Per la Uil, "si sta drammaticamente avviando a diventare la più grande e clamorosa incompiuta della Sicilia e del Paese". Critiche al commissario e al sindaco
“Cronaca di una morte annunciata. Il porto di Tremestieri, un appalto che ha già inghiottito un fiume di denaro pari a oltre 100 milioni di euro della collettività e che, secondo il cronoprogramma ufficiale doveva essere completato nel corrente mese di ottobre, si sta drammaticamente avviando a diventare la più grande e clamorosa incompiuta della Sicilia e, probabilmente, dell’intero Paese. Un esito che noi non accettiamo e combatteremo fino allo stremo. Purtroppo, gli odierni numeri reali relativi alla percentuale di realizzazione dell’opera sono impietosi e non lasciano spazio ad equivoci: le opere a terra sono permanente ferme al 50%, vale a dire la stessa percentuale di circa quattro mesi fa. Inoltre, i lavori a mare sarebbero inchiodati a meno del 35% del totale”. Così Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, che interviene ancora una volta.
Dalla Uil critiche al commissario e al sindaco, “il presidente dell’Adsp convochi un Tavolo sul porto di Tremestieri”
Il segretario critica “l’assordante silenzio del commissario per la non realizzazione del porto di Tremestieri Di Sarcina. Come se non bastasse, abbiamo appreso dalla stampa che il commissario Di Sarcina si è accorto, a ridosso della data ufficialmente prevista per la conclusione dell’opera, che mancano all’appello altri 11,5 milioni di euro (l’ennesima necessità di risorse economiche) da richiedere alla Regione, ai quali si sono devono considerare gli ulteriori 7 milioni già finanziati dal ministero. Si tratta dell’ennesima mossa tipica del gioco dell’oca che punta a farci tornare drammaticamente al punto di partenza, vale a dire: prendere atto dell’impossibilità di concludere il porto di Tremestieri che, fra l’altro, a causa delle ipotetiche mareggiate tipiche dell’imminente stagione invernale, potrebbe vedere compromesse e distrutte anche le lavorazioni effettuate, specie quelle a mare. Un vero e proprio indecente capolavoro realizzato sulla pelle e sulle tasche della collettività con evidente soddisfazione dei sabotatori dell’opera”.
E ancora: “Assistiamo a un fallimento amministrativo senza appello. In tal senso, proprio per la delicatezza della questione e per la indispensabile necessità di assumere iniziative pubbliche caratterizzate da trasparenza, comunicazione ai cittadini e confronto con le istituzioni e le parti sociali appare, contestualmente, fortemente discutibile la diserzione del sindaco di Messina Federico Basile che, nonostante il Comune sia committente dell’opera, si ostina a non volere convocare il tavolo istituito lo scorso 19 gennaio a Palazzo Zanca e mai più convocato nonostante le nostre reiterate richieste”.
Continua Tripodi: “Nulla accade per caso ed è una chiara scelta politica che, evidentemente, punta ad evitare e derubricare l’argomento “porto di Tremestieri” cancellandolo definitivamente dall’agenda della sua amministrazione comunale. Preso atto di tutto ciò e, a meno di novità straordinarie, consci della mancanza di volontà di riunire il citato Tavolo, ammazzato nella culla, chiediamo formalmente al presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto Francesco Rizzo, in nome del senso di responsabilità nei confronti della città e dei messinesi, di assumere una formale iniziativa e di convocare tutti gli attori coinvolti nella realizzazione del porto di Tremestieri insieme al sindacato per fare chiarezza, assumere eventuali iniziative e comunicare la reale situazione dell’opera che, lo ribadiamo, dobbiamo scongiurare che diventi l’ennesima incompiuta del territorio”.

