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Porte in faccia e ritardi: i lavori sulla rete da Calatabiano a Forza d’Agrò

Francesca Stornante-Marco Ipsale

Porte in faccia e ritardi: i lavori sulla rete da Calatabiano a Forza d’Agrò

mercoledì 28 Giugno 2017 - 14:17
Porte in faccia e ritardi: i lavori sulla rete da Calatabiano a Forza d’Agrò

L'emergenza idrica messinese è anche figlia di come sono stati gestiti e portati avanti gli interventi sulle condotte nei territori colpiti dalle frane. Oggi Termini e Cipollini hanno fatto il punto della situazione. E non hanno risparmiato attacchi alla Regione.

La conferenza stampa per presentare il piano di razionalizzazione idrica dell’Amam è stata anche l’occasione per fare il punto sui lavori sulla rete dopo le frane che hanno fortemente messo in crisi l’acquedotto che porta l’acqua in città. E se oggi Messina si ritrova a dover fare i conti con la scarsezza idrica, la responsabilità è anche nella gestione della fase emergenziale che ha seguito la frana dell’ottobre di due anni fa, quando la città rimase a secco per quasi un mese. Il direttore Claudio Cipollini e il presidente Leonardo Termini hanno spiegato che oggi il lavoro dell’Amam si sta parallelamente svolgendo su due direttrici: quella della programmazione e quella della gestione delle emergenze che interessano il funzionamento del sistema idrico integrato.

La programmazione è fulcro dei documenti al momento all'esame degli organi di Amam ed è al centro del POA (Programma Operativo Annuale), cui l'Azienda è soggetta per legge e per rispetto del Contratto di Servizi con il Comune di Messina.

Per quanto concerne la gestione delle emergenze del sistema idrico integrato, punto di partenza è il ripristino pieno della funzionalità dell'Acquedotto del Fiumefreddo, per il quale Amam sta agendo su due fronti: Calatabiano e Forza d'Agrò.

Per quanto riguarda Calatabiano, oggi stesso i tecnici di Amam stanno effettuando il sopralluogo sul cantiere insieme alla ditta CLAMAR, aggiudicataria dell'appalto per il ripristino della condotta adduttrice, interrotta dalla frana dell'ottobre del 2015. Amam per questo ha sollecitato la Protezione Civile, che sta effettuando i lavori di consolidamento del versante su cui verrà posata la nuova tubazione, affinché l'Azienda possa realizzare i lavori in tempo utile, ovvero prima dell'approssimarsi dell'autunno.

«Calatabiano ci porta un 22% di acqua in meno perché i tubi sono più piccoli di quelli che saranno installati. Contiamo entro agosto, sono prudente, di poter ricollegare i tubi con quelli del 1000, ci consentirà di incrementare portata dell’acqua, che oggi è 1000/1025 litri al secondo di arrivare a 1200/1250» ha spiegato Cipollini.

Per quanto concerne invece l'azione su Forza D’Agrò, Amam ha consegnato il progetto esecutivo alla Regione a dicembre senza avere alcuna risposta, ha scritto alla Regione a marzo e poi ancora ad A

aprile. Adesso, si sta provvedendo, come già preannunciato, a intervenire per avviare i lavori anch'essi in tempo utile a eseguirli in sicurezza, ovvero, prima dell'arrivo della stagione delle piogge.

Durissima l’analisi di Termini: «Forza D’Agrò è un’altra situazione paradossale, forse si risolve con l’intervento dell’amministrazione presso la Regione, noi abbiamo progetti esecutivi da novembre, abbiamo avuto una riunione con l’assessore Croce, ma fino a una settimana fa, fin quando amministrazione non era ancora intervenuta, non avevamo avuto alcun riscontro. È un sito sensibile, c’è un tratto di galleria di 35 metri compromessa. Bisogna prima consolidare un terreno in frana, in buona parte privato, edificabile nonostante sia un pendio ripido. È compito dell’assessorato regionale al Territorio. Non possiamo lavorare su 70 km e sostituirci a un ente regionale. Nonostante questo noi abbiamo preparato un piano di emergenza, il nostro auspicio è di ottenere un intervento definitivo, ma ci siamo visti sbattere le porte in faccia». Termini ha infatti tirato fuori una nota del Dipartimento Ambiente dello scorso 1 giugno in cui è stato comunicato ad Amam che questo intervento non risulta nell’elenco degli interventi previsti nel Patto per il Sud. Dopo la nota, il sindaco Accorinti e l’assessore De Cola hanno incontrato il presidente Crocetta e l’assessore Croce per trovare una soluzione, è stato assicurato che si sono risorse finanziarie da altra fonte e che avrebbero disposto subito stanziamento e avviso. «Dobbiamo aspettare il responso della Regione per fare l’appalto, serve un milione e mezzo, di cui un milione dalla Regione, gli altri 500 mila euro li spenderemo noi. Speriamo non siano promesse» ha aggiunto Termini.

Sull’Alcantara invece è stato assicurato che ad agosto-settembre il tratto interrotto ad Alì in contrada Scoppo verrà ripristinato. Anche in questo caso si resta però in attesa.

A proposito di lavori da effettuare con la massima urgenza, ecco anche la situazione legata agli impianti fognari. Amam ha avviato e sta già attuando interventi per eliminare rischi inquinamento ambientale con indagini, progetti e interventi in corso, in particolar modo riguardo sui torrenti Annunziata, Nasari, Giostra, Boccetta, San Licandro, Portalegni, sugli impianti di Santa Cecilia e sui depuratori di Mili e San Saba.

Francesca Stornante-Marco Ipsale

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2 commenti

  1. La regione, la palla al piede di Messina.
    Per l’emergenza acqua dei messinesi, da novembre a giugno la regione non ha ritenuto opportuno rispondere ai progetti esecutivi.
    Sui bambini messinesi, anziani, persone comuni, grava un rischio di improvvisa carenza d’acqua, ricordiamo le grandi e recenti sofferenze della città…e la regione in otto mesi non ha trovato qualche minutino da dedicare al problema.
    Dopo il dramma idrico subito dai messinesi l’acqua è tra le prime emergenze regionali.
    Però se si tratta di Messina…dimenticatoio regionale…come per quasi tutto quello che riguarda Messina….
    Basta con la regione dei tagli, dei trasferimenti di comandi uffici e dirigenze in altre città siciliane..ci hanno massacrato.

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  2. La regione, la palla al piede di Messina.
    Per l’emergenza acqua dei messinesi, da novembre a giugno la regione non ha ritenuto opportuno rispondere ai progetti esecutivi.
    Sui bambini messinesi, anziani, persone comuni, grava un rischio di improvvisa carenza d’acqua, ricordiamo le grandi e recenti sofferenze della città…e la regione in otto mesi non ha trovato qualche minutino da dedicare al problema.
    Dopo il dramma idrico subito dai messinesi l’acqua è tra le prime emergenze regionali.
    Però se si tratta di Messina…dimenticatoio regionale…come per quasi tutto quello che riguarda Messina….
    Basta con la regione dei tagli, dei trasferimenti di comandi uffici e dirigenze in altre città siciliane..ci hanno massacrato.

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