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Recovery Fund, Spirlì relaziona in Consiglio tra le polemiche sulla Sanità

Mario Meliadò

Recovery Fund, Spirlì relaziona in Consiglio tra le polemiche sulla Sanità

lunedì 19 Aprile 2021 - 19:13
Recovery Fund, Spirlì relaziona in Consiglio tra le polemiche sulla Sanità

Ed è Tallini-shock: sulle delibere della Giunta regionale non c’è trasparenza, denuncia l’esponente di maggioranza ed ex presidente dell’Assemblea

Difficile arginare l’incontenibile voglia della minoranza, ma pure d’ampie frange della maggioranza a Palazzo Campanella, di fare chiarezza sulla disastrosa situazione della Sanità calabrese. Nei fatti, per quanto non previsto, il mini-dibattito sul punto precede persino le comunicazioni del Governatore facente funzioni Nino Spirlì che avrebbero dovuto aprire la seduta.

Tallini “squassa” l’Aula

Quasi in apertura di seduta l’ex presidente d’Assemblea Mimmo Tallini si fa portabandiera del grido di dolore degli operatori della Sanità calabrese. «Non possiamo non occuparcene e cercare di vedere cosa si può fare», scandisce accorato. Ma dietro l’angolo c’è la “bomba” che sarà ripresa in parecchi interventi di maggioranza e di minoranza indifferentemente.

Il consigliere regionale forzista Mimmo Tallini

«Sono costretto a farlo in questa sede: ma quando non si discute all’interno dei gruppi consiliari, quando si vive una fase di transizione come questa, quando non c’è possibilità od opportunità di far sapere alcune cose… Mi rivolgo in particolare ai colleghi della Giunta regionale: non vengono pubblicate le delibere di Giunta – affonda MimmoTallini -. Ora: all’epoca della giunta Scopelliti eravamo i primi d’Italia per trasparenza, io mi auguro sia una disfunzione o qualcosa che sta sfuggendo, ma è indispensabile dare trasparenza agli atti della Giunta. Tanto più che c’è una Giunta che opera con qualche anomalia rispetto ai territori: ho portato delle carte relative a distribuzione di risorse,e c’è indubbiamente una tendenza a privilegiare alcuni territori, per esempio la provincia di Cosenza che è super-rappresentata in Giunta, ma anche quella di Reggio Calabria, mentre invece è assai penalizzata l’area centrale della Calabria, letteralmente mortificata».

Longo? Sì, ma…

Il presidente del Consiglio regionale Gianni Arruzzolo

Non è l’unico, Tallini, a inserire “di soppiatto” il tema della Sanità ancor prima delle previste comunicazioni sul Pnrr – primo punto all’ordine del giorno – da parte del Governatore calabrese Nino Spirlì. E non manca chi chiede a gran voce che, sulla situazione-vaccini e non solo, venga convocato il commissario governativo per il Piano di rientro Guido Longo. Chiarisce poi il presidente del Consiglio regionale Gianni Arruzzolo che il commissario può essere sentito, sì, «ma ci sono regole precise per farlo, serve cioè una deliberazione in questo senso da parte dell’Ufficio di Presidenza che poi venga ratificato da una maggioranza dei due terzi dell’Assemblea».
Si attendono quindi le comunicazioni del presidente Nino Spirlì sul Recovery Fund e in particolare sul Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza), nei fatti anticipate però da un “inevitabile” mini-dibattito su Covid-19 e stato della Sanità calabrese.

Il mini-dibattito

Tra i protagonisti del mini-dibattito su Sanità e Coronavirus di fatto innescatosi, Nicola Irto: «Eviterò realmente d’intraprendere un dibattito sulla Sanità, però ci sono dei fatti che vanno cristallizzati.La richiesta di Di Natale accolta da tutta la minoranza è di buonsenso: è vero che c’è stata una conferenza dei capigruppo, ma non possiamo apparire dei marziani rispetto alle criticità nelle vaccinazioni, alle file di ambulanze a Cosenza e a tutte le altre problematiche che noi tutti consiglieri regionali ben conosciamo. Non apriamo un dibattito, oggi: va bene. Però l’interfaccia col commissario governativo, così come pure col commissario nazionale Francesco Paolo Figliuolo,è il Presidente della Regione. Non le daremo responsabilità, presidente Spirlì; però lei ha la responsabilità d’informare i calabresi, e deve farlo in questo luogo – lo incalza l’ex presidente del Consiglio regionale –. Il Piano vaccinale funziona?No. Le assunzioni di personale sanitario si stanno facendo? No».

