Quattro colpi in poche ore. Arrestati tre rapinatori. VIDEO - Tempostretto

Quattro colpi in poche ore. Arrestati tre rapinatori. VIDEO

Marco Ipsale

Quattro colpi in poche ore. Arrestati tre rapinatori. VIDEO

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venerdì 22 Marzo 2019 - 14:10

L'autore è lo stesso che ha commesso tre rapine a Messina ad inizio febbraio. Due complici ai domiciliari

Quattro rapine, due riuscite e due tentate, lo scorso 2 febbraio, in quattro supermercati, due a Barcellona, uno a Furnari e uno a Torregrotta.

50 giorni di indagini, ora i poliziotti del Commissariato di Barcellona hanno arrestato i membri di una banda di rapinatori. Sono un 24enne barcellonese, proprietario e autista della macchina usata per i colpi; al suo fianco un 25enne milazzese. Entrambi attendono l’ultimo componente, il 24enne messinese Gabriele Alfano, già in carcere per altre rapine consumate a Messina, il 31 gennaio, il 4 e il 6 febbraio. E’ lui che concretamente realizza anche le quattro rapine del 2 febbraio. Un record, perché sono in pratica sette rapine in sette giorni. E dire che era incensurato, ora resterà in carcere. I due complici, invece, finiscono ai domiciliari.

Stesso copione e stessi ruoli dei tre. Uno, l’esecutore materiale, irrompeva a volto scoperto vestito sempre allo stesso modo con una pistola con la quale minacciava gli venisse consegnato il denaro in cassa. Gli altri stavano ad attenderlo fuori su un’Alfa Romeo 147 grigia per agevolargli la fuga e passare velocemente all’obiettivo successivo.

Due colpi non sono riusciti per lo svenimento della cassiera, in un caso, e per la prontezza di alcuni commessi, in un altro.

I poliziotti, col coordinamento della Procura, hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei luoghi, ascoltato vittime e testimoni, intensificato i controlli sul territorio alla ricerca dell’autovettura in uso ai tre criminali, poi trovata in strada a Barcellona. Stesso modello, stessa targa, stesso colore, stesse peculiarità evidenziate dalla visione delle registrazioni.

Si risale al proprietario, già sospettato insieme agli altri autori, che messo alle strette racconta tutto. Si analizzano i tabulati telefonici dei cellulari dei membri del gruppo oltre che le celle agganciate da quelle utenze. Così la sua narrazione trova riscontro nei fatti.

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