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Reggio Calabria. Mercato Largo Botteghelle, un San Giorgio “amaro” per i venditori ambulanti

Elisabetta Marcianò

Reggio Calabria. Mercato Largo Botteghelle, un San Giorgio “amaro” per i venditori ambulanti

venerdì 23 Aprile 2021 - 14:24
Reggio Calabria. Mercato Largo Botteghelle, un San Giorgio “amaro” per i venditori ambulanti

"non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, nessuna ordinanza, nessun blocco delle attività. Ci hanno detto soltanto che non eravamo autorizzati"

Arrivo da Catania, stamattina, come ogni venerdì, siamo arrivati in questo spiazzo, abbiamo sistemato i nostri tavoli, esposta la merce. Ci siamo preparati per lavorare. Ma ora come vede stiamo smantellando tutto per tornare a casa”. A parlare così è un venditore ambulante di abbigliamento, ci racconta come dopo qualche ora dal suo arrivo i vigili del comune hanno chiesto lo sgombero della piazza in virtù della festa di San Giorgio. Il 23 aprile, infatti, è festivo per il calendario locale e ogni attività di vendita viene sospesa. Almeno così dichiara il regolamento attuale.

Abbiamo raccolto le dichiarazioni dei vari commercianti che tra l’incredulità e lo sconforto dichiarano “non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, nessuna ordinanza, nessun blocco delle attività. Ci hanno detto soltanto che non eravamo autorizzati, nella giornata di oggi a stare qui, per motivi “festivi. Siamo sconfortati da tante difficoltà che questo anno di pandemia ci ha costretto a vivere. Stiamo andando via, ma non riusciamo ad accettare di essere trattati così”.

“Sono qua ogni venerdì, titolare di questo posto con una regolare licenza. Sono qua dalle 5 per montare la mia postazione, nonostante la pioggia perché questo è un lavoro pieno di sacrifici. Alle 10 sono arrivati i vigili e ci hanno detto di togliere tutto per la festa di San Giorgio. Io sto andando via, seguo le regole e rispetto gli ordinamenti anche se non abbiamo avuto una comunicazione ufficiale nei tempi necessari. In più, non sono rimasti fino alla fine per vedere se effettivamente, tutte le “bancarelle” venivano smontate. Come vede molte sono aperte e continuano a vendere indisturbati. Noi ubbidiamo, ma chiediamo di essere trattati con maggiore rispetto.” – conclude.

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