Ponte. Le prescrizioni dal Consup: "Più studi sismici e progetto da aggiornare"

Ponte. Le prescrizioni dal Consup: “Più studi sismici e progetto da aggiornare”

Marco Olivieri

Ponte. Le prescrizioni dal Consup: “Più studi sismici e progetto da aggiornare”

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giovedì 13 Agosto 2026 - 07:30

Oltre 100 tra prescrizioni e raccomandazioni sulla grande opera da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici in 253 pagine. "Verifiche sui materiali"

Adunanza del 6 agosto sul ponte sullo Stretto. Oltre cento, tra prescrizioni e raccomandazioni, nel via libera da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici (Consup), in 253 pagine, alla fase della progettazione esecutiva. Una richiesta di approfondimenti riguarda la questione sismica ed emerge la necessità di aggiornare il progetto, con particolare attenzione ai materiali adoperati.

Scrivono gli esperti: “Per quanto riguarda la così denominata “geologia recente” si afferma che approfondimenti da svilupparsi riguarderanno i caratteri dei depositi di fondazione dei piloni del Ponte e delle opere di collegamento alla rete viaria e ferroviaria, la sua tettonica attiva, sempre con riferimento alla collocazione del Ponte, e la sua sismicità recente”. E si esprime la necessità di fare approfondimenti su “la geologia dei fondali marini dello Stretto di Messina e dei settori adiacenti, con particolare riferimento alle evidenze a mare di fagliazione, nonché di depositi e forme quali possibili indicatori di attività tettonica recente”.

Nel frattempo, l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha fatto delle dichiarazioni sull’argomento: “Già previste le raccomandazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici”.

Ma torniamo al documento del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Si mette in evidenza: “Il progetto esecutivo sarà basato su una revisione quanto più completa della letteratura scientifica relativa al quadro geo-sismotettonico dell’area, nonché sulle indicazioni tratte dalle banche dati del periodo successivo allo studio del progetto definitivo. In base alle prime evidenze, si ritiene che tali nuovi studi ed elementi di conoscenza non comportino impatti significativi sul progetto e in particolare sull’opera di attraversamento”.

Per il Consup servono nuove indagini sull’impatto sismico del progetto ponte

Per i tecnici del Consup, “è necessario condurre ulteriori indagini, a valle delle quali andrà rivalutata l’azione sismica di progetto”. In particolare, “si chiede di sviluppare un’analisi della sensibilità degli effetti sull’opera al variare dei valori assunti per le accelerazioni sismiche di progetto. Inoltre, si sottolinea l’importanza di svolgere un ulteriore approfondimento degli studi tesi a chiarire l’assetto strutturale della zona, l’eventuale presenza di faglie attive e non sismo genetiche e la conseguente possibilità di movimenti differenziali posti anche a bassa frequenza”.

Servono pure delle verifiche accurate in relazione alle torri e ai blocchi di ancoraggio. Molti gli aspetti, secondo il Consiglio superiore, da aggiornare: “Sarebbe necessario indicare nella relazione i giunti più sensibili al problema della fatica, sui quali è necessario porre ulteriore attenzione soprattutto in tema di controlli non distruttivi. Lo stesso progettista rileva nella sua relazione che è necessario aggiornare il progetto con maggiore incisività rispetto a quanto fatto in sede di progetto definitivo, andando in primis a sanare il vulnus maggiore rappresentato dall’assenza della definizione di classe di esecuzione”.

E ancora: “Con riferimento alle fondazioni e ai blocchi di ancoraggio, si prescrive che le verifiche sismiche non debbano limitarsi alla sola stabilità globale dell’opera, ma debbano includere anche la stima degli spostamenti permanenti, delle rotazioni e delle deformazioni indotte nelle fondazioni, nei blocchi di ancoraggio e nelle sottostrutture, mediante analisi capaci di rappresentare il comportamento non lineare dei terreni e degli elementi strutturali. Poiché l’efficacia dei blocchi di ancoraggio dipende in modo significativo dalle forze verticali generate dal loro peso proprio, è inoltre necessario svolgere analisi di sensitività rispetto alla accelerazione sismica verticale, individuando eventualmente il valore limite oltre il quale l’ancoraggio perde efficacia”.

