Gettonopoli, tocca ai testimoni: Le Donne prende tempo - Tempo Stretto

Gettonopoli, tocca ai testimoni: Le Donne prende tempo

Alessandra Serio

Gettonopoli, tocca ai testimoni: Le Donne prende tempo

lunedì 27 Febbraio 2017 - 16:47
Gettonopoli, tocca ai testimoni: Le Donne prende tempo

Il segretario generale è l'unico degli indagati che, pur non rispondendo oggi, si è detto comunque disponibile a tornare sul banco dei testimoni. La consulente di Adamo demolisce il criterio della compensazione.

I testimoni principali non deporranno più. Puntuale in udienza è arrivato "l'effetto" degli avvisi di garanzia ai segretari di commissione ed al segretario comunale, ora indagati anche loro per la Gettonopoli di Messina. Oggi sul banco dei testimoni, al processo in corso davanti la Prima sezione penale del Tribunale, toccava ai segretari Guttarolo e Ceraolo, assistiti dall'avvocato Bonni Candido. I due si sono dichiarati indagati in procedimento connesso e, avvalendosi della facoltà riconosciuta loro dalla procedura, si sono rifiutati di farsi interrogare.

Lo stesso ha deciso il segretario generale Antonio Le Donne. A differenza degli altri due, Le Donne ha però precisato di essere comunque a disposizione della Corte, di voler tornare a testimoniare, previo consulto col proprio legale. Non avendo ancora avuto la possibilità di consultarlo, visto che l'informazione di garanzia gli è stata notificata recentissimamente, il segretario ha risposto che per il momento preferisce soprassedere.

E' toccato poi ai testimoni citati dal consigliere comunale Libero Gioveni, ovvero i colleghi d'aula Giuseppe Trischitta, Antonella Russo, Donatella Sindoni e Claudio Cardile. I quattro hanno sostanzialmente ripercorso le loro memorie difensive, depositate agli atti durante le indagini, chiuse per loro con l'archiviazione.

Prima di aggiornare l'udienza al prossimo 14 marzo, la parola è andata al consulente di parte di Piero Adamo, assistito dall'avvocato Francesco Rizzo. Un esame in parte molto tecnico ma anche molto esaustivo, quello della professoressa Marina Trimarchi, che ha contestato in particolare il criterio di compensazione utilizzato dalla Procura. Fuor di tecnicismi, per quanto è possibile, la dottoressa Trimarchi ha spiegato che secondo lei la Procura non ha tenuto conto di alcuni aspetti invece importanti, per cui i calcoli sarebbero quanto meno incompleti.

Poco prima delle 15 la dottoressa Silvana Grasso, presidente della Corte, ha rinviato il processo tra due settimane per dare la parola ai testimoni citati da Carlo Abbate, Nicola Cucinotta, Andrea Consolo e Angelo Burrascano.

Alessandra Serio

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