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Fondi per le bonifiche del SIN e i Giardini di Federico: solo fumo negli occhi?

Giovanni Passalacqua

Fondi per le bonifiche del SIN e i Giardini di Federico: solo fumo negli occhi?

mercoledì 17 Agosto 2016 - 22:01
Fondi per le bonifiche del SIN e i Giardini di Federico: solo fumo negli occhi?

I 25 milioni assegnati dal CIPE al SIN della valle del Mela e la notizia di un possibile finanziamento per il sistema di monitoraggio ambientale sembrano l'inizio di una svolta per il territorio. Ma dietro c'è una lunga storia di inefficienze e occasioni sprecate

In questi giorni due notizie hanno riportato l’attenzione sulla questione ambientale della valle del Mela: la delibera del CIPE – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica –, che assegna 25 milioni per le bonifiche del SIN – Sito di Interesse Nazionale – della zona industriale di Milazzo, Giammoro e Comuni limitrofi, e il finanziamento destinato alla realizzazione dei Giardini di Federico II, che nel progetto iniziale doveva essere un sistema integrato per il monitoraggio e la riduzione del carico inquinante.

SIN, AERCA e bonifiche
Il Sito di Interesse Nazionale è stato istituito dal Ministero dell’Ambiente nel 1998, e comprende i Comuni di Milazzo, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, San Filippo del Mela e San Pier Niceto. L’obiettivo iniziale era approfondire il livello di contaminazione del territorio, per poi proseguire con interventi di bonifica mirati. Nel 2002 verrà perimetrata anche l’AERCA – Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale.

Oltre 60 milioni erano stati stanziati dal Ministero; i fondi per le bonifiche, tuttavia, resteranno prigionieri della burocrazia regionale. La Regione non è infatti riuscita a impegnare le risorse, che pochi mesi fa sono state definitivamente revocate. Oggi, tornano nella valle 25 milioni, provenienti dai Fondi di Sviluppo e Coesione del Ministero dell’Ambiente. Qualche dubbio resta sugli interventi che saranno effettivamente finanziati: sono già state presentate, infatti, le caratterizzazioni di alcune aree del SIN, provenienti soprattutto da Milazzo e Giammoro; gli interventi dovrebbero dunque concentrarsi su queste aree.

A beneficiare dei fondi CIPE non saranno solo i Comuni della zona industriale. Sono previsti interventi contro il dissesto idrogeologico a Santa Lucia del Mela, Montalbano Elicona, Saponara e Lipari, per un totale di circa 60 milioni di euro.

I Giardini di Federico II
“Nella originale elaborazione, i Giardini dovevano rappresentare un autentico polmone verde all’interno del tessuto urbano; un’ipotesi di sviluppo della città alternativa a quella industriale, con il recupero di quelle aree che avevano rappresentato gli albori dell’industria a Milazzo e potevano essere da volano per una svolta verso la città-giardino”. Così Legambiente del Tirreno spiega l’ambizioso progetto, pensato da Girolamo Bambara per avere un impatto non soltanto pratico, ma anche simbolico per il territorio.

Nel progetto l’area interessata abbracciava quindi, oltre all’area Tribò, anche tutta la zona ex Montecatini ed ex metallurgica. Ma, tra privatizzazioni e scarso interesse delle amministrazioni, tutto il progetto viene ridimensionato. “Si arriva così al luglio 2010, quando l’amministrazione Pino, appena insediatasi, inserì il progetto nell’ultima finestra del PISU-PIST, intercettando le risorse destinate alle AERCA siciliane ed elaborando il progetto esecutivo del Sistema integrato per il monitoraggio e la riduzione del carico inquinante” – spiega ancora Legambiente – “l’area interessata è solo Tribò, donata dalla RAM al Comune di Milazzo, vincolando la donazione alla realizzazione dell’opera. Arriverà anche l’approvazione definitiva del finanziamento, di oltre 10 milioni di euro, ed il progetto verrà definito cantierabile”.

Qui, tuttavia, qualcosa s’inceppa. I fondi erano stati destinati al Comune di Milazzo nell’ambito del PO-FESR 2007/2010, ma il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, li aveva poi revocati, destinandoli ad altri impieghi. Il 24 febbraio scorso, il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha sentenziato che quei soldi spettano a Milazzo, e ha emesso un parere vincolante. Il sindaco della città mamertina, Giovanni Formica, non sembra però voler pretendere il finanziamento, tanto che ha inserito il progetto tra quelli da presentare per il Masterplan.

Una prospettiva che, secondo Legambiente, potrebbe vanificare gli sforzi per la realizzazione dell’opera. “Già da una prima analisi, ci siamo resi conto che, sia per l’esigua somma che sarebbe stata messa a disposizione, sia per le opere che con esse dovrebbero essere finanziate, di fatto non è possibile garantire il mantenimento degli obiettivi del progetto” – scrive ancora l’associazione ambientalista – “verrebbero meno anche i presupposti per il mantenimento della proprietà dell’area, all’interno della quale, è il caso ricordarlo, giacciono i resti di una villa romana. Crediamo pertanto che sia necessario fare chiarezza sugli obiettivi di questo nuovo progetto; vogliamo capire se si tratta dell’addio definitivo al sogno dei Giardini di Federico II”.

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