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Reggio Calabria e alloggi popolari. Marino:”Garanzia di giustizia sociale per le famiglie in difficoltà”

Elisabetta Marcianò

Reggio Calabria e alloggi popolari. Marino:”Garanzia di giustizia sociale per le famiglie in difficoltà”

giovedì 26 Novembre 2020 - 19:31
Reggio Calabria e alloggi popolari. Marino:”Garanzia di giustizia sociale per le famiglie in difficoltà”

L'associazione un mondo di mondi continua la sua battaglia per sbloccare la drammatica situazione degli alloggi popolari

Ancora nessuna risposta sul tema delle case popolari da parte del comune di Reggio Calabria nonostante le varie manifestazioni e i solleciti dell’associazione Un mondo di mondi. L’ultima pec inviata il 6 novembre scorso all’indirizzo del neo assessore Rocco Albanese, con la quale si è chiesto un incontro e un confronto sereno, non ha ancora prodotto il risultato sperato. Nell’attesa di una risposta, il presidente dell’associazione, Giacomo Marino ci ha illustrato la situazione che in questo periodo di pandemia e di grave crisi economica ha acuito la già complicata situazione.

Pericolo contagio

Il patrimonio degli alloggi popolari per le famiglie a basso reddito e senza una casa dovrebbe costituire una risorsa da valorizzare perciò. Non solo come garanzia del diritto ad un alloggio adeguato e come misura indiretta di sostegno economico, ma anche come “presidio” di contrasto al contagio. Le famiglie, infatti, con reddito molto basso e senza una casa sono spesso costrette a vivere in condizioni abitative di sovraffollamento e quindi, oggi, sono particolarmente esposte al contagio”.

Mille nuclei senza casa

Attualmente sono mille i nuclei in attesa di assegnazione. Tutti vincitori di un bando del 2005, ma a tutt’oggi solo 7 di questi hanno visto assegnato l’alloggio popolare. “Un’efficace politica comunale di assegnazione di alloggi popolari sarebbe per queste famiglie la garanzia di una casa. Costituirebbe un sostegno al reddito. Ridurrebbe il pericolo di contagio e anche il pericolo degli sfratti. Molto probabilmente, infatti, nei primi mesi del prossimo anno, dopo lo sblocco delle esecuzioni degli sfratti previsto per il 31 dicembre 2020, un gran numero di famiglie potrebbe finire sulla strada.” continua il presidente.

Urgenza

Oggi più di ieri, la politica abitativa dovrebbe avere come principale finalità le assegnazioni degli alloggi attraverso la legalizzazione del settore e l’aumento del patrimonio Erp. “Lanciare, invece, un grande piano di dismissione del 60% degli alloggi popolari comunali. Affermazione fatta dal neo assessore alle politiche abitative, Rocco Albanese, nell’intervista rilasciata alle testate giornalistiche locali, ci appare drammaticamente paradossale. Dismettere circa 1.400 alloggi popolari, caratterizza chiaramente, come già avvenuto nei sei anni precedenti, una politica finalizzata alla dismissione dell’intero settore e non al suo rilancio. Una scelta che le famiglie pagheranno a caro prezzo”

Segnali positivi

Nonostante questo piano di vendita e tutte le drammatiche conseguenze, il “secondo tempo” dell’Amministrazione Falcomatà era cominciato con qualche segnale positivo. Tra queste, appunto la nomina di un assessore. Inoltre,il riordino del comparto degli alloggi edilizia residenziale pubblica sotto il profilo delle manutenzioni e delle assegnazioni secondo quanto previsto dal bando pubblico ” continua

Proposte

Ma per cambiare registro, rispetto ai sei anni precedenti, servono altre azioni concrete: assegnare al settore di Edilizia Residenziale pubblica il personale necessario e qualificato; reperire gli alloggi per le assegnazioni attraverso le verifiche; acquistare nuovi alloggi con il finanziamento del Decreto Reggio di 11 milioni di euro ed altri finanziamenti e utilizzare tutti gli alloggi confiscati; utilizzare tutte le entrate dai canoni e dalle vendite, anche quelle accantonate negli anni precedenti, per la manutenzione e l’acquisto di nuovi alloggi. Determinare, infine, l’assegnazione degli alloggi ed i cambi alloggio alle famiglie che ne hanno diritto secondo le procedure dei bandi e delle emergenze ( art 31 LR 32/1996) . conclude Marino

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