, ci siamo!