Porto di Tremestieri, variante in corso. Da marzo lavori per la nuova banchina. FOTO - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Porto di Tremestieri, variante in corso. Da marzo lavori per la nuova banchina. FOTO

Marco Ipsale

Porto di Tremestieri, variante in corso. Da marzo lavori per la nuova banchina. FOTO

giovedì 05 Dicembre 2019 - 12:17
Porto di Tremestieri, variante in corso. Da marzo lavori per la nuova banchina. FOTO

Entro dicembre i risultati delle indagini sul sottosuolo, a gennaio la variante. Tra febbraio e marzo l'avvio della fase clou dei lavori. Il ritardo attuale è di circa nove mesi

MESSINA – Il 9 novembre 2018 la consegna, a marzo 2021 la fine. Non saranno rispettati i tempi previsti per i lavori del nuovo porto di Tremestieri, ma questo già si sapeva, oggi si è fatta chiarezza sul nuovo cronoprogramma. Circa nove mesi di ritardo, dunque il nuovo obiettivo è di avere l’opera pronta entro il 2021.

Anche i motivi erano conosciuti, ora sono stati spiegati con dovizia di particolari dal direttore dei lavori, l’ing. Pietro Certo. Da progetto, si pensava di chiudere la prima fase a maggio, dopo la prima bonifica ambientale, ma ne serviva un’altra perché sono stati trovati circa 700 massi artificiali nel sottosuolo. E allora si pensava di arrivare a novembre, ma anche questo step è saltato per il ritrovamento di altro materiale “duro” anche a sud, il “beach rock”. “Entro dicembre avremo il risultato delle indagini sul sottosuolo – dice Certo -, a gennaio faremo una variante strutturale, che ha bisogno solo di un’autorizzazione sismica da parte del Genio Civile, tra febbraio e marzo potremo iniziare la costruzione della nuova banchina”.

LA PRIMA BONIFICA: NOVEMBRE 2018 – MAGGIO 2019

La prima sorpresa è stata la presenza di 20mila metri cubi di rifiuti nel sottosuolo, soprattutto “sfabbricidi”, vicino alla zona della ferrovia. Sono stati caratterizzati e poi portati in discarica, l’area così bonificata. Si è lavorato su un fronte lungo 950 metri e largo 100 metri, circa 10 ettari, fino ad una profondità media di circa un metro.

DA MAGGIO 2019 AD OGGI

Alla profondità di un metro e mezzo e fino a tre metri, altro imprevisto in corrispondenza del torrente Guidari. C’erano circa 700 massi, posizionati tra gli anni ’60 e ’70 a protezione della ferrovia, ognuno dal peso di 13 tonnellate, ora portati alla luce e caratterizzati. “Siamo fiduciosi di poterli riusare a protezione della costa a nord del porto” – prosegue l’ing. Certo. Poi il “beach rock”, cioè rocce sedimentarie cementate sul litorale.

LA NECESSITA’ DI UNA VARIANTE E LA NUOVA BANCHINA

Il progetto prevedeva la realizzazione di un diaframma a separazione tra la banchina portuale e il mare, che si può fare solo in presenza di materiale sciolto, come sabbia o ghiaia. Bisognerà posizionare, invece, dei pali accostati, presumibilmente a partire dal mese di marzo. Ma si potrà essere più precisi solo al termine delle indagini, che forniranno i parametri geotecnici, poi sarà pronta la variante e verrà fatto un atto aggiuntivo con il nuovo cronoprogramma. Dal punto di vista economico cambia poco. La struttura coi pali è leggermente più costosa ma ci sono le somme a disposizione tra gli imprevisti.

IL RUP LEOTTA: “NON ERA PREVEDIBILE”

Non si poteva studiare il sottosuolo in fase progettuale? “E’ stato fatto – spiega il responsabile unico del procedimento, l’ing. Vito Leotta -, ma è un’area vastissima soggetta ad imprevisti e ritrovamenti. La macchina che fa i sondaggi preliminari trova sabbia compatta e cementata, che si sgretola, perché il ‘beach rock’ non è continuo, ma a chiazze”.

MONDELLO: “PRIORITA’ ALLA QUALITA’ DEI LAVORI”

“Non si poteva pensare a 700 massi coperti in fase progettuale – aggiunge il vicesindaco Salvatore Mondello -. Le criticità rientrano nelle normali attività di un cantiere. Si è atteso tantissimo prima di iniziare questi lavori, se c’è un ritardo di nove mesi non fa grande differenza, è giustificato da un contesto importante. La differenza la fa, invece, il fatto che le opere devono essere fatte bene”.

IL DRAGAGGIO

Nel frattempo, è iniziato il maxi dragaggio da 900mila metri cubi di sabbia. Finora ne sono stati tolti 100mila e i primi risultati si vedono su due fronti: il primo è che è tornata la sabbia sulle coste di Contesse e di via Veglia a Tremestieri; il secondo riguarda l’insabbiamento del porto attuale, che avviene ancora, basti pensare che l’ultimo dragaggio risale ad appena quattro giorni fa, ma in misura minore. “Con l’ultima mareggiata sono entrati circa 5mila metri cubi di sabbia, fino a poco tempo fa sarebbero stati molti di più” – spiegano i tecnici. E siamo solo ad un nono dell’intervento. Quando verranno eliminati tutti e 900mila i metri cubi di sabbia, l’insabbiamento dovrebbe diventare un ricordo, anche perché a sud del porto, dopo la banchina, verrà realizzata una “trappola delle sabbie”, che dovrà essere svuotata periodicamente in modo preventivo.

(Marco Ipsale)

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