"Invece del ponte" controreplica alla nota della Stretto di Messina: "Nell'area oltre 6000 terremoti dal 1985, sì agli approfondimnti proposti dall'ex presidente Ingv"
L’associazione “Invece del ponte” mette in discussione la replica della Stretto di Messina alle affermazioni dell’ex presidente dell’Istituto di geofisica e vulcanologia. “In un raggio di 30 km da Villa S. Giovanni, si sono registrati oltre 6000 terremoti dal 1985” e gli approfondimenti sismici sono doverosi, viene rilevato. “Il governo blocchi l’approvazione del progetto e imponga, nell’interesse della sicurezza pubblica, tutti gli approfondimenti e le indagini necessarie che, ovviamente e per legge, devono essere parte integrante del progetto definitivo e non possono essere rinviati alla fase esecutiva”.
Mentre fa il discutere il tema del rischio d’infiltrazioni mafiose, ecco la nota: “La società Stretto di Messina (SdM) replica alle evidenze presentate dal professore Doglioni sul rischio sismico del progetto del ponte sullo Stretto nel corso del convegno organizzato venerdì 16 maggio a Messina da “Invece del ponte”. Ma a smentire la società sono gli elaborati del progetto e le informazioni pubblicate sul sito della stessa società. Definire “semplicistico” l’approccio che valuta pericolosità e rischio per la costruzione tramite l’utilizzo delle accelerazioni di picco al suolo è semplicemente contrario alle norme tecniche di costruzione nazionali ed europee, che obbligano a fare riferimento a quel valore per le specifiche di sicurezza dei progetti”. Saranno “semplicistiche” anche le norme e gli eurocodici, ma che questo sia il parametro da utilizzare è un dato di fatto (e di legge)”.
“Ci atteniamo ai dati forniti dal progetto definitivo sul ponte”
Continua l’associazione: “La Stretto di Messina afferma che “il progetto del ponte prevede accelerazioni massime superiori a 1,5g allo stato limite di integrità strutturale, e non di 0,58”. Però, che la Pga di progetto (l’accelerazione, nd.r.) sia 0,58g è dichiarato dallo stesso progetto definitivo del 2011 (Elaborato CG0001_F0, pag. 259). Ed è confermato dagli elaborati di aggiornamento del 2024 (pag. 13). Il valore di 1,5 cui fa riferimento la Stretto di Messina è il Sisl, l’accelerazione alle alte frequenze, non la Pga (l’accelerazione detta “di ancoraggio” per il progetto). Ed è ben strano che vengano confusi due parametri tecnici differenti, facendo confondere anche i lettori”.
“Cannitello e il sistema di faglie attivo sullo Stretto”
E ancora: “SdM afferma che confrontando “lo spettro registrato in occasione dei terremoti di L’Aquila e
Amatrice, citati da Doglioni si evince chiaramente che alle frequenze di interesse per il ponte le
accelerazioni di progetto sono sensibilmente superiori a quelle registrate nei terremoti di L’Aquila e
Amatrice”. L’affermazione è smentita dalle evidenze relative al sisma di Amatrice, dove si vede che
alle alte frequenze (0,2-0,3 s) si raggiunge il valore di 2,3g, ben superiore a quello di 1,5g da SdM
richiamato. Terremoti recenti nel mondo hanno evidenziato accelerazioni anche di quasi 12g alle alte
frequenze (0,2-0,3 secondi nel terremoto della Penisola di Noto dell’1 gennaio 2024 in Giappone). Inoltre, i terremoti estensionali determinano una forte componente verticale che può essere estremamente pericolosa per le fondazioni delle torri e degli ancoraggi delle funi del progetto. Viene infine affermato che: “I punti di contatto con il terreno dell’opera, sulla base degli studi geosismotettonici eseguiti, sono stati individuati evitando il posizionamento su faglie attive”. Ma a posizionare il pilone lato-Calabria a circa 20 m dalla “Faglia di Cannitello” (definita attiva da Ispra, Istituto superiore per la ricerca e protezione ambientale) è lo stesso progetto, nell’elaborato PB0010_F0, dove la faglia è segnata dalla linea rossa”.
Prosegue l’associazione: “Che poi il sistema di faglie dello Stretto sia pienamente attivo è testimoniato anche da letteratura recentissima, che rileva sollevamenti di 0,7 mm/anno sul lato calabrese ed estensione tra le sponde dello Stretto di circa 3 mm/anno, movimenti coerenti con la palese sismicità di fondo
dell’area che, dal 1985 a oggi, in un raggio di 30 km da Villa S. Giovanni, ha registrato oltre 6000
terremoti, e un evento di Mw 7-7.1 come quello del 1908, se non di magnitudo superiore, si ripeterà certamente nell’area in futuro. Quanto sostenuto dal professore Doglioni al convegno di “Invece del ponte” è tutto fuorché “semplicistico” e “privo di fondamento”. Non comprendiamo perché, di fronte ad argomenti posti con serenità e rigore di argomentazione, la società Stretto di Messina, concessionaria di Stato, si limiti a ripetere argomenti che contraddicono le stesse evidenze del progetto”.

… aspettiamo che leggano il progetto e avremo, sicuramente, la risposta.
.. mah!