Le incertezze sulla sorgente del terremoto del 1908

Questa una delle lacune evidenziate nel documento del Consiglio superiore: “Le incertezze sulla sorgente del terremoto del 1908 riflettono la mancanza di dati geofisici marini con risoluzione adeguata, necessari per definire in modo robusto la geometria, la continuità laterale e l’eventuale espressione superficiale delle strutture attive nello Stretto di Messina”.

In precedenza la presa di posizione di Doglioni: “Nuovi studi sulle faglie di Capo Peloro”

Vengono in mente le parole dell‘ex presidente dell’Ingv Carlo Doglioni: “Sulle faglie di Capo Peloro e nello Stretto servono nuovi studi”. A sua volta, la società Stretto di Messina ha cercato di rassicurare sul tema.

Le raccomandazioni e prescrizioni sugli acciai e materiali utilizzati

Ritornando al via libera del Consup, si chiede un esame sugli acciai e i materiali utilizzati: “L’approfondimento dovrebbe riguardare prioritariamente le categorie di materiali e componenti più significative per quantità, criticità o frequenza di sostituzione: acciai da carpenteria, acciai armonici per cavi e pendini, calcestruzzi, materiali per fondazioni e consolidamenti, pavimentazioni, trattamenti protettivi, sistemi di impermeabilizzazione e componenti impiantistiche rilevanti. La valutazione ambientale dovrà essere coerente con la logica di ciclo di vita dell’opera”.

In generale, “in relazione alle risultanze e al passaggio al livello di progettazione esecutiva, appare necessario un ulteriore adeguamento e approfondimento del piano delle indagini, finalizzato a definire con la massima accuratezza il profilo stratigrafico, le caratteristiche meccaniche, idrauliche e sismiche dei terreni interessati da tutte le opere previste. In particolare, tale approfondimento dovrà riguardare le fondazioni delle torri, i blocchi di ancoraggio, le opere terminali, le fondazioni del viadotto Pantano, quelle dei viadotti, delle gallerie e delle intersezioni delle opere di collegamento, sia sul lato Sicilia sia sul lato Calabria. L’approfondimento delle indagini dovrà tenere conto anche della considerevole evoluzione tecnologica e delle conoscenze che oggi rendono usuali indagini che all’epoca della redazione del progetto di prospetto e dI documento d’offerta venivano considerate avanzate (specie in relazione alle indagini sismiche)”.

“Procedure obsolete”, il progetto ponte va aggiornato secondo il Consiglio superiore dei lavori pubblici

E ancora: “Occorre procedere a verifica di ottemperanza alle prescrizioni anche al termine della c.d. “Fase A” del progetto esecutivo da parte del soggetto verificatore. In tal modo, la società “Stretto di Messina” potrà successivamente disporre di un quadro completo delle risultanze delle molteplici attività tecniche correlate alla fase medesima. Si tratterà, con tutta evidenza, di un sistema composito di risultati, estremamente articolato ed eterogeneo, da valutare in modo necessariamente organico e contestuale. Ciò al fine di individuarne i concreti effetti sulla successiva “Fase B” del progetto esecutivo. In altri termini, si dovranno stabilire e valutare preventivamente le condizioni tecniche per lo sviluppo delle attività previste nella “Fase B” con il necessario livello di conoscenza e di consapevolezza”.

Ed è “da sottolineare che buona parte delle informazioni disponibili, e in qualche modo da ritenersi più
significative ai fini della ricostruzione del quadro geologico, risale ad alcune decine di anni fa; esse sono quindi intrinsecamente basate su tecnologie operative oggi ampiamente superate. Peraltro, la stessa interpretazione del complesso delle indagini sismiche, stratigrafiche e di rilievo geologico e geomorfologico fa riferimento a procedure che, oltre a risultare talvolta obsolete, non sono certamente confrontabili con gli attuali standard qualitativi di elaborazione”.

In sostanza, all’interno del via libera del Consiglio superiore dei lavori pubblici, sono molti i punti su cui i tecnici invitano a fare chiarezza in oltre cento tra prescrizioni e raccomandazioni.

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