Il vicepresidente di minoranza dell’Assemblea Nicola Irto (Pd)

Poi, il già presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini, aggiunge Irto, «ha detto, e tutte le parole qui vengono registrate, che sulle deliberazioni deella Giunta reigonale non c’è trasparenza: sono parole gravi, anche perché a parlare è stato un esponente della maggioranza. Io pretendo che non si finga che le cose non si siano dette; chiedo che la Commissione consiliare di Vigilanza si riunisca al più presto per fare chiarezza. Se non lo farà la Commissione di Vigilanza lo farà l’opposizione, anche con un’azione d’accesso agli atti della Cittadella regionale».
Un’istanza su cui aggiunge il collega dèm Mimmo Bevacqua: «Da giorni cerco gli allegati a una delibera sui famigerati 175 milioni di euro di fondi Ue. Ebbene, non ho trovato questa delibera pubblicata da nessuna parte, come m’era già accaduto per altre delibere».
Il forzista Mimmo Giannetta, chiamato in causa da Nicola Irto, replica a stretto giro: «Sì, ci sono state situazioni che hanno acuito le difficoltà della Sanità calabrese in tempi di Coronavirus. Ovvio che ci sia necessità d’affrontare il tema nelle sedi giuste, anche perché ci siamo sempre detti che la Sanità non ha colore politico. Però dobbiamo ricordare a noi stessi come si arriva a certe situazioni: Sanità commissariata da 11 anni, e noi tutti abbiamo sì il dovere d’interloquire coi commissari, ma anche il dovere d’assumerci le giuste responsabilità quando spettano alla politica. E dobbiamo fare in modo che quest’Aula agisca nel modo più corretto, facendo intervenire colui che in questo momento è il responsabile della Sanità in Calabria, cioè il commissario Longo. Certo il momento è delicato: e dobbiamo parlare di Covid e di vaccini, ma di sicuro anche di Sanità, di Sanità negli ospedali, dei quattro ospedali calabresi che si devono costruire da lunghissimi anni, perché da questa negatività dobbiamo cercare di trarre il meglio per il futuro». E «ogni tentativo maldestro d’addossare ad altri responsabilità lo respingo al mittente», contrattacca Giannetta, anche perché «la stessa Jole Santelli chiese, inascoltata dal Governo centrale del tempo, che fosse restituita alla politica la responsabilità del settore sanitario in Calabria».
«Ringrazio i colleghi per tono ed esposizione, ma non vorrei mai si pensasse che prima parliamo del Recovery Fund e poi facciamo parlare il Presidente; facciamo prima parlare il Presidente», chiede Graziano Di Natale.

Le scudisciate di Spirlì

«La “sindrome della diretta” è quella che ammazza la verità, perché finché il microfono è acceso e la telecamera è accesa verso di te ti fa convinto che tu sia l’unico portatore della verità… – attacca in preambolo Nino Spirlì –. Invece, bisogna essere se stessi sempre, anche senza telecamere e microfoni accesi. E certe domande oziose lasciano il tempo che trovano: io oggi mi ritrovo a parlare a chi “sa”, e la risposta sta già nella sua domanda. Noi? Ci siamo messi a lavorare fianco a fianco col commissario, magari prendendo schiaffi da pirati e predoni che si sono ingrassati con la Sanità calabrese. I risultati? Lei dice che taglio nastri – il riferimento è a Irto, ndr –, ma io sono ben lieto di non farlo per quanti ne avete tagliati voi nella consiliatura precedenti… Noi ci siamo messi a fianco delle Forze armate e abbiamo ottenuto da sùbito la massima considerazione. Abbiamo chiamato l’Esercito e abbiamo ottenuto un ospedale militare da campo partito dal Libano, fino a quando, dopo due settimane con un solo ricoverato, le Istituzioni preposte non hanno proposto di trasformarlo in centro vaccinale. Avremmo potuto dire “non ci serve più” e farlo andare in altri territori: invece è rimasto a Cosenza e lì sono state già vaccinate migliaia di calabresi».
Secondo il Governatore facente funzioni, «io capisco molto bene il gioco delle parti, che fa sì che ora voi mi parliate in un modo e fra 10 minuti fuori da qui mi parliate in un altro: ho fatto teatro per una vita, capisco molto bene. Ma oggi e ora è il tempo sbagliato per far partire la campagna elettorale: oggi, ci si deve sporcare le mani di lavoro. Oggi, si gira per gli hub vaccinali, si va in giro per la Calabria ad aprire centri vaccinali, e se oggi noi ci esponiamo è perché è giusto che i calabresi sappiano che noi non ce ne restiamo chiusi nel Palazzo. E se mancano i posti, chiediamo dove sono finite per decenni le carte che sarebbero state indispensabili a farli aprire. Quando qualcuno ha chiuso gli ospedali io non c’ero, come molti di voi: ma quando sono stati chiusi, se le mani vicine alle toppe non erano le vostre, di certo erano imparentate coi vostri partiti. E in cinque mesi non si possono aprire ospedali chiusi da dieci anni o più; e lo stesso vale per la carenza di turnover per medici e infermieri nei presìdi della Sanità territoriale… Non fate finta d’essere quelli che cadono dal pero: il pero siete voi. Quando c’incontreremo la settimana prossima saremo pronti ad accogliere le vostre proposte, ma “reali” proposte».
Mimmo Bevacqua però irrompe: «Presidente, noi ci aspettavamo comunicazioni, non un comizio: così ci costringe a intervenire, se no ce ne andiamo… è una vergogna. Gli assessori Gallo e Orsomarso c’erano sì, quando l’allora presidente Scopelliti chiuse gli ospedali».

