Dal Prg al PiCo, il Piano Regolatore Condiviso. Parole d’ordine: ridurre e riusare - Tempostretto

Dal Prg al PiCo, il Piano Regolatore Condiviso. Parole d’ordine: ridurre e riusare

Marco Ipsale

Dal Prg al PiCo, il Piano Regolatore Condiviso. Parole d’ordine: ridurre e riusare

martedì 10 Dicembre 2013 - 14:17

L’assessore all’Urbanistica, Sergio De Cola, ha presentato l’iter per la definizione del nuovo Piano Regolatore Generale che, nelle previsioni, approderà in Consiglio comunale nel novembre 2015. I cittadini potranno inviare le proprie proposte entro il 9 febbraio. In aprile, invece, verrà mandata in Consiglio una variante di salvaguardia, il cosiddetto “Salva Colline”, già deliberato dal consesso precedente

Dal 2007 al 2010, in Italia, sono stati costruiti circa 300mila appartamenti, dei quali circa 120mila sono rimasti invenduti. Nel 2010, su tutto il territorio nazionale, esistevano 5 milioni e 200mila case vuote e 20 milioni di metri quadrati di aree ferroviarie dismesse, di cui 9,5 milioni nei centri urbani. Sono i dati dell’indagine conoscitiva del mercato immobiliare redatta dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.

Non ci sono ancora dati esatti per ciò che concerne il Comune di Messina, ma dai numeri dell’Ufficio Statistica, ai quali verranno aggiunti nuovi studi, viene fuori un quadro non diverso rispetto a quello dell’intero territorio italiano: migliaia di case sfitte e, in generale, un consistente patrimonio inutilizzato.

Partirà da queste analisi il nuovo piano regolatore generale di Messina, le cui basi sono state esposte stamane in conferenza stampa dall’assessore all’Urbanistica, Sergio De Cola: “Abbiamo individuato alcune parole chiave – ha dichiarato -. Vogliamo ridurre il consumo di suolo, riusare l’esistente e le aree dismesse, riciclare edifici e complessi, cioè dare loro nuova vita, riutilizzando anche aree che hanno avuto altre destinazioni d’uso”.

E’ già pronto un cronoprogramma, che però sarà soggetto ad ulteriori approfondimenti. L’obiettivo è quello di presentare in Consiglio comunale il nuovo prg nel mese di novembre del 2015, praticamente fra due anni. Il piano precedente fu approvato nel 1998, ma firmato dalla Regione solo nel 2002. Stavolta ci sono buone probabilità che le lungaggini non si ripropongano poiché nel disegno di legge sulle città metropolitane, in discussione alla Regione, è previsto il passaggio di competenze per la pianificazione urbanistica. Una volta approvato dal Consiglio comunale, il prg sarebbe subito vigente.

L’amministrazione comunale si muoverà anche su un’altra strada, che dovrà avere effetti più a breve termine. Tra quattro mesi, infatti, è previsto che arrivi in Consiglio comunale una variante di salvaguardia, la delibera cosiddetta “Salva Colline”, approvata dal consesso precedente ma mai realizzata. Prevede lo spostamento della cubatura nelle aree ex Zir e Zis trasferite al Comune nel marzo di quest’anno ma per le quali una legge regionale prevede che si possa intervenire solo con manutenzioni ordinarie. De Cola ha chiesto alla Regione che siano consentite almeno la manutenzione straordinaria e i cambi di destinazione d’uso, nell’attesa dell’individuazione di nuove aree.

Come si è operato finora per la realizzazione del “Salva Colline”, lo ha spiegato l’ing. Raffaele Cucinotta, del dipartimento Pianificazione Urbanistica: “L’anno scorso, l’amministrazione ha commissionato all’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ndr) uno studio sulla propensione al dissesto del territorio, che è stato consegnato quest’anno. Sarà confrontato con il piano geologico previsto dalla variante generale al prg, che è datato perché risale ai primi anni ’90 ma rappresenta comunque uno fotografia del territorio. Verranno ridotti gli indici in tutte le aree con propensione al dissesto, a partire da colline e torrenti”.

Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, il nuovo Prg è un PiCo, nuovo acronimo coniato per indicare un Piano regolatore Condiviso: “Iniziamo – ha affermato l’assessore De Cola – con una richiesta rivolta a tutti i cittadini messinesi. Quella di fornire input, idee e proposte perché riteniamo che tutti possano dire cosa pensano o esporre esigenze non ancora percepite. I risultati della consultazione saranno esaminati per individuare i temi principali e concordare le linee generali, attivando dei tavoli di confronto aperti a tutti e in particolare ai rappresentanti delle categorie, che potranno anche proporre ipotesi progettuali. Ovviamente non tutto quello che sarà richiesto potrà essere recepito nel piano ma sarà sicuramente valutato con attenzione. Abbiamo previsto anche dei momenti formativi e di dibattito. Faremo una serie di iniziative nelle scuole e nei centri commerciali ed abbiamo già incontrato i presidenti delle circoscrizioni”.

De Cola prende a modello le idee di un noto urbanista italiano, Mosè Ricci, che propone di considerare l’urbanistica non più solo come un sistema di misure, ma come un mezzo per arrivare ad un sistema di valori tale da migliorare la qualità della vita e creare una nuova economia che non sia solo speculazione e consumo di suolo.

Terminata la prima fase di consultazione, andranno valutati i dati reali che fotografano la città. “Abbiamo avanzato una richiesta al ministero della Difesa – conclude De Cola – per avere alcune aree militari inattive, anche se l’unica realmente dismessa è l’area logistica di via Bonino. Stesse analisi andranno fatte anche per le aree ferroviarie non più utilizzate e per i beni già di proprietà comunale o regionale. Il Margherita, ad esempio, è ancora di proprietà della Regione, anche se ci è stato detto che forse ci verrà ceduto. Noi speriamo che questo avvenga presto anche se poi, per ristrutturare un complesso così grande, serviranno molti soldi. Abbiamo un’idea generale ma se dovessero arrivare molti suggerimenti in direzione opposta siamo pronti a valutarli”.

Chi desidera partecipare all'iniziativa per la condivisione del "Pico" dovrà inviare la propria proposta, entro il 9 febbraio prossimo, con indicazioni relative a nuovi spazi urbani; servizi ed attrezzature (strade, piazze, parchi o scuole); nuove costruzioni o interventi su quelle esistenti; la comprensione delle potenzialità del territorio; la conoscenza delle aspettative dei cittadini; o proporre anche un aggettivo da associare alla città o uno slogan che descriva lo spirito del piano. Le idee progettuali dovranno riguardare i temi dell'ambiente, verde pubblico e rifiuti; i luoghi pubblici di incontro, piazze, parchi e spazi gioco; la riqualificazione dei quartieri, la dotazione di servizi e il recupero di edifici; la mobilità urbana, accessibilità, parcheggi ed aree pedonali. Le proposte potranno essere consegnate, stampate su carta, direttamente alla circoscrizione di appartenenza; oppure inviate tramite posta elettronica all'indirizzo pico@comune.messina.it; oppure attraverso il sito http://www.google.it/int/it/earth/ creando un segnaposto localizzato nella zona di interesse, inserendo i propri dati e un commento nel campo ed infine inviandolo all'indirizzo pico@comune.messina.it.

(Marco Ipsale)

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13 commenti

  1. e il santuario per il Dalai lama dove lo faranno?

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  2. nel soggiorno di casa tua spero!

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  3. Caro STIGNINO, purtroppo non è rimasto un mm2 di territorio per costruire un canile, abitazione ideale per gli AMATRAVAGGHIARI DEL CEMENTO. Non sottovalutare l’importanza di un piano regolatore, quello precedente ha compromesso lo sviluppo economico e sociale di Messina, è una delle cause per cui i nostri figli o nipoti partono per sempre, ha generato ghetti o dormitori come la collina di Ganzirri, reso una città immobile, favorito la perduta identità dei quartieri e dei villaggi, infine è stato un inno all’abusivismo legittimo, categoria catastale inventata a Messina. In cambio si è arricchità la rendita fondiaria, in mano a una esigua minoranza di messinesi, ricchi anche i palazzinari, molti dei quali avvolti nella nebbia, e almeno due generazioni di manovali e muratori in nero, senza copertura INAIL e INPS, in futuro senza pensione. Hai ancora voglia di ironizzare?

