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Il Liceo La Farina lotta per la democrazia. Assemblea degli studenti davanti la scuola

Claudio Panebianco

Il Liceo La Farina lotta per la democrazia. Assemblea degli studenti davanti la scuola

lunedì 30 Novembre 2015 - 13:39
Il Liceo La Farina lotta per la democrazia. Assemblea degli studenti davanti la scuola

Questa mattina, dopo lo sgombero del Liceo La Farina avvenuto sabato scorso, gli studenti hanno deciso di manifestare il loro dissenso nei confronti dell'atto e delle decisioni prese dalla Dirigenza. I ragazzi sono stati sostenuti anche da alcuni genitori

Era, a quanto pare, solo l'inizio e non la fine. Sabato scorso, intorno alle 6:30 – 7 del mattino, il reparto Digos sgomberava i locali del Liceo La Farina, occupato da giovedì, identificando i 13 ragazzi che dormivano al suo interno. Una vera e propria faida quella che si è creata tra studenti, Dirigenza e componente dei genitori, che si è alimentata durante il weekend.

I giovani non si sono fermati e questa mattina, proprio davanti il portone di Via Oratorio della Pace, si sono riuniti per manifestare totalmente il loro dissenso: decine di studenti, infatti, vestiti di nero, a lutto, per testimoniare la morte della democrazia, come loro stessi dichiarano, hanno dato luogo ad un'assemblea autoconvocata dove chiunque ha potuto esprimere il suo parere. I rappresentanti d'istituto Giuseppe Aloisi, Nicola Ialacqua, Enrico Zagami e Roberto D'Andrea non hanno mosso un passo indietro, spiegando come saranno i fatti a parlare per la comunità scolastica del La Farina, con l'intento che questi possano dimostrare realmente il valore del gruppo.

Ha partecipato anche il Rappresentante della Consulta Provinciale degli Studenti di Messina, Dario Morgante, il quale ha mostrato solidarietà nei confronti dei ragazzi dell'Istituto interessati dal provvedimento dello scorso fine settimana, testimoniando una forte vicinanza anche degli altri licei alla questione. Vari gli interventi registrati, i quali hanno palesato un malcontento generale per quasi 4 ore di sit – in.

E nei "piani alti"? I giovani si aspettavano un confronto con la Preside Prestipino, soprattutto dopo le sue pubbliche dichiarazioni, ma non vi è stato un dialogo effettivo: il Dirigente Scolastico è intervenuto solo negli ultimi minuti della mattinata, non chiarendo effettivamente i dubbi dello studentato. Non solo i ragazzi sono stati lasciati sulla porta, ma anche i genitori: padri e madri volevano infatti discutere con la Preside nella speranza di poter risolvere i punti bui della vicenda, ma l'uscio dell'ufficio principale è rimasto chiuso e nessuno ha potuto esprimersi.

Ai "piani bassi", invece, megafono libero: una madre ha infatti espresso il suo parere, con un intervento che si è fatto portavoce dell'opinione di una sostanziale parte dei genitori, in riferimento ai fatti di sabato, "Ho visto un ragazzino contro una decina di adulti, e non riesco a capire, a quel punto, chi fosse il bambino e chi l'adulto. Ho sentito parlare di autogestione, e sarebbe stata un'ipotesi possibile, ma solo in un clima di dialogo. Non è democrazia un mondo in cui dei giovani non possono esprimere la propria opinione. I ragazzi non sono vandali, è compito dei grandi insegnare ai più piccoli come condividere un luogo che deve essere loro".

Nicola Ialacqua, Rappresentante degli studenti, si è espresso in toni delusi quanto determinati, "La Preside ci chiama figli ma a quanto pare ha dimostrato che siamo per lei solo dei numeri. Avevamo cercato il dialogo e questo ci è stato negato, il La Farina era conosciuto per il suo clima da famiglia, tutto ciò dopo sabato è stato ucciso. I ragazzi dentro l'istituto, quella mattina non sono stati buttati fuori da scuola, ma da casa loro. Adesso abbiamo davanti un muro ed è stato perso ogni senso della democrazia, continueremo il nostro percorso dimostrando che non è solo la Dirigenza a decidere, ma soprattutto la comunità studentesca". La linea è chiara: i giovani del Liceo La Farina continueranno a lottare con altre convocazioni e lo faranno non per perdere giorni di scuola, come hanno dichiarato, ma per rispondere alle critiche continue.

Al Liceo Archimede la comunità mostra un appoggio totale ai ragazzi del classico, come si legge in una dichiarazione firmata dalla Preside, dai Rappresentanti d'Istituto, di Consulta e dei Genitori, ma scopre le carte sulle proprie intenzioni "I rappresentanti del Liceo Scientifico Archimede di Messina, pur condividendo le motivazioni della protesta, ed esprimendo solidarietà nei confronti degli studenti del Liceo Classico "G. La Farina", comunicano che in atto non c'è alcuna occupazione, ne vi è l'intenzione di occupare i locali della scuola, facendo prevalere il senso di responsabilità. Permane il nostro atteggiamento critico nei confronti della legge n° 107 (La buona scuola) e gli argomenti saranno trattati nel corso dell'assemblea del 02/12. Questa comunicazione è condivisa dal dirigente scolastico Maria Flavia Scavello e dagli organi di rappresentanza dei genitori".

Claudio Panebianco

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