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Chiusura uffici postali, parte da Campogrande di Tripi la mobilitazione della Cisl

Chiusura uffici postali, parte da Campogrande di Tripi la mobilitazione della Cisl

lunedì 23 Febbraio 2015 - 16:39

Il sindacato si batte contro il provvedimento dell'azienda. Importante la presenza del vicesindaco di Tripi Andrea Rizzo e del consigliere Renzo Fugazzotto a testimonianza del disagio della comunità. Sabato 28 manifestazione a Pezzolo

Parte la campagna di mobilitazione della Cisl Poste di Messina contro il taglio di 13 uffici postali nei comuni più disagiati della provincia. Questa mattina una folta delegazione del sindacato ha promosso una manifestazione a Campogrande di Tripi alla quale hanno preso parte anche esponenti politici e semplici cittadini del comune tirrenico.

La chiusura degli uffici postali investe tutta la popolazione e la Cisl, compatta con tanti segretari di categoria (Bruno Zecchetto per la Fnp Cisl, Calogero Emanuele per la Cisl Fp, Sabina Barresi per la Fai Cisl e Roberto Isgrò per la Cisl Barcellona), ha voluto avviare la sensibilizzazione sul territorio. Importante la presenza del vicesindaco di Tripi Andrea Rizzo e del consigliere Renzo Fugazzotto a testimonianza del disagio della comunità.

“In Sicilia sono 27 gli uffici postali destinati a chiudere – ha ricordato Giuseppe Lanzafame, segretario regionale della Cisl Poste – il caso di Campogrande è eclatante perché l’azienda, qui, non ha in carico né l’affitto del locale né le utenze, tutte a spese del Comune. È una battaglia che avviamo insieme alle comunità, in tutta la Sicilia, per portare a casa un risultato in termini di utilità sociale e occupazionale”.

“La chiusura dell’ufficio postale di Campogrande – aggiunge Gisella Schillaci, segretario provinciale della Cisl Poste – si capisce ancora meno perché proprio questa sede è una di quelle più produttive del circondario in riferimento anche al bacino d’utenza. Campogrande è solo la prima tappa, sabato 28 saremo a Pezzolo, frazione di Messina pesantemente condizionata dalla chiusura dell’ufficio postale a causa della mancanza di collegamenti con i mezzi pubblici e la notevole distanza dal più vicino ufficio postale”.

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2 commenti

  1. Poste Italiane è una Holding che pensa al profitto e non alle persone. Un ufficio che incassa poco ed ha due impegati che costano 30.000 euro l’anno, deve produrre 60.ooo euro, altrimenti si chiude. E’ la politica del profitto e nessuno può dare torto ad una azienda che cerca di trovare un equilibrio tra ricavi ed uscite. Oggi le varie utenze possono essere pagate tramite un tabacchino o internet, dunque tutto questo disagio non so se ci sarà. Penso che gli impiegati che avevano un posto di lavoro dietro casa cerchino di mantenere lo status quo e non essere trasferiti ad altro sito.

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  2. Poste Italiane è una Holding che pensa al profitto e non alle persone. Un ufficio che incassa poco ed ha due impegati che costano 30.000 euro l’anno, deve produrre 60.ooo euro, altrimenti si chiude. E’ la politica del profitto e nessuno può dare torto ad una azienda che cerca di trovare un equilibrio tra ricavi ed uscite. Oggi le varie utenze possono essere pagate tramite un tabacchino o internet, dunque tutto questo disagio non so se ci sarà. Penso che gli impiegati che avevano un posto di lavoro dietro casa cerchino di mantenere lo status quo e non essere trasferiti ad altro sito.

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