Il deputato regionale lancia l'allarme per le prossime mareggiate: «Centinaia di migliaia di euro di scogli abbandonati nel torrente per ignavia»
La certezza che le prossime mareggiate colpiranno duramente la zona sud di Messina accende lo scontro politico. Il deputato regionale Antonio De Luca, con un intervento diretto dal torrente Giampilieri, punta il dito contro l’amministrazione comunale per il mancato utilizzo dei massi destinati alla protezione della costa, attualmente depositati nell’alveo del corso d’acqua.
L’accusa: scogli pronti da agosto ma mai posizionati
Secondo il parlamentare all’Ars, il materiale necessario per mettere in sicurezza il litorale che va da Ponte Schiavo a Giampilieri sarebbe fermo da mesi nonostante l’urgenza degli interventi. «In diretta dal torrente di Giampilieri dove sono depositati centinaia di migliaia di euro di scogli che dovevano essere collocati dal Comune di Messina per proteggere il litorale che va da Ponte Schiavo a Giampilieri – dice -. Nei prossimi giorni sono previste mareggiate con onde alte fino a 4 metri che potrebbero mettere a rischio le case, il torrente potrebbe ingrossarsi e far crollare questi massi ostruendone il letto e la portata. I massi, frutto di più finanziamenti da me voluti in diverse leggi regionali, sono pronti da agosto e dovevano essere collocati a settembre e invece sono ancora qui».
L’appello a Palazzo Zanca e ai consiglieri
Il deputato sottolinea il pericolo di lasciare il materiale in quella posizione durante i mesi invernali, criticando le scelte del sindaco Federico Basile e sollecitando una reazione.
«Perché invece di minacciare dimissioni e sprecare soldi spostando sabbia il sindaco di Messina non ha fatto collocare i massi? Non crede sia pericoloso lasciarli accanto al torrente durante questi mesi invernali? Se qualcuno si farà male o se qualche proprietà verrà danneggiata o se questi massi verranno danneggiati da quello che accadrà nelle prossime ore, sappiate che stavolta qualcosa si poteva fare, ma per ignavia non é stato fatto. I consiglieri comunali e quelli della prima circoscrizione, perché non si ribellano?».
