Estorcevano noto imprenditore, 2 arresti nel clan di S. Lucia sopra Contesse - Tempostretto

Estorcevano noto imprenditore, 2 arresti nel clan di S. Lucia sopra Contesse

Alessandra Serio

Estorcevano noto imprenditore, 2 arresti nel clan di S. Lucia sopra Contesse

sabato 15 Settembre 2018 - 11:25

Avevano imposto l'assunzione ad un imprenditore di servizi molto noto in città. Nuova misura cautelare per Nino Spartà, fratello del boss storico, e il reggente Gaetano Nostro.

Era sotto la protezione del clan di Santa Lucia sopra Contesse un noto imprenditore cittadino, titolare di un'attività di servizi. Il clan della zona sud cittadina, però, non offriva i suoi "servigi" gratis ma prendenteva parecchio in cambio. In particolare uno stipendio di guardiano per il reggente della famiglia, Gaetano Nostro, e un altro da elettricista, più che lautamente retribuito, per l'altro pezzo da '90, Antonino Spartà, fratello del capo storico Giacomo Spartà, al 41 bis.

I fatti risalgono a qualche anno fa ma la giustizia oggi presenta il conto ad entrambi. La Direzione distrettuale antimafia, guidata dal Capo Maurizio De Lucia, gli ha infatti notificato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per quella estorsione. Un altro carico con la giustizia che va ad allungare la fedina penale di entrambi, già in carcere per fatti precedenti. Sono accusati di estorsione aggravata dall'appartenenza mafiosa.

A consentire di chiudere il cerchio sull'estorsione sono state le indagini della Squadra Mobile, guidata da Francesco Oliviero. L'inchiesta è partita dopo la retata Matassa, che coinvolse anche Nostro. Dopo quegli arresti, la Polizia ha continuato a vagliare tutti gli spunti di indagine venuti a galla, andando a fondo di vicende che le intercettazioni avevano appena fatto intuire.

E' così venuto fuori che Antonino Spartà era impiegato presso la ditta di servizi come elettricista, venendo retribuito con 52 mila euro in tre anni. Una somma spropositata rispetto al lavoro effettivamente svolto, quantificato dallo stesso imprenditore in appena 3 mila euro. Pingue anche busta paga di Nostro, assunto come sorvegliante, anche se non ha mai effettivamente lavorato. Entrambe le assunzioni, svelano le indagini, erano state imposte alla ditta per consentirgli di lavorare nella zona sud cittadina.

Agli atti delle indagini le stesse ammissioni della vittima e le dichiarazioni di un recente pentito del clan, che ha confermato il ruolo primario di Antonino Spartà all'interno del clan e il fatto che l'impresa in questione era sotto la protezione della famiglia di Santa Lucia sopra Contesse.

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