Comunicazioni sul Recovery Fund

«Giusto per evitare di dover parlare come se non ci fossero dei dati in mano e visto che immagino che nessuno abbia l’urgenza di cercare rogne pensando minimamente d’adombrare il dubbio che io non sia padrone di quanto dico di quanto faccio, visto che la ventriloquia non m’appartiene e che sono stato educato alla massima libertà: andiamo al Recovery Fund», è l’esordio non certo friendly del presidente Nino Spirlì sull’effettivo primo punto all’ordine del giorno, cioè le sue comunicazioni sul Pnrr. E la notizia è che sul tappeto ci sono interventi richiesti dalla Regione Calabria per 9 miliardi e mezzo di euro complessivi (9 miliardi 465 milioni, per la precisione).
«Preoccupante il rischio di default per molte imprese del Mezzogiorno, nel contesto della pandemia – osserva il Presidente facente funzioni -. La sospensione di gran parte delle attività lavorative e dell’offerta di beni e servizi ha infatti gravemente colpito anche settori non certo in declino, come la filiera della cultura e del turismo. In atto, è molto più complicato assicurare tutele ai lavoratori di qualsiasi tipo e in qualsiasi forma contrattuale. Nel luglio 2020 però l’Ue ha approvato uno strumento per erogare aiuti da 750 miliardi di euro complessivi; e sono 672,5 miliardi quelli garantiti dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza fulcro del Next generation Eu. I singoli Paesi stanno preparando i Piani per accedere alle risorse. Quanto alla Regione, il 15 ottobre scorso sono state consegnate dalla Regione 120 schede progettuali, nei giorni scorsi confermate con un’ulteriore implementazione», il tutto mediante concertazione fra i membri della Giunta e i dirigenti di riferimento, ma senza tener conto d’eventuali risorse da ripartire tra Regioni, circostanza fin qui non sul tappeto.

Il Presidente facente funzioni Nino Spirlì
durante le comunicazioni all’Aula sul Pnrr

