I 5Stelle: "Sì al dissesto no all'Ammazza Messina. Oggi in aula votiamo no" - Tempostretto

I 5Stelle: “Sì al dissesto no all’Ammazza Messina. Oggi in aula votiamo no”

Francesca Stornante

I 5Stelle: “Sì al dissesto no all’Ammazza Messina. Oggi in aula votiamo no”

lunedì 15 Ottobre 2018 - 08:38
I 5Stelle: “Sì al dissesto no all’Ammazza Messina. Oggi in aula votiamo no”

I consiglieri comunali dei 5Stelle hanno voluto dire chiaramente che oggi non approveranno il pacchetto Salva Messina proposto dal sindaco De Luca. "Si dichiari il dissesto"

«Abbiamo valutato e analizzato tutta la situazione sull’Ammazza Messina. Abbiamo voluto avvalerci dei pareri dei nostri esperti regionali e nazionali. Noi voteremo no. Siamo contrari alle misure che ci ha presentato l’amministrazione. Non possiamo accettare queste condizioni di macelleria sociale. Non possiamo, anche ideologicamente, permettere che si possa immaginare di privatizzare i servizi essenziali come rifiuti, trasporti e acqua».

Ha esordito così il capogruppo consiliare del Movimento 5Stelle Andrea Argento oggi schierato insieme ai colleghi consiglieri e con il supporto dei deputati regionali Valentina Zafarana, Antonio De Luca, Francesco D’Uva e la senatrice Grazia D’Angelo.

Dal Salone delle Bandiere hanno voluto dire chiaramente alla città, prima di entrare in aula per il consiglio comunale, che voteranno no al Salva Messina, definito dai 5Stelle “Ammazza Messina”.

«Ci sono stati prospettati solo tagli a livello occupazionale, noi mai avremmo immaginato di trovarci ad affrontare questa situazione. Messina è già in condizione di profondo disagio sociale, non c’è neanche bisogno di dirlo. Non possiamo immaginare che si taglino 500 posti di lavoro e non lo accetteremmo anche se fosse una sola famiglia. Si stanno scambiando vittime e carnefici. I lavoratori a nostro avviso sono vittime, i rappresentati della vecchia politica si sono fottuti i voti di queste persone.

La nostra non è una scelta politica è un dato di fatto: Messina deve dichiarare il dissesto. Quella politica infame deve assumersi le responsabilità della crisi di questo ente.

I cittadini stanno già pagando gli effetti del dissesto. Imu, Tari con copertura 100%, servizio idrico con copertura all’80%, servizi a domanda individuale al 36%, speda per i dipendenti comunali al 50%. Bisogna mettere un punto e ripartire con il dissesto».

Gaetano Sciacca: «Voglio dire al sindaco una parola: vergogna. Quando tagli anche solo un posto di lavoro, ci presenti un pacchetto di proposte irricevibili. Vuole tagliare 40 posti a Casa Serena, ma anche se fossero 12 non si possono sottovalutare. Basta tagliare i Cda delle partecipate, si spendono 150 mila euro l’anno a persona per 8 membri dei Cda nominati da De Luca. Tagliamo i Cda e salviamo 12 lavoratori. Se imposti l’amministrazione secondo canoni di efficienza, efficacia ed economicità, basterebbe questo ma è chiaro che il sindaco ha altri obiettivi.

Cristina Cannistrà: «Ci sono delle contraddizioni in questo “pacco”. Da un lato si vuole privatizzare e dall’altro internalizzare. I servizi sociali hanno bisogno di ristrutturazione del sistema, bisogna smettere di tenere in ostaggio i lavoratori a ridosso delle campagne elettorali. Si destabilizzano persone deboli, basti pensare a casa Serena dove si trovano persone che hanno già dovuto lasciare la loro casa e per la seconda volta si trovano perdere la loro casa. Siamo per i servizi pubblici, i servizi essenziali. Il privato ha un fine ed è l’utile, mentre i servizi essenziali devono avere come fine il benessere sociale, la solidarietà sociale. Il sindaco parla di utilizzare i fondi extra comunali siamo d’accordo, ma fondi che ad oggi non sono mai stati utilizzati a regime. Il sindaco parla di doppioni che si sono verificati perché i progetti sono rimasti nei cassetti. Bisogna cambiare rotta ma con la volontà e l’impegno di pensare ai cittadini. E’ giusto che oggi paghi chi ha lasciato questa situazione. Non so se il dissesto è la soluzione, sono i numeri a parlare. I cittadini sono già con le tasse al massimo e già vivono misure da dissesto. Quale sarebbe la differenza? Perdere anche posti di lavoro? Non ci stiamo».

