Cosa dice il rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente
Quasi tutti i capoluoghi siciliani occupano le retrovie nella classifica della sostenibilità ambientale secondo Legambiente, che anche quest’anno analizza i dati relativi alle città italiane in base a diversi parametri. Tutti bocciano sonoramente, complessivamente, le realtà urbane siciliane.
Sostenibilità, la classifica Legambiente
La bocciatura di Legambiente emerge dall’ultimo report Ecosistema Urbano 2026 appena pubblicato, che pone sette capoluoghi tra gli ultimi venti dei 106 capoluoghi italiani. Solo Enna e Ragusa sono a metà classifica, la prima in 55esima posizione la seconda in 68esima, peggio dello scorso anno, accanto a città come Roma e Genova. Guidano la classifica Mantova, Trento e Bolzano. Catania è quart’ultima, in fondo Palermo e Reggio Calabria, ultima è Napoli. Gli ultimi tre posti vanno a Palermo, Reggio Calabria e Napoli, ultima.
Messina scende ma ha ancora tanti dati positivi
Messina è 89esima, dopo Siracusa ma prima di Trapani, Caltanissetta e Agrigento. Rispetto al 2025, la città dello Stretto perde 4 punti anche se fa segnare buoni valori per la qualità dell’aria, con una bassa concentrazione media annua di biossido di azoto. La città non ha mai superato i limiti normativi per l’ozono troposferico in tutto l’anno, grazie anche al fatto di essere notoriamente una città ventilata. Il capoluogo messinese figura anche tra i centri virtuosi per la raccolta differenziata, con 462 kg annui di rifiuti annui, meglio di Trapani, con 475 kg, Ragusa e Agrigento con, rispettivamente, 481 e 482 kg. La media nazionale è di 525 kg annui. Quattro le città che superano la soglia del 65% di raccolta differenziata tra i rifiuti urbani. Enna col 70,2%, Ragusa col 67,5%, Trapani col l 66,6%, e Agrigento con il 66%, tutti sopra la media nazionale dei comuni capoluogo che è del 66,1%.
L’acqua…fa acqua
I parametri che relegano le città siciliane in fondo alla classifica sono relativi però a settori strategici, dalla gestione delle risorse idriche ai consumi, passando per la mobilità. Gli acquedotti colabrodo sono il vero neo isolano, nel dossier di Legambiente. La dispersione di acqua potabile è tra le più elevate d’Italia e a soffrirne particolarmente sono Siracusa, che disperde il 65,1% dell’acqua potabile immessa nelle condotte, Ragusa con il 60,8% e Messina con il 48,4%. Seguono: Catania con il 47,2%, con ill 42,7%, Caltanissetta con il 35,5%. Ad Agrigento e Trapani il dato non è neppure disponibile.
Trasporti pubblici e auto private, Messina ride
Troppe auto e poco trasporto pubblico nelle città siciliane, infine, secondo Legambiente. Messina e Palermo hanno un tasso di motorizzazione tra i più bassi: soltanto 68 su 100 residenti hanno l’auto, a Palermo sono 64. Catania ha 82 vetture ogni 100 residenti, Agrigento 80 ogni 100, poco meno gli altri capoluoghi siciliani. Il trasporto locale arranca in praticamente tutti i capoluoghi siciliani. Ad eccezione di Messina, che ha 107 viaggi pro capite annui con 32 vetture-km disponibili per abitante. Per il metro di paragone valga Catania, che è ultima in assoluto con 50 viaggi per abitante all’anno, mentre Palermo ne ha 67. Le città medio piccole viaggiano tra i 4 (di Ragusa) e i 9 (di Trapani) viaggi annui. Altra nota dolente sono le piste ciclabili. Fa malissimo Agrigento, che ne ha appena 8,8 metri quadri ogni cento abitanti, poco meglio Messina con 1,4, Enna ne ha 4,7 mentre a fare meglio è Caltanissetta che dispone di 12.6 metri quadri di piste ciclabili su 100 abitanti.
E il verde pubblico?
Un altro aspetto analizzato da Legambiente riguarda il verde cittadino. La media nazionale è di 20 alberi ogni 100 abitanti, in aree pubbliche. Caltanissetta è terzultima con soli 3 alberi, Agrigento ne conta 5, Messina 6, Trapani 7 e Ragusa 8. Solo Catania supera la soglia con 25 alberi/100 ab, Enna non ha fornito il dato. Messina ha un tasso tra i più bassi in Italia di verde pubblico accessibile, appena 5 mq per abitante, secondo i dati Istat. Fanno poco meglio le altre città isolane, che restano però tutte sotto i 10 mq ad eccezione di Agrigento (27,3 mq/ab) e Ragusa (22,6 mq/ab).
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