Pubblicata la gara d'appalto, inizia il lungo iter prima dell'avvio dei cantieri a Messina
MESSINA – Finalmente la gara d’appalto ma la strada verso l’apertura delle rampe Giostra – Annunziata resta segnata da una cronologia tecnica che impone prudenza. L’appalto integrato, che affida all’impresa vincitrice sia la progettazione esecutiva sia l’esecuzione dei lavori, prevede una serie di passaggi obbligati che spostano in avanti l’orizzonte temporale del cantiere.
Il calendario delle procedure
La prima seduta di gara è fissata al 12 marzo, poi potrebbero servire circa tre mesi per l’aggiudicazione, che potrebbe quindi avvenire a giugno. A quel punto scatta un periodo compreso fra 35 e 60 giorni per la verifica dei requisiti ed eventuali ricorsi, poi si passa alla firma del contratto. Da quel momento, il rup ha un tempo massimo di 45 giorni per emettere l’ordine di avvio della progettazione esecutiva, che l’impresa deve redigere entro 60 giorni. Poi ancora 30 giorni per la verifica e approvazione del progetto. Se vengono posti dei rilievi, l’impresa ha 15 giorni per ottemperare e poi la stazione appaltante altri 10 giorni per la validazione finale. Dall’aggiudicazione dei lavori, dunque, ipotesi giugno, servirà ancora un tempo compreso tra i 4 e i 7 mesi prima dell’avvio del cantiere. Difficile, considerati tutti questi passaggi, vedere mezzi all’opera nel 2026, più probabile dover attendere l’inizio del 2027.
I tempi tecnici dell’intervento
L’intervento prevede la sostituzione degli appoggi dei viadotti con isolatori sismici di nuova generazione, il risanamento delle strutture in cemento armato e l’installazione di moderne barriere protettive.
Quanto tempo servirà? In base ai documenti tecnici, 365 giorni naturali e consecutivi, cioè un anno. Un tempo teoricamente inferiore di uno o due mesi perché, con offerta economicamente più vantaggiosa, l’impresa vincitrice potrebbe offrire, tra le migliorie tecniche, una riduzione del tempo di esecuzione. Ma potenzialmente superiore in caso di sospensioni legittime dei lavori, ad esempio per forte pioggia o vento. A fine lavori, poi, serviranno ancora 60 giorni per il collaudo tecnico e le prove di carico. Il risultato è che le rampe potrebbero non essere aperte al traffico prima del 2028, cioè diciannove anni dopo il primo collaudo.
La gestione della sicurezza
Oltre agli interventi strutturali, il piano prevede una particolare attenzione alla gestione della sicurezza durante le fasi di sollevamento degli impalcati, operazione necessaria per inserire i nuovi dispositivi antisismici. Proprio per la delicatezza di queste manovre, il cronoprogramma non ammette deroghe sulla qualità delle procedure a scapito della velocità. Solo dopo che le prove di carico avranno dato esito positivo, garantendo la stabilità delle infrastrutture sotto sforzo, le rampe potranno essere finalmente aperte.

I miei pronipoti….che ancora devono nascere….forse le vedranno.
Ricorsi al tar, revisione prezzi, sub appalti, proroghe….
Altro che 2028, veramente ci credete?