Paolo Mangano: «Il piano di riequilibrio è un atto di vero egoismo perché permetterebbe di amministrare per altri cinque anni. Sono giovanissimo e sulle spalle sento il peso di dover tutelare migliaia di giovani che vivono in questa città e sono stanchi di dover difendere chi ha lucrato sulla città. Necessario un cambiamento.

Francesco Cipolla: «Il sindaco ha sempre dichiarato che è stato criminale chi non ha dichiarato il dissesto nel 2013. Se in questi cinque anni le cose peggiorate perché oggi non dichiara il dissesto?»

Serena Giannetto: «La nostra non è una scelta politica ma una presa d’atto».

La parola è passata poi ai deputati.

Valentina Zafarana: «Le nostre voci si uniscono a quanto già esplicitato dal gruppo consiliare. Siamo qua in rappresentanza di un percorso e di una posizione già tenuta cinque anni fa. Non è un approccio aprioristico, c’è una necessità di verità che si esplicita attraverso una presa d’atto di come stanno le cose. Il sindaco porta in aula un documento che a tratti sembra psichedelico e che non può essere posto al consiglio. I consiglieri non sono stati messi a conoscenza di fare le carte che riguardano la situazione del Comune. Si parla di esuberi, il sindaco deve fare chiarezza. Buona parte dei comuni in riequilibrio oggi non riescono a mettere un punto. Non si riesce a cristallizzare la situazione debitoria. Le condizioni di dissesto non porta tagli di posti di lavoro perché il comune è sotto soglia di dipendenti. I servizi non sarebbero dimezzati. In finanziaria regionale è stato inserito unn emendamento per equipararei comuni in dissesto a comuni in riequilibrio. Cristallizzando la situazione si può iniziare a capire di chi sono questi debiti, chi sono i creditori e chi è in regola non ha nulla da temere. Continuiamo a essere nelle sabbie mobili, bisogna mettere la parola stop e ricominciare farebbe sì che dopo 5 anni potremmo anche iniziare ad avere sgravi dalle nostre tasche. Siamo qui a fare politica.

Francesco D’Uva:«Il movimento è unico e si muove in modo unitario. Qui intanto serve un’operazione verità che ancora non c’è stata. Siamo di fronte a un “Privatizza Messina, forse”. I principi del movimento non possono farci essere d’accordo. E’ il caso di rilanciare? I consiglieri stanno dicendo che bisogna andare avanti, non basandosi su delle carte che non spiegano ai cittadini cosa cambia davvero per loro. Lo diciamo noi: nulla».

NOMINE COMMISSIONE URBANISTICA

Sciacca: «E’ stata utilizzata una logica spartitoria nella commissione urbanistica nonostante il sindaco si sforzi sempre a parlare di meritocrazia. E’ chiara la presenza di personaggi politici che nel bene e nel male hanno condizionato le scelte.

CASO MONDELLO

E’ sempre Gaetano Sciacca a rispondere sul caso giudiziario che riguarda il vicesindaco Salvatore Mondello. «Il fatto di non aver preso posizione sul vicesindaco dimostra quanto non abbiamo voluto speculare. E’ gravissimo che il vicesindaco faccia un documento falso. Al di là dell’aspetto penale è un problema etico e morale.

CANNISTRA’ NEI SERVIZI SOCIALI

Cristina Cannistrà che presiede la commissione servizi e che è operatrice nel settore ha risposto alla possibilità incompatibilità del suo incarico: «Non c’è alcuna incompatibilità e anzi il movimento 5Stelle mi ha dato la possibilità di dare il mio contributo in questo settore che conosco molto bene».

Francesca Stornante

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2 commenti

  1. Vi preoccupati degli esuberi? ma non dovete dare 780 euro di redditi di cittadinanza? allora qual’è il problema? state mentendo?

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  2. Per il sindaco perdere 500 posti non è un problema…. Licenziamenti di massa!

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