"Quella sfortunata domenica di febbraio", il nuovo romanzo di Enrico Scandurra

“Quella sfortunata domenica di febbraio”, il nuovo romanzo di Enrico Scandurra

Redazione

“Quella sfortunata domenica di febbraio”, il nuovo romanzo di Enrico Scandurra

martedì 23 Dicembre 2025 - 08:44

Edito da Castelvecchi, sarà presentato il 29 dicembre nel Palazzo della Cultura di Letojanni

LETOJANNI – Una sottilissima vena di disillusione. Una macabra quanto impetuosa scia di eventi catastrofici. Un finale a sorpresa che non è un finale e basta ma molto di più. C’è questo e molto altro nell’ultimo romanzo dello scrittore di Letojanni, Enrico Scandurra, appena uscito per Castelvecchi Editore e presentato a Paternò nell’ambito della rassegna “Un macello di libri”.

“Quella sfortunata domenica di febbraio” – così s’intitola il racconto lungo di Scandurra – è l’ultima novità del suo personalissimo universo narrativo che, stavolta, impone al lettore un’introspezione particolarissima, visto che l’autore narra la giornata “disgraziata” per eccellenza di uno psicologo (di cui non si fa mai il nome e il cognome), attraverso un lungo flashback.

Lo scrittore racconta, in sintesi, gli eventi che hanno portato questo vanaglorioso e burbero psicologo a perdere il senno, nell’arco di 24 ore, e a essere internato in un manicomio fino al momento del decesso. Causa della sua follia è una serie di sfortunate vicende che si susseguono nel corso di una domenica, iniziata con l’intenzione di leggere “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino e terminata con la scoperta di essere il padre di un bambino concepito tempo prima con una prostituta di Firenze ora deceduta, e di non essere il padre biologico di suo figlio Nemo, avuto dalla moglie con un altro uomo. Il tutto lo spingerà, in preda al delirio, a compiere un’azione avventata e violenta ai danni di Nemo, che porterà il protagonista a essere ricoverato d’urgenza in una clinica psichiatrica. Un racconto al limite del paradosso: uno psicologo dovrebbe curare gli altri e invece in questo caso è proprio lui a dover essere sottoposto ad un percorso terapeutico che lo possa liberare dai suoi “pesi”.

Un romanzo all’interno del quale Scandurra utilizza un registro linguistico tutt’altro che ortodosso, con accenni al linguaggio parlato e che intriga il lettore sin dalle prime pagine. Si tratta di un testo che l’autore ha scritto nell’arco degli ultimi anni e che ha dato alle stampe per mettere in allarme coloro i quali sembrano persone per così dire “normali” ma che in verità nascondono lati “oscuri”, soprattutto interiori. È infatti proprio questo quello che Scandurra vuole evidenziare: il delicato equilibrio mentale che c’è in ognuno di noi e che può essere spezzato all’improvviso senza che noi ce ne accorgiamo.

“Quello che incarna il protagonista di questo romanzo – ha dichiarato a caldo Scandurra – è il tipico nevrotico che crede di essere sanissimo ma invece nasconde dentro delle problematiche che man mano che passa il tempo si fanno evidenti. Il testo è dedicato proprio ai deboli di mente e che in un certo senso hanno perso il senso di esistere per divenire soggetti di serie B se non di serie C. Dimenticati, in sostanza, da chi dovrebbe prendersi cura di loro”.

D’Altronde, leggendo tra le righe, il protagonista avrà a che fare con i suoi pazienti più cari che lo abbandoneranno via via e lo faranno riflettere su tutto ciò che ruota attorno alla sua vita e ai suoi familiari. Con “Quella sfortunata domenica di febbraio”, l’autore vuole lanciare, pertanto, un monito a chi ha avuto o ha problemi “nascosti” ma che sorgono dalla propria interiorità. Problematiche che ad oggi non vengono considerate particolarmente gravi in Italia e spesso, dunque, “accantonate”.

Con questo romanzo, Scandurra compie, quindi, un viaggio personalissimo nell’interiorità di questo psicologo che può essere incarnata da chiunque. E lo fa con una vena di umorismo e comicità che fanno riflettere e divertire a tratti, senza tralasciare lo sguardo indagatore di un io narrante in prima persona che riesce a narrare senza appesantire la trama. Proprio con la leggerezza di cui parlava Italo Calvino, nelle sue “Lezioni americane”. In mezzo i luoghi e i personaggi del centro di Letojanni, ovvero quei nomi strambi che nascondono i tratti distintivi di alcuni concittadini di Scandurra, che ambienta il suo nuovo romanzo proprio in una Monte Parnaso che ha caratteristiche tipiche di una Letojanni “montana” e “collinare”.

La prossima presentazione di questo nuovo romanzo si terrà proprio a Letojanni, il 29 dicembre prossimo, nella Sala Blu del Palazzo della Cultura di piazza Giacomo Matteotti. In quest’occasione l’autore incontrerà il pubblico del suo paese al quale da sempre è affezionatissimo.

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