Ponte. Bonelli: "Gara è da rifare, annunci illegittimi". Ciucci: "Rispetto per la Corte dei conti"

Ponte. Bonelli: “Gara è da rifare, annunci illegittimi”. Ciucci: “Rispetto per la Corte dei conti”

Marco Olivieri

Ponte. Bonelli: “Gara è da rifare, annunci illegittimi”. Ciucci: “Rispetto per la Corte dei conti”

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martedì 10 Febbraio 2026 - 20:00

Il co-portavoce di Europa Verde contesta Ciucci sui "lavori in estate". "Si viola la direttiva Appalti". L'ad della Stretto di Messina replica al deputato

Ancora il ponte sullo Stretto al centro delle polemiche. “Da Ciucci e Salvini continui annunci illegittimi ma la gara è da rifare. L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, senza alcun rispetto delle decisioni della Corte dei conti e delle determinazioni della Commissione europea sulla violazione delle direttive Appalti e Habitat, annuncia che i lavori inizieranno entro l’estate. Ciucci e Salvini, però, dal 2023 fanno annunci sull’avvio dei lavori, per poi sistematicamente rinviarli a date successive”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs, Alleanza Verdi Sinistra, e co-portavoce di Europa Verde.

Continua Bonelli: “La Corte dei conti ha evidenziato la violazione della direttiva Appalti su due punti: la natura del bando iniziale, che era un project financing con il 60% di capitali privati e il 40% pubblici, mentre con Salvini chi vinse quel bando se lo è visto trasformare totalmente in un’opera finanziata con soldi pubblici. L’altro aspetto è l’aumento dei costi del 50% rispetto al valore iniziale di 3,9 miliardi di euro, arrivato oggi a 14,5 miliardi, in violazione delle direttive europee. Il decreto del governo non affronta il punto centrale, che è quello di rifare la gara e di tutelare i siti ambientali vincolati, perché non ha preso in considerazione le alternative progettuali”.

Ciucci: “Massimo rispetto per la Corte dei conti”

Ed è arrivata la replica dell’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci: “I tempi indicati, entro l’estate, per l’avvio della fase realizzativa del ponte sullo Stretto di Messina tengono ovviamente conto dei previsti controlli di legittimità della Corte dei conti, quindi, contrariamente a quanto afferma l’onorevole Bonelli, non c’è alcuna mancanza di rispetto. Risulta priva di fondamento anche l’affermazione che ‘il bando iniziale era un project finance’, infatti la gara a suo tempo effettuata per il Contraente generale non prevedeva alcun Project finance. Il cosiddetto Project finance, previsto inizialmente (40% di capitale sottoscritto principalmente dall’Azionista Fintecna e il 60% da reperire sul mercato finanziario), riguardava unicamente la Società Stretto di Messina, senza coinvolgere il Contraente Eurolink. Quindi non c’è stata alcuna modifica delle condizioni di gara”.

E ancora: “L’aumento del corrispettivo per il Contraente generale, fissato in 10,5 miliardi e non 14,5 come erroneamente affermato da Bonelli, come più volte spiegato, è da attribuire pressoché esclusivamente all’aumento dei prezzi, che non rileva ai fini della direttiva Ue Appalti. E che ha riguardato tutte le opere infrastrutturali in corso di realizzazione, non solo in Italia. È  importate ricordare che nel corso delle costanti interlocuzioni è stato chiarito da Bruxelles che non è in corso alcuna procedura di infrazione e che il dialogo prosegue nell’ambito della normale e prevista dialettica tra lo Stato italiano e l’Unione europea”.

Il ponte e la mancata gara

In ogni caso, il tema della mancata gara come “peccato originale” rimane centrale. La Corte dei conti, ad esempio, ha ritenuto violato l’articolo 72 della direttiva europea numero 2014/24/UE (Direttiva Appalti), richiamato dal decreto legge numero 35/2023 come parametro di legittimità per il riavvio dei contratti (come quelli con il contraente generale). Il Collegio ha concluso che le modifiche apportate ai contratti originari risultano sostanziali, al punto da configurare le condizioni che “avrebbero attratto ulteriori partecipanti alla procedura di aggiudicazione”.

Tra queste modifiche, si evidenziano: il cambio radicale nelle modalità di finanziamento, passato da un modello con il 60% di risorse da reperire sui mercati internazionali senza garanzia dello Stato a un modello finanziato integralmente su risorse pubbliche; le novità negli indici di aggiornamento del corrispettivo del contraente generale; la riduzione della quota di prefinanziamento a carico del contraente generale, passata dal 15% proposto in gara fino a un limite del 5%.

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2 commenti

  1. Salvini è paragonabile ad un bambino capriccioso, batte i piedi a terra per ottenere per forza qualche cosa.

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  2. Giuseppebaretti 10 Febbraio 2026 21:16

    Un ponte non fondato su piloni ma su cavilli, per di più imposti a mezzo decreto legge, strumento forzato a sua volta

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