«Il Piano – aggiunge Nino Spirlì – è articolato in 6 missioni, che rappresentano le aree tematiche d’intervento;
Le tempistiche devono considerare che la scadenza dei traguardi e obiettivi del Piano è fissata al 31 agosto 2026: se non verranno raggiunti entro questa scadenza, i relativi pagamenti non saranno erogati.
Le sei missioni – prosegue il Presidente della Giunta regionale nelle sue comunicazioni sul Pnrr – sono poi suddivise in insiemi di progetti omogenei e funzionali. Le 6 missioni sono digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute».
A seguire, l’elenco da parte di Spirlì di temi e stanziamenti ipotizzati dalla Regione Calabria, missione per missione. Missione 1: 612 milioni di euro su digitalizzazione della Pubblica amministrazione, modernizzazione dei sistemi di rilevazione della Protezione civile e maggior competitività del nostro sistema produttivo. Missione 2: 3 miliardi 740 milioni mirati ad ammodernamento delle reti idriche, efficientamento energetico, mitigazione del rischio idrogeologico, ottimizzazione della gestione dei rifiuti, opere di difesa costiera, riefficientamento dei sistemi depurativo-fognari. Missione 3: 2 miliardi 780 milioni in tema di progettazione e realizzazione dei nodi d’interscambio modale a servizio dei passeggeri, connessione infrastrutturale e digitale coi principali porti, mobilità sostenibile, messa in sicurezza di strade ponti e viadotti sulla viabilità secondaria, riqualificazione dei comprensori sciistici. Missione 4: 115 milioni, indirizzati a borse di studio per gli studenti calabresi, sostegno a dottorati di ricerca e agli istituti tecnici superiori, sostegno ai progetti di ricerca. Missione 5: 468 milioni di euro, per realizzare modelli d’economia sostenibile attraverso aree produttive ecologicamente attrezzate, progetti per lo sviluppo della sicurezza e per varare nuove attività dentro le aree industriali, sostegno all’export calabrese, supporto e attrazione d’investimenti esteri, impiantistica sportiva. Missione 6: 1 miliardo 750 milioni per adeguamento sismico e antincendio, acquisto attrezzature, telemedicina, informatizzazione dei reparti e ulteriori investimenti tecnologici. I progetti legati alle infrastrutture ospedaliere – precisa poi Spirlì – trovano cofinanziamenti europei e nazionali e hanno tempi incompatibili con le scadenze previste dal Piano».
Alta velocità, porto di Gioia Tauro e Statale “106” suggerite invece per l’inserimento nelle “dorsali” del Pnrr su scala nazionale.

Orsomarso mastica amaro

«Lo dico a chi c’era: sui morti, io non consento di speculare a nessuno. Per questo, ti dico: Bevacqua, vergognati – interviene l’assessore al Lavoro e dirigente di Fratelli d’Italia Fausto Orsomarso in questo modo, riferendosi alle accuse a proposito della chiusura degli ospedali –. C’erano generali anche all’epoca come Pezzi, ho sempre avuto i miei problemi nello spiegare alla nostra gente che toccava riorganizzare. Io non ritengo voi i responsabili del”sacco” nella Sanità, però quel ditino, Bevacqua… Quanto al Covid-19, credo che questa situazione abbia un grande responsabile, noi come Fdi su scala nazionale ne chiediamo le dimissioni (il riferimento è al ministro della Salute Roberto Speranza, ndr): io fin qui non l’ho mai nominato, perché bisogna fare il massimo col massimo di unità. Non è il tempo della polemica, Mimmo, perdonami lo sfogo: andare in giro a raccontare ciò che è accaduto 11 anni fa non risolve i problemi».

L’assessore al Lavoro Fausto Orsomarso

E Orsomarso opera poi un riferimento squisitamente reggino: «Non abbiamo avuto problema ad avallare la nomina come commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria di Gianluigi Scaffidi, che pure non è certo della nostra area. Vorrei che il vostro spirito fosse lo stesso: toni bassi e lavoriamo tutti insieme».

Un Sud penalizzato

Il capogruppo del Pd Mimmo Bevacqua

Mimmo Bevacqua strepita: bisogna entrare nel merito dei problemi. «Popolazione, reddito pro-capito e tasso di disoccupazione degli ultimi 5 anni erano i criteri per il riparto: io non ho sentito la voce di nessuno quando alla Calabria e al Sud spettava dunque oltre il 60% del denaro del Recovery Fund, non il 34. Abbiamo più volte sollecitato questo dibattito non per entrare nel merito delle schede, ma perché volevamo fortemente rivendicare che la Regione sfoggi autorevolezza e imponga la propria voce, chiedendo quello che alla Calabria spetta o non ciò che le viene concesso».
Serve «un salto di qualità»; e il neo fondamentale è quello dei fondi relativi alla mobilità, «che significa Alta velocità, porto di Gioia Tauro, Zes “106”, le Trasversali e altre arterie», riflette l’esponente piddino.

Fdi è per una Cabina di regia

Istituire «un organismo, una Cabina di regia regionale composta da assessori, Dipartimenti ma anche da una rappresentanza di tutti i gruppi consiliari e da una rappresentanza dei sindaci»: lo chiede in tema di Recovery Fund e di destinazione degli stanziamenti per il Pnrr il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, per bocca del capogruppo Filippo Pietropaolo.
Segue l’annunciato break per l’adozione della decisione dell’Ufficio di Presidenza in merito alla convocazione del commissario governativo Longo da varare poi a maggioranza di due terzi da parte dell’Assemblea.

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