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  4. COMMENTO APERTO A SERGIO DE COLA. Cosa dovrebbe restituirci PICO? UN LIBRO PREZIOSO da custodire nelle nostre case, non soltanto in quelle degli addetti ai lavori o della rendita fondiaria o immobiliare, ricco di disegni, fotografie, vedute e paesaggi. Sfogliandolo ci voglio trovare UN RACCONTO INEDITO della URBS MESSANA, la Messina città dell’area dello Stretto, i suoi quartieri e le voci delle genti, voglio conoscere i pieni e i vuoti della mia terra, quale mobilità urbana, quale consumo di suolo, densità, dotazione di servizi, quale ascolto e identità dei nostri villaggi. Ci voglio trovare LA MESSINA ATTRAENTE, cioè la città metropolitana, il suo sviluppo urbano in sintonia con i progetti delle sue infrastrutture, voglio leggere come incentivare la creatività e il terziario, o come tuteliamo i monumenti e il paesaggio per tutti. Voglio leggere della MESSINA VIVIBILE, come endere possibile un parco urbano, come preservare e promuovere un uso produttivo del terreno agricolo, come rinnovare e rendere funzionale il territorio contaminato o dismesso, come spingere verso una politica energetica innovativa. Voglio trovarci LA MESSINA EFFICIENTE, PICO che guardi alla qualità dei servizi, che punti alla centralità dei quartieri, al verde pubblico e privato, che insegni a fare manutenzione, o come fare incontrare il pubblico e il privato, o come portare il livello di governo del territorio più vicino al cittadino. Ai giovani messinesi PICO deve mostrare LA NUOVA VISIONE DELLA CITTA’, quali temi dello sviluppo economico, quale trasformazione della città esistente. In questo libro ci voglio tante foto dei nuclei di antica formazione o degli ambiti urbani consolidati, dei forti Umbertini o del Gonzaga o del San Salvatore, insieme agli elementi grafici d’innovazione urbanistica proposti ai messinesi. Tralascio, per ora, gli elementi d’innovazione normativa, come la PEREQUAZIONE, da utilizzare come strumento di equità e efficacia del piano o gli strumenti di incentivazione per una edilizia privata sostenibile o le strategie per il commercio e l’artigianato o i grandi progetti d’interesse pubblico. Caro assessore, la tua BUONA FORTUNA, in questo impegno, è anche la nostra.

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  5. la mia umile dimora non è confacente al Dalai Lama, l’avrei ospitato volentieri

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  6. ” … da piccolo, quando andavo al circo,
    ridevo tantissimo guardando i pagliacci e le loro pagliacciate
    Oggi , senza andare al circo, vedo tanti pagliacci
    e le loro pagliacciate …..”.

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  7. l’unico avvolto dalla nebbia sei tu e, da quello che scrivi, non deve essere fumo di buona qualità

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  8. Salvatore Vernaci 10 Dicembre 2013 21:33

    Prima di avviare l’iter per un nuovo PRG, è necessario ed indispensabile procedere alla realizzazione di uno studio preliminare dello STATO DI FATTO, dato che il precedente risale agli anni 90. Concordo con il “Pico” perché un buon PRG deve tendere a riqualificare il territorio con l’obiettivo di renderlo più qualitativamente vivibile e questo può avvenire se ai Cittadini viene data la possibilità di decidere circa il destino del loro territorio.

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  9. Pico e Pala due attrezzi da lavori utili per costruire i palazzi. Un buon auspicio per il Nuovo PRG

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  10. Ma quello che tu cerchi c’è già, si chiama google earth. Guardale la le foto della città. Secondo me senza una visione della città già delineata dalla amministrazione, la consultazione dei cittadini è solo un pretesto per allungare i tempi e nascondere la completa mancanza di idee e di sviluppo del territorio. La conferenza stampa, per come raccontata dalle TV non mi è sembrata granché. Speriamo bene.

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  11. Carissimo GALLUPPO, ti ringrazio di cuore per la tua bellissima frase, mi piace intravedere il messinese verace, fiducioso e senza pregiudizi, in questo caso di un altro messinese, Sergio DE COLA, ingegnere urbanista, a cui tutti riconoscono serietà e preparazione, assessore migliore, Messina, non avrebbe potuto avere, ma nello stesso tempo inviti con garbo a lavorare di PICO e PALA, facendo intendere di comprendere, a differenza di tanti nostri concittadini, l’importanza vitale di un piano di governo del territorio. Utilizzi una parola desueta e antica per PICO, a u s p i c i o, c’è dentro AVIS, l’uccello che sorvoli la falce, SPICIO e la guardi con amore. Augurio migliore non potevi fare. Il mio impegno è di azzannare gli AMATRAVAGGHIARI DEL CEMENTO e i Consiglieri Comunali che osino mettersi di traverso a PICO, i veri nemici di Messina e dei messinesi.

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  12. eh si …. devi proprio cambiare fornitore !!!!

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  13. e se a “Pico e pala” avessi aggiunto “con sudore della fronte”, avresti scritto un poema. Grazie

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