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Messina contro “la buona scuola”, i cittadini invitati a lottare contro la riforma

Claudio Panebianco

Messina contro “la buona scuola”, i cittadini invitati a lottare contro la riforma

lunedì 07 Settembre 2015 - 16:30
Messina contro “la buona scuola”, i cittadini invitati a lottare contro la riforma

I Consiglieri Comunali Nicola Cucinotta, Benedetto Vaccarino e Carlo Cantali, hanno stilato una lettera, indirizzata al Sindaco di Messina, riguardante la riforma didattica che negli ultimi mesi sta interessando l'istituzione nazionale. Il famoso documento "La buona scuola", contestato da docenti e studenti, viene adesso messo sul banco degli imputati anche in riva allo Stretto

Si parla di scuola all'interno del Comune di Messina. I Consiglieri Comunali Nicola Cucinotta, Benedetto Vaccarino e Carlo Cantali, hanno infatti stilato una lettera, indirizzata al Sindaco di Messina, riguardante la riforma didattica che negli ultimi mesi sta interessando l'istituzione nazionale. Il famoso documento "La buona scuola", contestato da docenti e studenti, viene adesso messo sul banco degli imputati anche in riva allo Stretto.

"La scelta operata dai nostri genitori", scrivono i firmatari, "di farci frequentare una scuola pubblica è stata motivata dalla volontà di farci restare sempre immersi in una realtà sociale vera, ricca di contrasti e di diversità, ma anche fertile di opportunità e di confronti utili per una vera crescita umana, sociale e soprattutto democratica. La scuola pubblica fino ad oggi ha permesso a ciascuno di sviluppare al massimo le proprie potenzialità, nonostante situazioni familiari e socio-economiche differenti: tutti noi, attraverso personalizzate opportunità formative, abbiamo avuto la possibilità di realizzare un progetto di vita consono alle vostre aspirazioni".

Da Cucinotta, Vaccarino e Cantali viene inoltre contestato il provvedimento secondo cui determinati progetti o precise attività da somministrare agli studenti, non possano essere vagliate dai genitori degli alunni, come invece il comma III dell'articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, insieme all'articolo 2 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, sanciscono. Altro tasto dolente è la mancanza totale di fondi destinati alla ristrutturazione degli edifici scolastici pubblici: ciò rappresenta un problema non solo per la didattica, ma anche e soprattutto per l'incolumità dei giovani.

"Da meridionalisti convinti", incalzano i tre, "forse per il troppo "orgoglio terrone", riteniamo inadeguato il tipo di metodo usato per le prossime assunzioni che ci sembra non tenga conto delle esigenze familiari e territoriali dei docenti, poiché si obbligano gli stessi a produrre domanda di assunzione su base nazionale, vale a dire indicando non una, non dieci, ma tutte e 100 le province italiane come sede di lavoro. Questo porterà inesorabilmente all'ennesima ondata migratoria da Sud verso Nord che peggiorerà notevolmente le già precarie condizioni del Meridione". Come scrivono gli stessi Consiglieri, questi si schierano in prima linea proprio contro la buona scuola e, a tal proposito, hanno deciso di invitare i cittadini messinesi e le associazioni, insieme ai docenti o ai lavoratori del settore, a firmare la petizione per richiedere l'annullamento del decreto. Entro il 25 settembre, infatti, sarà possibile sottoscrivere il documento "di lotta".

Per farlo, chiunque voglia deve semplicemente recarsi all'ufficio anagrafe del Comune di Messina tutti i giorni, escluso il sabato, dalle 08:30 alle 12.30 e nei giorni di Martedì e Giovedì anche dalle 15:00 alle 16:30, munito di un documento d'identità ai fini di autenticazione da parte dell'ufficiale in servizio. Inoltre, nel caso in cui il Comune non abbia ricevuto i moduli, non abbia predisposto la raccolta firme o gli orari dell'ufficio anagrafe non siano consoni alle varie esigenze sarà possibile anche rivolgersi ai Consiglieri Comunali sostenitori dell'iniziativa e delegati per Messina dal Comitato promotore "Leadership alla scuola". La petizione può essere firmata anche su change.org .

Claudio Panebianco

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