Il consigliere Gennaro (Pd) lancia l'allarme sulle condizioni del torrente S.Stefano - Tempo Stretto

Il consigliere Gennaro (Pd) lancia l’allarme sulle condizioni del torrente S.Stefano

Il consigliere Gennaro (Pd) lancia l’allarme sulle condizioni del torrente S.Stefano

sabato 03 Dicembre 2011 - 12:36

Il rappresentante del Pd considera prioritaria un’operazione di pulizia del condotto sottostante via Vallone a S.Margherita e chiede di sapere se l’amministrazione abbia posto in essere un piano di evacuazione delle zone limitrofe

Cittadini, consiglieri comunali, consiglieri di quartiere. Non c’è persona che non si dica preoccupata per la situazione dei torrenti che attraversano Messina, soprattutto alla luce degli ultimi devastanti eventi, non solo in provincia ma anche oltre lo Stretto. Oggi è il “turno” del consigliere del Pd Gaetano Gennaro, che “dedica” un’interrogazione rivolta ad amministratori e tecnici sulle pessime condizioni del torrente Santo Stefano, con particolare riferimento al condotto sottostante via Vallone, a Santa Margherita. Il rappresentante del Partito democratico che in un corposo elenco di punti, illustra l’attuale stato del corso d’acqua a causa di mancati interventi e di recenti nubifragi, chiama in causa l’amministrazione comunale, sindaco in testa.

Sebbene, infatti, di recente sia stata effettuata una parziale pulizia, Gennaro chiede di sapere, in modo chiaro, quali siano state le misura posta in essere da Palazzo Zanca per lo sgombero e la messa in sicurezza degli impluvi secondari del torrente, se tali interventi verranno effettuati e soprattutto con quanti mezzi e con quali forze. Il consigliere, inoltre, intende sapere se l’assessorato preposto abbia effettuato uno screening dal punto di vista idrogeologico ed ambientale e, alla luce di eventuali risultati, quali siano gli interventi prioritari da porre in essere.

E poi ancora, Gennaro vuole chiarezza riguardo i fondi necessari, se essi cioè siano già a disposizione dell’Amministrazione, in quanto già previsti in bilancio, ovvero se dovranno ancora essere reperiti; se, qualora dovesse essere necessario, si intenderà procedere attraverso una somma urgenza e, soprattutto, se l’Amministrazione abbia già previsto un piano di evacuazione dell’abitato della zona:via Comunale, via Vallone, c.da Torre, via Damuso, via Trieste, via Oliveto, via Gorizia, c.da Bagni e le aree limitrofe.

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3 commenti

  1. AD ESSERE PERICOLOSO E’ IL TORRENTE “ZANCA”.

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  2. A santo stefano di buono c’è che ancora hanno la fortuna di avere un torrente abbastanza grande…il problema sono gli affluenti, che in questi ultimi 30 anni sono stati trasformati in strade e si è costruito ai lati. Purtroppo questa mossa la natura ce la sta facendo pagare cara! Spero che non gli venga in mente a nessuno di toccare quest’altro torrente facendoli passare di sopra qualche bella strada…piuttosto, si pensi a sfruttare tutti quei terreni demaniali che confinano con la sp e da anni in stato di abbandono, per creare dei posteggi e agevolare la viabilità! Ops….Ah già…troppo semplice….meglio aspettare le centinaia di migliaia di euro che si richiedono con i progetti fatti a breve distanza uno dall’altro e con costi da 5 zeri, che alla fine non servono neanche per asciugarsi dopo una bella e sana defecata. Vergognatevi! 4 soldi per creare posteggi…soluzione applicabile un pò dappertutto…ma per un politico che gusto c’è? Meglio fare tunnel, ponti e coperture e aprire strade nuove, ihihi…ammia mu diciti

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  3. A leggere la direttrice di Corvaja sulle norme di attuazione integrative per la realizzazione di interventi edilizi nelle nostre vallate e nelle zone risultanti come aree non stabili sotto l’aspetto idrogeologico,direttrice che introduce l’obbligo di produrre fra le carte progettuali la sovrapposizione con la carta di suscettività all’urbanizzazione allegata al PRG vigente,fissando inoltre un elenco delle opere che dovranno essere realizzate nell’ambito degli interventi antropici (ricordo che l’antropizzazione è il processo mediante il quale l’uomo modifica l’ambiente naturale),mi viene da pensare a chi ha diretto i dipartimenti che hanno a che fare con il governo del territorio,a chi ha redatto e poi gestito il regolamento edilizio,ai politici che hanno fatto parte delle commissioni urbanistiche del Comune in questo ultimo quindicennio,uomini che dovranno nascondersi per la vergogna perché con una direttiva di questo tipo avrebbero evitato lo scempio urbanistico oramai compiuto. Ad occhio sarebbe stato respinto il 50% delle concessioni edilizie di quel periodo.

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